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Il governo italiano semplifica procedure per adozione orfani di Haiti

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"Nella dolorosa e drammatica vicenda del sisma di Haiti, il Consiglio dei ministri ha discusso e concordato circa l'opportunità di semplificare ed accelerare le procedure di autorizzazione alle adozioni internazionali ed ha dato mandato in tal senso al ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna, ed al sottosegretario di Stato delegato alle politiche per la famiglia, Carlo Giovanardi". È quanto si legge nel comunicato finale del Consiglio dei ministri. Questo segna una svolta nella politica verso l’adozione dei bambini orfani di Haiti.

L'Italia segue così le orme di altri Paesi europei. Oggi 33 piccoli orfani haitiani, adottati da famiglie francesi, hanno lasciato il paese caraibico alla volta di Parigi, per cominciare la vita con i loro nuovi genitori. I bambini - alcuni orfani, altri abbandonati - tutti molto piccoli (tra i sei e l'anno di vita), vivevano in un orfanotrofio rimasto gravemente danneggiato dal sisma, ma nessuno di loro era rimasto ferito. La Francia è un Paese che tradizionalmente accoglie un gran numero di bambini haitiani da adottare; e nei giorni scorsi c'erano state numerose proteste di famiglie che avevano ultimato le procedure di adozione prima del sisma e reclamavano l'arrivo dei piccoli.

Il presidente dell'Unicef Italia, Vincenzo Spadafora, ha dichiarato che in seguito al terremoto di Haiti, per aiutare i bambini "bisogna proteggerli, identificarli e favorire il ricongiungimento con le loro famiglie". Va bene quindi "avviare un percorso di adozione, ma solo in un momento successivo e secondo le regole". Parlando ad un convegno organizzato a Roma sul tema dell'infanzia, Spadafora ha aggiunto che "l'Unicef ritiene che nel tempo le adozioni dei bambini coinvolti nel terremoto siano una soluzione importante, ma non adesso".

 

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