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L'Occidentale Puglia

Il governo dà l’alt ai clandestini ma Vendola preferisce spalancare le porte

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Decine di imbarcazioni continuano ad approdare ogni settimana in Italia e il centro d’accoglienza temporaneo di Lampedusa, primo bastione occidentale sulla tratta che dal Nordafrica porta in Europa, non potrà accogliere nuovi profughi. La rottura dei vecchi assetti politici in Tunisia e in Egitto, unita al futuro incerto della Libia, sta spingendo centinaia di nordafricani a imbarcarsi verso occidente per fuggire da guerra e persecuzioni, ma l’anomalia del flusso migratorio fa temere che tra loro possano celarsi anche numerosi clandestini, pronti ad approfittare del caos generato dalle recenti instabilità governative.

Per tamponare l’emergenza in cui versa il centro d’accoglienza di Lampedusa, il ministero degli Interni ha programmato il trasferimento di alcune centinaia di immigrati in tutta la penisola italiana, confidando in un aiuto concreto dell’Unione Europea. A Manduria, in provincia di Taranto, è stata allestita una prima tendopoli pronta ad accogliere non oltre 1500 persone, che saranno identificate prima di poter ottenere lo stato di profughi di guerra. “Quella adottata a Manduria – ha annunciato il sottosegretario al ministero degli Interni, Alfredo Mantovano – è una soluzione dettata da un’esigenza assolutamente transitoria e si può considerare un’estensione di Lampedusa; di certo non è un Cie, una struttura chiusa, ma comunque non sarà l’unica in Italia”. Le dichiarazioni di Mantovano hanno in parte rassicurato il sindaco di Manduria, Paolo Tommasino, anche se restano i dubbi per una situazione che non sembra sia ancora in via di risoluzione.

Nella cittadina tarantina, che ospita una vecchia base militare americana, sono giunti nei giorni scorsi oltre cinquecento immigrati, per lo più tunisini, ai quali in queste ore se ne andranno a sommare altri ottocento, già in viaggio verso il porto di Taranto. La preoccupazione nel territorio monta e i cittadini, terrorizzati dall’ondata migratoria, si sono organizzati in vere e proprie ronde per restituire alle forze dell’ordine alcuni nordafricani fuggiti nella notte scorsa dalla tendopoli pugliese.

Saverio Congedo, consigliere regionale Pdl, ha sottolineato, durante il suo intervento in consiglio dedicato alla crisi politica nordafricana, il buon lavoro del governo nazionale che “sta facendo quel che deve fare, distribuendo gli immigrati sull’intero territorio in vista della verifica della loro condizione di profughi o di semplici clandestini e dei relativi, conseguenti provvedimenti. Di fronte a quest’emergenza – continua – ci sono due approcci possibili, quello responsabile ed istituzionale del presidente Errani e quello meramente demagogico di certe esternazioni del presidente Vendola. Ad essi corrispondono una solidarietà concreta ed operante ed una, invece, urlata e senza costrutto”.

Il governatore della Puglia Nichi Vendola, infatti, non ha fatto mancare le polemiche nei confronti del governo nazionale e, durante la visita alla tendopoli con il suo braccio destro, l'assessore regionale alle politiche per l'Immigrazione Nicola Fratoianni, si è chiesto quale sia “la natura giuridica di questo luogo” sostenendo che sia solo la propaganda leghista ad imporre “una distinzione tra clandestini e richiedenti asilo, che nel pieno di un’emergenza umanitaria è una distinzione un po’ complicata da attuare” e lanciando la sua proposta, attivare cioè “quel permesso di soggiorno di protezione temporanea” che concederebbe a tutti i migranti – profughi e clandestini – di circolare liberamente sul territorio nazionale per un anno intero.

C'aveva già pensato Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori Pdl, a ricordare al governatore Vendola, che pure continua anche in queste ultime ore a soffiare sul fuoco della polemica, “che la distinzione tra clandestini e rifugiati con diritto di asilo non è propaganda leghista ma un preciso obbligo di legge” aggiungendo che “il nostro Paese non può accogliere tutti: deve pretendere la collaborazione delle istituzioni europee per fronteggiare l'emergenza umanitaria dei richiedenti asilo, provvedere al rimpatrio dei clandestini già arrivati dentro i nostri confini e impedire il susseguirsi degli sbarchi, che di questo passo condurrebbe le nostre strutture al collasso”.

In attesa di un aiuto concreto da parte delle istituzioni europee l’Italia è ancora pronta a ospitare profughi, nonostante la polemica politica provi a influenzare ideologicamente ogni passo verso una soluzione concreta, che sia in grado di accordare i legittimi desideri dei profughi di guerra e la sicurezza dei territori coinvolti nel processo d’accoglienza.

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