Il governo approva Ddl per Eluana a tempo di record

LOCCIDENTALE_800x1600
LOCCIDENTALE_800x1600
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Il governo approva Ddl per Eluana a tempo di record

06 Febbraio 2009

Napolitano ha confermato: non firmerà il decreto legge. Il presidente della Repubblica, si legge in una nota del Quirinale, "ha preso atto con rammarico della deliberazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto-legge relativo al caso Englaro. Avendo verificato che il testo approvato non supera le obiezioni di incostituzionalità da lui tempestivamente rappresentate e motivate, il Presidente – conclude la nota – ritiene di non poter procedere alla emanazione del decreto". Dubbi di incostituzionalità, dunque, motivano il Capo dello Stato a non dar corso all’iniziativa governativa che avrebbe consentito la sospensione dell’esecuzione della sentenza di Eluana.

Lo si leggeva già nella lettera inviata stamattina al Consiglio dei Ministri: "I temi della disciplina della fine della vita, del testamento biologico e dei trattamenti di alimentazione e di idratazione meccanica sono da tempo all’attenzione dell’opinione pubblica, delle forze politiche e del Parlamento, specialmente da quando sono stati resi particolarmente acuti dal progresso delle tecniche mediche.

Non è un caso – prosegue nella lettera Napolitano – se in ragione della loro complessità, dell’incidenza su diritti fondamentali della persona costituzionalmente garantiti e della diversità di posizioni che si sono manifestate, trasversalmente rispetto agli schieramenti politici, non si sia finora pervenuti a decisioni legislative integrative dell’ordinamento giuridico vigente.

Già sotto questo profilo il ricorso al decreto legge – piuttosto che un rinnovato impegno del Parlamento ad adottare con legge ordinaria una disciplina organica – appare soluzione inappropriata. Devo inoltre rilevare che rispetto allo sviluppo della discussione parlamentare non è intervenuto nessun fatto nuovo che possa configurarsi come caso straordinario di necessità ed urgenza ai sensi dell’art. 77 della Costituzione se non l’impulso pur comprensibilmente suscitato dalla pubblicità e drammaticità di un singolo caso. Ma il fondamentale principio della distinzione e del reciproco rispetto tra poteri e organi dello Stato – conclude il Capo dello Stato – non consente di disattendere la soluzione che per esso è stata individuata da una decisione giudiziaria definitiva sulla base dei principi, anche costituzionali, desumibili dall’ordinamento giuridico vigente".

Insomma, dice Napolitano, a deliberare in materia di fine vita è il Parlamento, che da mesi sta dibattendo una legge sul testamento biologico. E nonostante Eluana potrebbe trovarsi in fin di vita in pochi giorni, non ci sono elementi nuovi che potrebbero giustificare il ricorso ad uno strumento normativo d’emergenza come il decreto legge.

Berlusconi da parte sua era sicuro della decisione che avrebbe preso il Capo dello Stato e nella conferenza stampa tenutasi dopo il Consiglio dei Ministri di oggi aveva già prefigurato le possibilità ulteriori: nel caso in cui Napolitano dovesse rifiutarsi di firmare il decreto "inviteremmo immediatamente il Parlamento a riunirsi ad horas e approvare in due o tre giorni una legge che anticipasse quella legge che è già nell’iter legislativo", ha detto il Cavaliere.

Il Consiglio dei ministri, convocato per questa sera alle 20.oo, ha votato, dunque, un disegno di legge sul testamento biologico che riproduce il testo del decreto approvato oggi . Il testo conterrebbe solo due articoli: il primo che riguarda il rifiuto di sospensione di idratazione e alimentazione per soggetti che non possono provvedere a loro stessi e il secondo che abbatte i tempi di approvazione, conferendo forza normativa alla legge dal giorno stesso in cui viene pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

Intanto il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha comunicato che "ove fosse presentato un disegno di legge ordinario per disciplinare gli ultimi drammatici sviluppi della vicenda Englaro, è sua intenzione convocare con urgenza la conferenza dei capigruppo al fine di proporre una pronta calendarizzazione del provvedimento o, preferibilmente, di un suo esame in sede deliberante, da parte della commissione competente che ha già al proprio esame il tema del testamento biologico". Immediata la replica dei capigruppo del Pdl al Senato, Gasparri e Quagliariello: "Grazie al governo per la scelta chiara. Chiederemo al Senato un’immediata discussione del disegno di legge. Compiremo questo passo con profonda convinzione".

Forse di altro parere il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che oggi ha dichiarato: "Desta forte preoccupazione che il Consiglio dei Ministri non abbia accolto l’invito del capo dello Stato, ampiamente motivato sotto il profilo costituzionale e giuridico, ad evitare un contrasto formale in materia di decretazione d’urgenza".

Le cose quindi non sono semplici come sembrerebbero. Perché i tempi tecnici ci sono e Camera e Senato, se anche non trovassero intoppi legislativi,  avrebbero bisogno di alcuni giorni per approvare la legge. Il "quanti giorni" a questo punto sono determinanti. Già lunedì per Eluana potrebbe essere troppo tardi.