Home News “Il Governo ha fatto perdere mesi preziosi, ora è corsa contro il tempo”

L'intervista

“Il Governo ha fatto perdere mesi preziosi, ora è corsa contro il tempo”

0
143

“E’ difficile ritenere del tutto casuale l’impennata dei contagi che si è verificata ovunque a due/tre settimane dalla riaperture delle scuole. Ma il problema è che tutta l’Italia è in ritardo”.

Marco Marsilio è presidente della Regione Abruzzo, da poco passata dal giallo all’arancione. Come ha preso la “retrocessione”?

“Guardi, non mi metto a fare polemiche e neanche ho la pretesa di saperne di più rispetto agli organismi tecnici incaricati delle valutazioni. Se volessi discutere, potrei rilevare che ci sono diverse regioni con un indice Rt superiore al nostro, con una maggiore saturazione di posti letto o con una più alta incidenza rispetto alla popolazione residente, che si trovano in zona gialla. Ma non è questo il punto. Il punto è il ritardo accumulato a livello nazionale, che tutto il Paese sconterà”.

Che intende per ritardo? Non ci si è preparati adeguatamente alla ripresa autunnale?

“Sono stati persi 4-5 mesi che avrebbero potuto metterci nelle condizioni di reggere l’urto. Se con il decreto di maggio ci avessero dato risorse e poteri per poter intervenire direttamente sul rafforzamento delle strutture sanitarie, noi oggi – e parlo come Abruzzo, ma il discorso è generale – avremmo avuto decine e decine di posti letto di terapia intensiva e sub intensiva, reparti di malattie infettive capaci di resistere più a lungo alla pressione”.

E invece? Cosa vi ha impedito di procedere?

“E’ stata scelta una linea che ho definito ‘sovietica’, perché richiama la pianificazione quinquennale. E ciò ha comportato che abbiamo dovuto attendere i pareri dei ministeri, della Corte dei Conti, delle ragionerie, del commissario di governo che ha impiegato i suoi tempi per guardare i piani e decidere come attuarli…”.

Quando concretamente voi governatori siete stati messi nelle condizioni di operare?

“Io la delega l’ho avuta un mese fa. E in un mese non si fanno i lavori perché l’edilizia è una cosa seria e non possiamo dare una ‘romanella’ dentro i reparti per fare finta di averli fatti prima di Capodanno. Stiamo correndo contro il tempo per portare avanti interventi che con procedure diverse avremmo potuto realizzare quest’estate, con una situazione decisamente più favorevole e in tempo per la riapertura delle scuole. Ma il tempo che ci hanno fatto perdere è tanto e ne stiamo pagando le spese, sia dal punto di vista sanitario che dal punto di vista delle attività economiche”.

Lei ha fatto riferimento alle scuole. Ritiene dunque che la ripresa dei contagi sia dovuta più alla presenza in classe che alla frequentazione di bar e ristoranti?

“C’è stata ovunque un’impennata dei contagi a due/tre settimane dalla riapertura delle scuole, e non credo che la correlazione possa essere ritenuta del tutto casuale. Il governo ha indicato come priorità numero uno la riapertura in sicurezza delle scuole e abbiamo tutti lavorato per questo obiettivo. Ma il dato non cambia, e per questo avevamo avanzato proposte diverse. Assumere decisioni autonome in questo ambito non sarebbe tuttavia semplice, sia per i contenziosi da parte del governo ai quali è andato incontro chi lo ha fatto, sia per l’impossibilità per le famiglie di accedere agli strumenti di agevolazione e facilitazione in assenza di un provvedimento nazionale. Poiché tuttavia le evidenze ci sono, non ci stancheremo di cercare e proporre soluzioni di buon senso”.

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here