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L'appello

Il grido diventa sempre più forte: aprite il Parlamento!

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Il Parlamento sia messo nelle condizioni di poter operare e decidere. E’ quanto stanno chiedendo da giorni parlamentari, intellettuali e giornalisti. L’Occidentale sta riportando con cura questo dibattito, a partire dalla proposta fatta tempo fa dal senatore Gaetano Quagliariello di trovare ampi spazi a Roma, sanificarli e poi attrezzarli per i lavori di Camera e Senato.

Oggi, su Il Giornale, riprende tale suggerimento il professor Marco Gervasoni che, citando per l’appunto Quagliariello, invita a “chiudere tutto” e ad “aprire il Parlamento”. “Non si vede infatti – scrive Gervasoni – come mai medici e infermieri, militari e poliziotti, stiano al lavoro giorno e notte per garantire la nostra salute e sicurezza, mentre i parlamentari, eletti per rappresentare i cittadini, dovrebbero esimersi.
Da quello che non è un lavoro, come scioccamente ripetuto per anni, ma una missione: esattamente come quella dei sacerdoti che, nonostante la sospensione delle funzioni religiose, stanno in prima linea.
Perché – conclude – quando la Nazione è in pericolo, il primo a imbracciare le armi per difenderla deve proprio essere il parlamentare”.

Anche Stefano Folli ha espresso parole chiare sul punto. “Il fatto che le Camere siano semi-chiuse, comunque consegnate a un ruolo marginale, è un danno gravissimo di cui portano la responsabilità tutti coloro che lo hanno permesso”.

Scrive a tal proposito Andrea Amata su Il Tempo: “Abbiamo un governo che ha sostituito il Parlamento con il Decretamento, spegnendo le luci del sacrario democratico e puntando i riflettori su chi sta profanando il tempio della democrazia ostinandosi ad occupare la poltrona di primo ministro. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella interrompa lo scempio istituzionale della preponderanza caotica della normativa secondaria del governo su quella primaria delle Camere”.

Nicola Porro, nella sua Zuppa, cita il ruolo fondamentale del centrodestra unito e di tutte le opposizioni che, in una nota congiunta, chiedono la convocazione immediata e ad oltranza del Parlamento.

Lorenzo Castellani, professore presso l’Università Luiss di Roma, in una nota pubblicata sul suo profilo Facebook ricorda che “da settimane stiamo regolando i diritti costituzionali con Parlamento chiuso e normativa secondaria”.

Insomma, non è più il momento di rinviare. Si restituisca al Parlamento la dignità che merita e le Camere siano finalmente messe nella condizione di poter operare.

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