Il merito della ricostruzione in Abruzzo è del governo regionale

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Il merito della ricostruzione in Abruzzo è del governo regionale

25 Ottobre 2010

Onorare il patto con gli abruzzesi e proseguire con ferma volontà in azioni di governo virtuose. Non ha dubbi il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, che alle polemiche degli ultimi giorni risponde con i fatti e con la concretezza. Dopo diciotto mesi di governo regionale, infatti, quello da tracciare è un bilancio positivo, fondato su dati oggettivi, su risultati e soprattutto su programmi di sviluppo. Nonostante le vicende giudiziarie e politiche che recentemente hanno scosso le istituzioni regionali la maggioranza di centrodestra ha dimostrato di essere salda e coesa ed è pronta a rispedire al mittente le accuse di immobilismo che sono arrivate dall’opposizione.

L’ammonimento è chiaro: in un momento in cui la politica deve tornare a rivestire il proprio ruolo, sarebbe un grave errore cadere nella trappola dello scontro ad ogni costo, fino alla mistificazione della realtà. Dati alla mano, per il presidente Chiodi i risultati raggiunti dal governo abruzzese sono per molti versi “eccezionali”. E il primo riferimento è alla sanità regionale, nel cui ambito sono stati perseguiti e conseguiti gli obiettivi di contenimento dei costi e di riorganizzazione generale del sistema.

Stando alle cifre, infatti, il debito si è ridotto da 4 miliardi di euro a 3,5 con un miglioramento dei conti del 12,5%. Il tutto da una situazione di partenza, quella cioè ereditata dal precedente governo, per cui il debito pesava sulla testa di ogni cittadino abruzzese per tremila euro. Certamente è solo il primo passo, il processo di risanamento è ancora lungo, ma un risultato, che per molti versi era difficile immaginare, è stato raggiunto e oggi l’Abruzzo non è più la regione più indebitata d’Italia. Puntuali sono arrivati anche i riconoscimenti nazionali ed internazionali, a dimostrazione della validità della politica di bilancio realizzata dal governo regionale. E non è solo sul difficile terreno del debito sanitario che la maggioranza ha dimostrato di saper lavorare nell’interesse degli abruzzesi.

La sfida alla riduzione dei costi della politica in Abruzzo ha segnato traguardi reali, a cominciare dalla riduzione dei compensi dei consiglieri regionali. E ancora: l’azzeramento dei Consigli di Amministrazione di 23 enti; il taglio delle Asl da 6 a 4; la diminuzione del numero dei dirigenti regionali da 128 a 105; lo scioglimento di diverse società regionali e la chiusura di altrettanti sedi regionali all’estero.

L’Abruzzo dunque è una regione proiettata al futuro e la partita più importante il governo si prepara a giocarla sul piano delle infrastrutture. La conferma è arrivata qualche giorno fa, in occasione della visita a Pescara del ministro Altero Matteoli, titolare del dicastero delle Infrastrutture, che ha confermato di aver chiuso un accordo con il presidente Chiodi “che prevede il rilancio del territorio attraverso alcune grandi opere”. Opere strategiche, priorità, che, nei settori del trasporto e del commercio, potrebbero cambiare il volto della regione e che verranno realizzate nell’arco di un decennio. Tutte le province saranno interessate: il teramano, con la pedemontana; il chietino, con lo sviluppo del porto di Ortona; Pescara, con una serie di interventi per l’aeroporto.

Diciotto mesi, dunque, di risultati concreti. Diciotto mesi di rigore, trasparenza ed efficienza. Che hanno portato l’Abruzzo ad essere una regione che guarda al futuro e che torna a competere.