Home News Il lockdown e la Chiesa che s’offre

Papale papale

Il lockdown e la Chiesa che s’offre

1
338

Non vorremmo, ma se proprio dobbiamo…

Non appare di strenua resistenza l’atteggiamento della Chiesa italiana rispetto all’ipotesi di una nuova stretta sulle celebrazioni liturgiche e sulla fruibilità dei luoghi di culto. Una stretta in realtà ancora non ventilata nelle indiscrezioni fin qui trapelate (finora si è parlato solo di limiti alla partecipazione a riti come matrimoni ecc.), ma che stando alle notizie di questi giorni sarebbe una possibilità non del tutto peregrina in caso di aumento dei contagi e già oggetto di interlocuzione tra la Cei e il Viminale.

Certo, l’idea di fermare o limitare di nuovo le messe con la partecipazione dei fedeli non può non preoccupare i vescovi, vista l’evidente disaffezione già registrata dopo la fine del lockdown della scorsa primavera. Ma a differenza di quanto accade per le scuole, per i servizi, per le attività produttive, per gli esercizi commerciali, l’accessibilità della mensa eucaristica non sembra trovare appassionati difensori da parte di coloro che sono chiamati ad amministrarla.

La parola d’ordine dietro la quale ci si trincera è “responsabilità”. Preoccupazione e dispiacere non vengono nascosti, ma per relativizzare le ragioni dello spirito si invocano le categorie del bene comune, dell’interesse nazionale e via di questo passo. Una difesa flebile, il segnale dell’avvento di una “Chiesa del silenzio” in quanto letteralmente silente rispetto alla relativizzazione del Corpo di Cristo; ben altra cosa di fronte alla “Chiesa del silenzio” di wojtylana memoria, che al cospetto delle minacce alla libertà determinate dal regime comunista novecentesco seppe reagire fino a farsi attrice protagonista della Storia. E flebile anche rispetto alle parole pronunciate nello scorso mese di aprile da Francesco, per il quale una Chiesa virtuale “non è Chiesa”.

Per carità, nessun processo alle intenzioni. Il dibattito è per adesso sotto traccia e nelle anticipazioni di questi giorni nulla si è ancora detto rispetto a possibili restrizioni. Quel che si è saputo, ed è già abbastanza, è che in caso di asserita necessità (stabilita dal governo e dall’ormai mitologico comitato tecnico scientifico) la Chiesa italiana non mancherà di adeguarsi in nome della “responsabilità”.

Ancora una volta le esigenze di Dio, ad opera dei suoi ministri, rischiano di passare in secondo piano rispetto alle priorità di Cesare. Vedremo cosa accadrà. Nella peggiore delle ipotesi, tuttavia, ci piacerebbe sapere che la mensa eucaristica è stata ritenuta degna di difesa dai suoi “esercenti” almeno tanto quanto la fruibilità di una paninoteca.

  •  
  •  

1 COMMENT

  1. Ci pensano già i Presbiteri a danneggiare la Chiesa.

    Durante il lockdown barese mi è capitato di vedere Chiese Cattoliche Parrocchiali e financo Basiliche Pontificie in cui per inginocchiarsi durante la Consacrazione Eucaristica dovevi non dare nell’occhio nel raggio di ben più di un metro !!!

    Decine di Congressi Eucaristici Nazionali (a Bari l’ultimo nel 2005, con la presenza dell’appena eletto Papa Benedetto XVI’) ed Internazionali, della recente Storia Ecclesiastica, andati in fumo con tutti i loro contenuti Liturgici, Teologici e Pastorali …

    Ma anche in tempo di Covid 19 non è pur sempre vero che:
    “… nel Nome di Gesù ogni Ginocchio si pieghi, in Cielo, sulla Terra e sotto Terra …” ???

    E l’ultima Enciclica di Papa Giovanni Paolo II’ (nel 2003) non fu proprio “Ecclesia de Eucharistia”, poi ripresa nella successiva (2008) Esortazione Apostolica post Sinodale “Sacramentum Caritatis” di Papa Benedetto XVI’ ???

    Che sia improvvisamente diventato Senza Radici e/o Senza Memoria tutto il Popolo Cattolico, tanto quello clericalizzato che quello laico ???

    Se Conte è il novello “Uomo della Provvidenza” (dal Gergo Diplomatichese di Papa Pio XI’) vuol dire che è alle viste un Nuovo Concordato, cioè Nuovi Patti Lateranensi con Luigi Di Maio, Ministro degli Esteri, costretto a studiare nottetempo tanto le Questioni Romane che quelle di …
    … Diritto Internazionale (sai le risate nelle Facoltà di Giurisprudenza e nei Corsi di Laurea di Scienze Politiche della Sapienza o di Tor Vergata) !!!

    Se invece Conte, come io penso, non lo è affatto, Uomo della Provvidenza, allora vuol dire che proprio la Profezia dell’Epoca di Papa Pio XI’ ovvero: “la Democrazia o sarà Cristiana o non sarà”, rimarrà valida nei secoli a venire !!!

    Amen !!!
    Pro Sit !!!

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here