Il profilo

Il discorso di Bertolaso agli operai

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Guido Bertolaso è stato da sempre riconosciuto come un uomo dalla grande personalità. Molti ricorderanno la sua decisione nell’impartire le direttive necessarie a tutti i vari componenti che dovevano operare i soccorsi negli istanti successivi al terremoto dell’Aquila, nel tentativo di infondere assoluta fermezza in un momento davvero drammatico per tutti. Si è detto che questo aspetto del suo carattere gli abbia attirato con il tempo diverse critiche ed antipatie, da cui poi sarebbero partiti i guai giudiziari che ha dovuto affrontare e dai quali è uscito indenne. Ora, a distanza di molti anni, Bertolaso è tornato in campo a fianco alla Regione Lombardia per la realizzazione di un ospedale dedicato alla cura dei malati di Coronavirus, in una regione martoriata dall’epidemia. Il discorso che qui riportiamo è del pomeriggio di lunedì 23 marzo – poche ore prima dell’annuncio della positività al COVID – 19 reso noto dall’ex Capo della Protezione Civile – ed è rivolto a tutte le donne e a tutti gli uomini impegnati nei lavori del progetto, entrato ormai nel pieno della fase realizzativa. Un forte monito rivolto a delle persone che si trovano in prima fila e il cui apporto sarà fondamentale sia per far sì che l’ospedale possa aprire il prima possibile, sia per farvi approdare malati che potranno certamente giovare di un luogo dedicato completamente alle loro cure e ai loro bisogni.

Cogliamo l’occasione di rivolgere al Dott. Bertolaso un augurio di pronta guarigione, nella consapevolezza che persone come lui rappresentino una parte dell’Italia a cui, in questi momenti così difficili, ci è impossibile rinunciare.

In pochi mesi ho fatto case e scuola all’Aquila e in altre situazioni. Siamo andati ad aiutare quelli che erano stati sommersi dallo tsunami nel Sud Est Asiatico e quindi ho alle spalle milioni di ore di lavoro di lavoratori come voi. Mi pare di essermi trovato solo una volta e di essermi detto “e adesso che faccio?”. Quindi per me la sicurezza sul lavoro è sempre stata uno dei comandamenti fondamentali.

Ovviamente, se c’è qualcosa, che non funziona, me lo dite. Tanto qua, da oggi in poi mi vedete tutti i giorni. E’ vero; voi avete i vostri capi, i vostri direttori, supervisori che io rispetto: ci vuole la gerarchia. Ma se io passo, vi vedo domani e c’è qualcosa che non va, ognuno di voi viene da me e mi dice “Senti

Guido, qui non funziona. Non va così”. Ok? Senza timori che poi qualcuno si vendichi su quello che mi dite o mi fate. Ci penso io a evitare che possa accadere qualcosa del genere.

Per il resto, avete un team di supervisori, direttori, ingegneri, di architetti ottimo ed io starò sempre dietro più a loro che a voi. Tanto a voi vi vedo sempre, a loro invece non li vedo sempre. Invece voglio vedere sempre anche voi, qui: non ci sono scrivanie, macchinette del caffè, tavoli da pranzo per nessuno. Tutti siamo insieme a voi, sul linoleum dove state lavorando e se vedo qualcuno che dopo che ha fatto il progetto, i suoi calcoli, i suoi disegni che se ne sta bello al caldo, state tranquilli che ci penso io a prenderlo per le orecchie e a portarlo qua. Sono stato chiaro?

Io sono molto esigente con me stesso. Forse anche troppo. Però lo faccio perché il numero 1 deve sempre dare l’esempio, deve essere il primo che arriva e l’ultimo che esce la sera e questo lo farò anche in questi giorni insieme a voi. Portiamo a casa il risultato e sarete tutti contenti di aver dato una mano al vostro Paese come io ho fatto sempre e come dobbiamo continuare a fare soprattutto in questo momento.

Quindi, ragazzi, date l’anima! Massimo impegno e se c’è qualcosa che non funziona si risolve! Non c’è niente di impossibile, soprattutto in questa sfida.

In bocca al lupo e buon lavoro a tutti!

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