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L'arrivo di Khaled Mashaal a Gaza

Il leader di Hamas torna dall’esilio. Vince l’estremismo

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Dinamiche mediorientali a velocità supersonica. Arriva Khaled Mashaal a Gaza. Il leader di Hamas festeggia varie cose: il suo primo ritorno a Gaza dal ‘67, i 25 anni dalla fondazione del movimento islamista da tutto il mondo messo nella lista terrorista, la gioia di aver sparato missili fino a Tel Aviv e Gerusalemme usando le forniture iraniane e tuttavia di aver coinvolto nelle trattative l’Egitto della Fratellanza così da dissuadere Israele da un ingresso nella Striscia in conclusione della guerra.

C’è chi dice che quando Mashaal se n’è andato da Damasco in seguito alla rivolta contro Assad (i palestinesi sono sunniti, alleati naturali dei ribelli) ha creato le premesse per un distacco dall’Iran... ma fino ad ora le armi seguitano a fluire a Gaza tramite il Sudan,il Sinai e quant’altro. Tuttavia per questo distacco dalla Siria, Mashaal è visto come un possibile interlocutore segreto di Israele. Ma perché mai un Hamas sulla cresta dell’onda vorrebbe cercare la pace? Bisogna invece leggere bene il fatto che per la prima volta Fatah abbia deciso di partecipare ai festeggiamenti di Hamas, che altro non sono che una ripetuta condanna a morte di Israele.

Il riavvicinamento fra le due fazioni infatti si sta svolgendo,contrariamente ai sogni europei che immaginavano che il rafforzamento di Abu Mazen all’ONU avrebbe aiutato il processo di pace, all’insegna della guerra e di una Terza Intifada. Le manifestazioni di gioia per la vittoria all’ONU nell’West Bank inneggiano alle bombe di Hamas, (“Oh Kassam bomb Tel Aviv” gridala gente e anche “Dal fiume (Il Giordano ndr) al mare (il Mediterraneo) la Palestina sarà libera”), i leader diFatah prevedono una nuova Intifada.

E’ Fatah che si sposta sulle posizioni di Hamas e non viceversa. Il linguaggio di Abu Mazen diceva già tutto nel discorso all’ONU, dove parlava di Israele come “Stato criminale e di apartheid”, e riproponeva i temi delle “guerre di aggressione” e “dei crimini di guerra” del Paese con cui tutto il mondo spera che lui, contrariamente a Hamas, voglia fare la pace.Invece eccoli là a Gaza, Hamas e Fatah, contenti di essere insieme a progettare nuove guerre.

Tratto da Il Giornale

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4 COMMENTS

  1. Gioia e gioia
    Leggo: « la gioia di aver sparato missili fino a Tel Aviv e Gerusalemme…». Commento: Perché Fiammetta non ci parla della “gioia” con la quale nel 1948 gli immigrati ebreo-sionisti hanno espulso dalle loro case e dai loro villaggi 750.000 palestinesi? E della “gioia” con la quale hanno distrutto la metà dei loro villaggi, mettendo esplosivi nelle macerie perché non ritornassero nelle loro case? E della “gioia” con la quale hanno costruito campi di concetramento per i palestinesi, costringendoli ai lavori forzati per costruire le case dei coloni con le pietre dei loro villaggi distrutti (Fonte: Karmi/Croce Rossa)? E della gioia con la quale l’esercito israeliano ha disseminato di bombe a grappolo il Libano meridionale?… Le “gioie” da elencare sarebbero innumerevoli, ma di questa “Memoria” non si fa storia, non si fanno e non si finanziano ricerche, non si fanno convegni, non si pubblicano studi, non si fanno Giornate, non si costruiscono Musei… Anzi l’oblio è un obbligo di legge e se qualcuno appena appena fa intravedere la verità – come per le fosse comuni di Tantura – lo si mette sotto procedimento disciplinare, come è successo per Pappe nella sua università, costringendolo infine con minacce ed angherie a lasciare la “patria israeliana”, un “patria” usurpata ai palestinesi, come dice Gilad Atzmon, che è stato ben lieto di lasciare una “patria” non sua, per diventare “fedele” cittadino britannico… Ma la signora Nirenstein nel parlamento italiano quali interessi rappresenta? Si è mai interessata degli interessi del popolo italiano? Berlusconi che ne pensa oggi di questa candidatura voluta da Fini? Riconfermerà di nuovo la Nirenstein nelle liste del PdL? Nell’interesse di chi?

  2. In effetti non c’è altra
    In effetti non c’è altra soluzione. Contro le pollitiche genocide del nazisionismo, non resta che una terza intifada…

  3. Come si può stare
    Come si può stare totalmente e pervicacemente dalla parte di un “popolo”(creato ad hoc come cane da combattimento dai “confratelli” arabi)che ha come unico e irrinunciabile obiettivo la totale distruzione di un altro popoloe poi parlare di pace(se non quella eterna)non so proprio.
    Comunque una bella mano ad allontanare ancora di più le possibilità di pace negoziata l’ha data anche il governo monti.
    Dall’alto della sua credibilità internazionale(vedi i poveri Marò)e in spregio a decenni di prese di posizione e deliberazioni del Parlamento italiano,è riuscito a distruggere in un attimo quella posizione di credibilità ed equidistanza che l’Italia aveva nella questione Israelo-Palestinese.
    Per una volta che la Merkel gli aveva dato una giusta direttiva…

  4. hamdullah era ora che
    hamdullah era ora che tornavi,coraggio fatti ammazzare,che 72 gnocche ti stanno aspettando.
    ai convertiti estremisti anonimi di qui,fatevi un giretto ogni tanto,in “palestina” con mesciall che magari 72 no,ma almeno una 30ntina ci scappano pure per voi.
    con affetto luigi

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