Il ministro Barca incoraggia l’Abruzzo: “Una regione che può e deve contare”
18 Aprile 2012
“Non chiedetevi che cosa può fare l’Italia per l’Abruzzo, ma chiedetevi che cosa può fare l’Abruzzo per l’Italia”. A volte una semplice inversione di prospettive può significare una rivoluzione di prospettiva. E’ quanto accaduto ieri, al termine della due giorni abruzzese del ministro per la coesione Territoriale, Fabrizio Barca. Tutto è iniziato all’istituto Di Marzio, dove Barca ha incontrato i dirigenti scolastici della regione.
Poi è stata la volta dell’assessore regionale alla Politiche Sociali, Paolo Gatti. Con lui, il ministro ha parlato di integrazione socio-sanitaria e del piano locale della non autosufficienza. A margine dei due impegni il ministro ha annunciato che l’Abruzzo “riceverà un miliardo di euro in un anno e mezzo”. Una programmazione, in linea con l’accordo firmato nel 2009 per le regioni della convergenza, che ammette in deroga l’Abruzzo: l’obiettivo è il rilancio del legame della scuola col territorio e l’implementazione delle politiche sociali, con particolare riguardo agli anziani e al mondo dell’infanzia.
Infine, l’ultima tappa. L’incontro con le forze economiche e sociali del territorio riunite all’interno del Patto per lo Sviluppo. A presiedere l’incontro, il presidente della Regione, Gianni Chiodi. E qui, sul tavolo, una richiesta precisa: il rinnovato impegno del Governo nazionale nel dare rapide e concrete risposte alle dodici istanze sintetizzate nel documento unitario.
Richiesta che si trasformata, dunque, in un’azione positiva: a fare, a programmare. Perché, secondo il ministro Barca, l’Abruzzo ne ha capacità e potenzialità. “È abbastanza impressionante come rispetto a molte altre regioni d’Europa, che hanno e si affidano solo a una grossa risorsa, questa regione mette in campo tre risorse potenziali molto forti – ha sottolineato Barca -: un settore industriale robusto, con intensità di esportazione molto alta, il turismo – che ha possibilità di crescere oltre i livelli attuali – e l’agricoltura. Credo che giocare queste tre carte sia l’asset di questa regione. Si sentono, in questa regione, le esigenze tipiche di un territorio che ha, anche e non solo, dei forti centri industriali e una forte domanda di conoscenza per ricerca e scuola.
E poi – ha aggiunto il ministro – ci sono le esigenze tipiche di aree molto attraenti dal punto di vista naturale che però non sono pienamente utilizzate. Un’altra peculiarità – ha detto il ministro – è quella di una regione che avverte di non essere stata presente, in una certa fase del dibattito nazionale, nel ragionamento sulle grandi strategie e sulle grandi scelte e sente il bisogno di far valere le risorse che ha, con le necessità che ne vengono, nel ragionamento strategico nazionale”. Il riferimento era, ad esempio, all’Alta velocità e ai Corridoi europei. Il succo del discorso è chiaro: l’Abruzzo ha grandi risorse e potenziali, ma è stato tagliato fuori dalle grandi strategie.
L’occasione per recuperare il terreno perduto però c’è e il Patto per lo Sviluppo la mette nero su bianco. Dell’alta velocità si è già detto, ma il pacchetto di richieste è ben più lungo: infrastrutture, programmazione dei fondi strutturali 2014-2020, ricostruzione dell’Aquila e progetto per una smart city, masterplan, contratti di sviluppo ed accordi di programma per le aree di crisi.
Prende la parola il presidente Gianni Chiodi è spiega che “nel prossimo periodo dovrà essere sbloccato oltre 1 miliardo 380 milioni per tutta l’Italia e una parte di questi fondi arriverà anche in Abruzzo. Naturalmente cercheremo di destinare queste risorse, di concerto con tutti i soggetti del Patto, verso iniziative che favoriscono processi di sviluppo. Il presidente della Regione ha quindi ribadito che il documento programmatico consegnato al ministro Barca “non è una lista della spesa” ma rappresenta “una sintesi importante e concordata tra tutti i rappresentanti della classe dirigenziale abruzzese. Il dato rilevante – ha aggiunto – è l’alto livello di credibilità del documento stesso, frutto della credibilità che la Regione Abruzzo ha faticosamente riacquisito in questi ultimi tre anni. Il Governo crede ai nostri progetti – ha sottolineato – perché siamo una Regione modello che ha risanato i conti pubblici e ha rimesso sul binario della correttezza e della regolarità i conti della sanità”.
Ma il processo di sviluppo dell’Abruzzo “risente pesantemente anche dell’assenza della Regione stessa sui tavoli che anni fa decidevano la collocazione delle grandi opere infrastrutturali, dall’Alta velocità ai Corridoi europei. È un ritardo che rischiamo di pagare caro e per questo motivo il nostro obiettivo politico e’ rientrare a pieno titolo in quei tavoli, prendendo parte a processi decisionali nazionali e europei importanti”. Le strategie di sviluppo dell’Abruzzo, infine, si rivolgeranno anche verso la “Macro Regione Adriatica-Jonico, un’area di interesse economico di grande rilevanza”. Una puntualizzazione non casuale: è ormai confermata la secondo cui l’Abruzzo sarà leader-partner del Consorzio della Macro regione Adriatico-Jonico ai prossimi Open Days di ottobre a Bruxelles.
