Il ministro Brunetta: “Il vero centrosinistra siamo noi”
04 Giugno 2009
di Redazione
"La sinistra riformista siamo noi, il vero centrosinistra siamo noi. Il Pd? Sono cattocomunisti, post-comunisti, non riformisti: la sinistra italiana è un flop di valori". E’ il ministro Renato Brunetta a scuotere il centrosinistra. L’attacco arriva dal sito Affariitaliani.it, dove il ministro della Pubblica Amministrazione ha risposto alle domande del direttore Angelo Maria Perrino.
L’esponente del Pdl non ha dubbi: "Nei cento comizi che ho fatto finora ho sempre parlato d’Europa. La sinistra, non avendo argomenti, ha parlato solo di gossip. Io di gossip non parlo: parlo di economia, di riforme, di governo, di Europa, di globalizzazione…". Brunetta dà l’assist per la sucessiva domanda: "Quindi il vero riformista è il governo di Centrodestra?, a cui risponde "Più riformismo di questo… riformare giustizia, scuola, pubblica amministrazione, politica economica, etc etc… E lo hanno deciso gli italiani, prima votando il governo Berlusconi l’anno scorso, poi aumentando il consenso nei confronti dell’esecutivo".
Il bilancio del primo anno di governo è "ottimo e abbondante, anche perché noi siamo l’unico governo che in un anno di crisi ha visto incrementare la propria fiducia. Basta chiederlo ai cittadini. I consensi li hanno persi tutti: Sarkozy, Gordon Brown, Zapatero, la Merkel e persino Obama, tutti tranne il governo Berlusconi".
Poi un passaggio sulle Europee. Al ministro viene chiesto quanto sia importante che il Pdl ottenga un buon risultato alle Europee di sabato e domenica?, e lui risponde: "L’Europa ha un ruolo fondamentale. Se noi avremo la delegazione più corposa all’interno del gruppo più importante (quello dei Popolari) allora saremo noi a decidere, a dare la linea al Ppe". "Se l’Italia eleggerà 35/40 eurodeputati all’interno del gruppo dei Popolari – continua il ministro Brunetta – non solo avremo la chance di avere il presidente del Parlamento Europeo (e faccio gli auguri a Mario Mauro), ma l’Italia avrà anche la leadership nel Ppe e quindi detterà la linea su energia, istituzioni, politica industriale, ambiente… Per la prima volta l’Italia potrà avere la leadership delle istituzioni europee".
