Il governatore abruzzese: “Il governo sulla sanità fa i piani quinquennali, ma l’Urss è fallita”

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Il governatore abruzzese: “Il governo sulla sanità fa i piani quinquennali, ma l’Urss è fallita”

09 Novembre 2020

“Il mio problema vero, adesso, è creare il più possibile posti letto Covid. La delega del commissario Arcuri, però, c’è arrivata solo 30 giorni fa. Mentre tutto si poteva fare quest’estate, quando le terapie intensive erano vuote e negli ospedali si poteva lavorare in pace agli ampliamenti. Invece in Italia quest’estate si parlava solo di discoteche”.

L’autunno è “caldo” (in tutti i sensi), il caos regna sovrano, al pettine sono arrivati nodi che a differenza dell’ondata iniziale potevano essere previsti: la riapertura delle scuole, il trasporto pubblico, l’influenza stagionale, soprattutto il potenziamento del sistema sanitario in previsione di una maggiore diffusione di un virus che nonostante presenti rispetto a primavera percentuali molto più basse di criticità, in termini di numeri assoluti alla ripresa avrebbe potuto porre problemi di ricettività ospedaliera e di rete di assistenza territoriale. E, mentre governo e Regioni si rimpallano accuse e responsabilità, a spiegare come stanno le cose, in un’intervista al “Corriere della Sera”, è il governatore dell’Abruzzo Marco Marsilio.

Come detto, c’è quella delega del commissario Arcuri “arrivata solo 30 giorni fa”, spiega Marsilio, ma anche procedure definite “sovietiche” per lungaggini e complicazioni burocratiche. “Tra pareri, commissioni, Corte dei Conti, il finanziamento che si accende alla Bei…”, dice il governatore abruzzese. “Il governo piuttosto – incalza – avrebbe dovuto darci subito a maggio, quando fece il decreto per l’emergenza, i soldi per operare. Io, quest’estate, con i fondi della Protezione civile ho creato 150 posti letto anti-Covid a Pescara ed è grazie a quelli che finora ci stiamo salvando”.

Invece? “Invece – è l’accusa – qui si va avanti col metodo sovietico. Quest’ossessione burocratica di voler pianificare sempre tutto. Riunioni su riunioni, ministri e scienziati. Ma le pianificazioni quinquennali si facevano in Urss e s’è visto com’è andata a finire: l’Urss è fallita”.