Il Governo vara il decreto legge per far fronte alla crisi

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Il Governo vara il decreto legge per far fronte alla crisi

13 Ottobre 2008

"L’obiettivo non è salvare le banche ma tutelare i risparmiatori”, parole di Giulio Tremonti pronunciate nel corso della conferenza stampa durante la quale ha presentato il decreto legge varato oggi dal Consiglio dei ministri.

Il dl ripercorre il pacchetto di misure europee deciso ieri a Parigi dai capi di Stato e di Governo dei paesi di Eurolandia. Si tratta del secondo decreto legge approvato in meno di  una settimana dal Consiglio dei ministri per fronteggiare la crisi finanziaria. Dopo quello dell’8 ottobre, volto a favorire stabilità e fiducia e stimolare il ritorno al normale funzionamento del mercato del credito, quello passato oggi mira a garantire la liquidità, la capacità di finanziamento e la solvibilità delle banche e avrà come scopo quello di assicurare “più liquidità per le imprese e per l’economia reale”. Il provvedimento recepisce le decisioni di domenica dell’Eurogruppo, prevede una serie di interventi che, nei casi più estremi, potrebbe considerare il commissariamento delle banche. Da escludere categoricamente una nazionalizzazione, “nel caso ci fosse bisogno di interventi del governo nella ricapitalizzazione delle banche siamo disponibili ma lo faremo comunque mantenendo il carattere privato degli istituti di credito”, ha ribadito Berlusconi da Washington. Viene proposta tra l’altro la garanzia statale sulle passività delle banche e la possibilità di scambiare titoli di Stato con i bond delle banche. Non viene specificato però quanto verrà messo sul tavolo per la copertura finanziaria, un vuoto che ha fatto infuriare le associazioni dei consumatori “una mancanza di trasparenza ai danni dei consumatori ”, ha tuonato la Federconsumatori. A precisa domanda infatti il ministro Tremonti ha risposto con un serafico: “Metteremo quanto sarà necessario”.

 

LO STATO INTERVIENE PER IL MERCATO.Un passo importante quello di oggi pomeriggio, da un punto di vista politico e culturale. “Quanto approvato dal Governo è un segnale di serietà, maturità politica ed estrema competenza”, spiega il senatore azzurro Gaetano Quagliariello, che continua “di fronte ad una crisi finanziaria lo Stato interviene a difesa del mercato, e lo fa con interventi provvisori, per consentire al mercato di riprendersi. E’ la linea che è passata in Europa, la linea che avevamo indicato noi e che aveva incontrato dei veti dettati da interessi nazionali. L’avanzare della crisi ha reso necessario procedere in quella direzione. In questo sia l’Europa sia l’opposizione interna, ci hanno dato ragione, dimostrando la fondatezza di quanto andavamo dicendo”.

Entriamo nello specifico del decreto. Al fine di consentire il reperimento di fondi sul mercato viene prevista garanzia statale sulle nuove passività delle banche italiane con durata fino a cinque anni emesse entro il 31 dicembre 2009. La garanzia è concessa a condizioni di mercato e richiede la valutazione della Banca d’Italia sulla base di criteri analoghi a quelli previsti in caso di aumento di capitale. E poi, al fini di fornire titoli di Stato utilizzabili in qualità di garanzia per il finanziamento delle banche presso la Banca centrale europea (BCE), il Ministero Economia e Finanza (MEF) è autorizzato ad effettuare operazioni di scambio temporanee tra titoli di Stato e strumenti di debito delle banche italiane. Gli oneri a carico delle banche per tali operazioni sono stabiliti sulla base delle prevalenti condizioni di mercato. Allo stesso modo il MEF può anche rilasciare, sempre a condizioni di mercato, la garanzia dello Stato su operazioni di prestito titoli stipulate da banche italiane con soggetti privati anche non bancari.

LE MOSSE DEI PAESI UE. Anche gli altri paesi si sono subito mossi per far fronte alla crisi, ecco come. In Germania sono stati approvati  480 miliardi di euro per il salvataggio del sistema bancario, 80 miliardi di euro per la ricapitalizzazione delle banche in crisi e 400 miliardi di euro per le garanzie sui prestiti interbancari. In Francia approvate garanzie sui prestiti interbancari fino a un massimo di 320 miliardi di euro. Il governo britannico metterà a disposizione risorse fino a 37 miliardi di sterline (46,6 miliardi di euro) per sostenere il salvataggio di tre delle maggiori banche britanniche (Rbs, Lloyds e Hbos), ma in cambio del supporto pubblico i vertici degli istituti dovranno essere rimossi. Il governo ha poi stanziato anche 320 miliardi di euro per garantire i prestiti interbancari. Il governo spagnolo ha stanziato 100 miliardi di euro per garantire i prestiti interbancari delle proprie banche. Anche il governo austriaco ha deciso di stanziare 100 miliardi di euro, di cui 15 per entrare eventualmente nel capitale bancario e 85 per garantire i prestiti interbancari. Il governo portoghese ha deciso di stanziare 20 miliardi di euro. 

BORSE IN CRESCITA. La concitata giornata ha regalato un sorriso agli investitori,  Piazza Affari oggi ha chiuso con un positivo + 11% , in linea le performance di Francoforte (+11,40% il Dax30), di Parigi (+11,18% il Cac40) e di Zurigo (+11,39% lo Smi). Sempre positivo, ma più contenuto, il balzo di Londra (+8,26% il Ftse-100). Le piazze finanziarie europee hanno recuperato oggi 481,58 miliardi di euro , con un saldo netto positivo di oltre 80 miliardi rispetto a quanto mandato in fumo venerdì scorso. Tutti si augurano che siano segnali destinati a proseguire.