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Centrosinistra alla prova

Il malcontento nel Pd (e Di Pietro) preoccupano Bersani più della manovra

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La cotta per lo stile bocconiano, la declamazione orgogliosa dell’imperativo del rigore, l’annuncio della nuova era, il plauso incondizionato al Professore. Tutto archiviato. Come da copione, a 48 ore dal varo della manovra, nel Partito Democratico è tempo di dubbi, timori, mugugni e mal di pancia. Il commento più soft, firmato anche da Pierluigi Bersani è: “Si poteva fare molto meglio”. Quelli di intensità media denunciano il malessere per una eccessiva timidezza su alcune misure, leggi patrimoniale, e un eccessivo interventismo su altre, leggi pensioni. C’è poi la fascia degli arrabbiati, quelli del “peggio di così non poteva andare, non c’è equità e continuano a pagare i soliti noti”, quelli che come il deputato torinese Stefano Esposito annunciano che “così com’è io la manovra non la voto. Io vivo tra il popolo e conosco bene l’umore della gente”.

E’ un amaro risveglio dall’illusione dell’investimento a costo zero nel governo tecnico, quello del Pd. La caduta in un groviglio destinato a intrecciarsi ostinatamente ogni qual volta si cerca di districarlo. C’è la pressione della base con cui fare i conti, con quelli che proprio non possono digerire l’innalzamento dell’età pensionabile o la mancata indicizzazione delle pensioni al costo della vita. Oppure c’è lo sciopero firmato Cgil a cui, come in un riflesso pavloviano, alcuni esponenti del Pd pensano addirittura di poter partecipare, nel classico schema schizofrenico del partito di lotta e di governo. E poi c’è il nuovo fronte caldo, quello della competizione con l’Italia dei Valori, spina affilata difficile da estrarre dal corpo del partito di Via del Nazareno. Antonio Di Pietro, fiutata l'aria e i malumori diffusi nell'opinione pubblica, coglie la palla al balzo e ci va giù duro. “Per una manovra come quella varata da Monti non serviva un governo di professori. L’ Idv non può votare la fiducia, perché è un testo che toglie alle fasce sociali più deboli, tassa la prima casa, sacrifica i pensionati al minimo, aumenta le tasse” aggiunge Di Pietro che annuncia “una contromanovra”. Il leader Idv infine, chiede che si voti in primavera ed è già in campagna elettorale.

In serata arriva la dura replica di Bersani «a noi non interessa vincere sulle macerie del Paese, finora da Di Pietro avevo sentito parole ragionevoli ma ora sono venute parole che non condivido e dico che se fa così andrà per la sua strada”. “Noi difendiamo i lavoratori se invece altri mettono prima interessi elettorali se ne assumono la responsabilità” aggiunge il leader del Pd, archiviando di fatto la foto di Vasto che vedeva insieme Pd-Idv-Sel.

Se Di Pietro prepara la sua contromanovra, è in movimento anche il Pd che ha messo a punto un documento in cui si afferma “la manovra d’emergenza è inevitabilmente dura ma poteva essere più equa”. Il Pd  elenca ben quattro punti del decreto sui quali si chiede di intervenire: pensioni, casa, evasione e investimenti. Prima di tutto, insistono, bisogna portare a circa 1400 euro, tre volte la minima, le pensioni che mantengono l’adeguamento all’inflazione. Per farlo, la proposta è di aumentare la tassazione dei capitali riportati in Italia tramite scudo fiscale dall’1,5% al 2%, intervenire sulle dismissioni e sull’asta delle frequenze tv. Sulle pensioni la richiesta è quella di un’adozione più morbida e graduale della riforma. Strategicamente l’ipotesi è quella di porre la fiducia su un eventuale maxiemendamento del governo che accolga alcune modifiche dei partiti di maggioranza, in modo da non allungare i tempi del varo del decreto “salva Italia” da parte del Senato, previsto tra il 20 e il 22 dicembre. Il problema è come dialogare con il centrodestra e il Terzo Polo, senza essere accusati di intelligenza con il nemico o essere immortalati in una foto che rischierebbe di restare stampata nella mente degli elettori. In ogni caso difficilmente si potrà derogare da una blindatura a meno di esporsi a trappole e “provocazioni” targate Idv e Lega. “Provocazioni” nelle quali più di un parlamentare democratico potrebbe finire per cadere felicemente e con tutte le scarpe, dando libero sfogo alle proprie naturali convinzioni.

 

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2 COMMENTS

  1. Quel Gianburrasca di Pierluigi
    A giocare con il fuoco, prima o poi ci si scotta. Ma volete che il piccolo Pierluigi non si sia mai sentito rivolgere queste affettuose parole di ammonimento mentre, come ogni bambino, esplorava il mondo in quel di Bettola e nel contado circostante? Erano bei tempi, quelli. Poteva correre liberamente fra le infide zolle dei campi arati di fresco, sorretto dalla certezza che, anche se fosse caduto sbucciandosi il ginocchio, mani forti lo avrebbero sollevato e rimesso in piedi. Certo, gli avrebbero consigliato di non farlo, perché può andarti bene con la prima, di zolla, al massimo con la seconda, ma esse sono troppo irregolari e, prima o poi, se ci corri in mezzo, finisci per inciampare da qualche parte, rischiando di farti male. Ed il cane del vicino di cascina? Bella bestia, per carità. Un lupo fiero, il cui genitore aveva, addirittura, fatto la resistenza con i partigiani. Insomma, un campione con la quasi coscienza di esserlo. Una bestia così non poteva non odiare la catena ed essere sempre nervoso e pronto ad abbaiare rabbiosamente contro chiunque avesse la ventura di avvicinarglisi. Ma il piccolo Pierluigi non voleva proprio capirla di lasciare in pace l’animale. Tutte le mattine, puntualmente, il bambino correva fino alla linea oltre la quale la catena impediva al cane di proseguire e cominciava a stuzzicarlo con urla e lanci di sassi. A nulla servivano le amorose raccomandazioni del padrone del lupo e della sua signora: era troppo eccitante gridare “bau bau” ed attendere la astiosa reazione della bestia. E fu così che, un bel giorno, preso da un eccesso di entusiasmo per quel gioco che divertiva solo lui, gli accadde di oltrepassare il limite consentito dalla lunghezza della catena e di finire dritto dritto fra le fauci gioiosamente spalancate del cane. Epperò, la vita non insegna mai nulla a chi non è in grado di fare tesoro delle lezioni di cui essa è sempre così prodiga. Ed, infatti, il piccolo Pierluigi, ora cresciuto, ma con sempre impressa nel volto l’espressione un pochino guascona con cui sfidava il lupo del vicino, ha continuato a divertirsi per un pezzo sgolandosi in ripetuti “bau bau” rivolti non più al fiero quattro zampe emiliano della sua ormai lontana infanzia, ma ad una ben più pericolosa volpe brianzola. Glielo dicevano in tanti di lasciare perdere perché prima o poi ci avrebbe lasciato le penne; che non era il momento di scherzare, visto che pure oltre confine stavano osservando, esterrefatti e divertiti, i suoi continui, ossessivi atti di sfida. Ma lui niente: avanti imperterrito, fino all’inevitabile e tragico epilogo: affilatissime e sobrie zanne (di professore, questa volta) a dilaniargli le chiappe (con la Lega ed il gorilla di Montenero che già festeggiano lo tsunami di voti in arrivo dal PD). Bel risultato, davvero: spingere il gioco fino all’orlo del baratro, per poi finirci dentro trascinandosi dietro tutto il Paese. Pierluigi, Pierluigi, non impari proprio mai!

  2. Indovinello:
    Indovina, indovinello:
    Qual’è il partito che si è schierato apertamente ed in modo compatto per la linea marchionne?
    Qual’è il partito che ha introdotto la più grande precarizzazione nel mondo del lavoro italiano con contratti che non pagavano la malattia, la maternità le ferie?(Co.Co.Co….)
    Qual’è il partito che ha liberalizzato gli orari dei negozi con il conseguente danno sociale per i lavoratori di questo settore?
    Qual’è il partito che non ha risolto il conflitto di interessi?
    Qual’è il partito che non ha partecipato alle proteste di Genova? 
    Qual’è il partito che ha aspettato i risultati per inneggiare al referendum sul nucleare senza appoggiarlo prima apertamente?
    Qual’è il partito che era contrario al referendum che voleva estendere l’articolo 18 a tutti i lavoratori?
    Piccolo suggerimento:
    Si spaccia per partito di (centro) sinistra
    E’ difficile i riferimenti sono molti ma potete farcela, buona fortuna!

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