Il Governo si allarga: arrivano due nuovi ministri
09 Gennaio 2009
Si allarga la squadra di governo. La notizia era nell’aria da parecchio e tra qualche giorno arriverà l’ufficialità. Ecco la lista dei promossi: Michela Vittoria Brambilla diventerà ministro del Turismo, Ferruccio Fazio Ministro della Salute. Tre i vice ministri, Adolfo Urso, Roberto Castelli e Paolo Bonaiuti. Previsti anche la nomina di nuovi sottosegretari.
I tempi sono maturi per procedere e per allargare la squadra di governo, quella compagine che ad inizio legislatura non avrebbe dovuto superare i sessanta elementi tra ministri e sottosegretari. Ma Silvio si è accorto di come sia necessario coprire alcuni settori chiave con nomine ad hoc. Eccole quindi. D’altronde il momento è favorevole, i sondaggi sul gradimento dell’esecutivo sono buoni, la sinistra, che avrebbe potuto sollevare qualche polemica, ha già tante difficoltà per conto suo.
Oltre ai cinque in pole position dovrebbero arrivare anche una decina di sottosegretari, il che porterebbe l’intera compagine governativa ad una settantina di elementi. Ad ogni modo una cifra sempre molto lontana dai 102 del precedente governo Prodi. A domanda secca sia la Brambilla sia Urso allargano le braccia e spiegano che i due ambiti di competenze, turismo per la rossa e commercio estero per il fedelissimo di Fini, rappresentano circa il quaranta per cento del prodotto nazionale, (10% turismo e 30% commercio estero). Insomma basterebbero i numeri a far capire che per loro sarebbe necessario un adeguamento di posizione e ruolo.
Stessa cosa per la sanità, materia troppo vasta e complicata per vivere di sola delega all’ombra del ministero guidato da Sacconi. A questo punto si aspetta solo l’annuncio ufficiale slittato già di qualche mese. Doveva avvenire prima dell’estate, poi al rientro della ferie, in seguito i rumors di palazzo davano la nomina prima di Natale.
La promozione dei due sottosegretari a ministri ha ovviamente sollevato qualche malumore interno tra gli alleati. Se i mal di pancia della Lega erano prevedibili, ma la nomina di Castelli a viceministro delle Infrastrutture con interessanti deleghe sul nord dovrebbero chetare ogni malcontento, quelle di An sono apparse un poco sopra le righe. Gasparri stesso ha spiegato che basterebbe un ampliamento delle deleghe da parte di Berlusconi e per evitare la nomina di nuovi ministri, Alemanno e il ministro Meloni hanno esplicitamente detto che a quel punto dovrebbe essere rivista l’intera composizione del governo.
Quando si parla in termini di divisione di potere e competenze la distanza tra An e Forza Italia torna ben visibile con tanti saluti all’unità del Pdl. Servirà la promozione del solo Urso a chetare i coinquilini del pdl? Forse no, ma se arrivasse anche quella di Mantovano a vice ministro degli Interni probabilmente si. Tra i promotori dell’ampliamento ci sono anche tutti coloro che ambiscono ad una promozione, tra questi il repubblicano Nucara, il cui ingresso nella Pdl non ha però portato il sottosegretariato che sperava. Lui motiva e giustifica così l’allargamento della squadra, “sessanta non bastano, perché fino a quando si è andato avanti con i decreti legge il problema non sussisteva, ma con le leggi ordinarie servono più persone, se uno stesso giorno si riuniscono due commissioni sullo stesso argomento il governo dovrà per forza essere assente da una parte”. Probabile quindi rinforzi in tutti i ministeri con portafoglio che oggi hanno un solo sottosegretario come la Cultura, l’Ambiente e l’Agricoltura. Nucara sarà tra questi? Anche lui a domanda risponde come la Brambilla: allarga le braccia e sospira guardando in cielo, fermando lo sguardo al terzo piano di via del Plebiscito. Oltre è inutile andare. Almeno per sperare in una promozione.
