La minaccia per i cittadini del sud d'Israele

Il nostro autocontrollo nei confronti di Hamas non durerà all’infinito

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Da mercoledì mattina ottanta razzi palestinesi sono stati lanciati dalla Striscia di Gaza contro il sud di Israele. Cinque lavoratori sono rimasti feriti, tra cui due tailandesi sui vent’anni che stavano lavorando in un allevamento di polli. Le scuole sono state chiuse e alla popolazione è stato raccomandato di rifugiarsi nei bunker o nelle safe room delle proprie abitazioni: "A volte ci si sente come una scena del film Platoon anche stando a casa sentiamo il rumore della guerra" ha dichiarato ai media, Tamara Cohen residente della comunità al confine di Habesor Ein.

Stesse paure sono vissute dai gazawi quando i jet israeliani rispondono al fuoco dei missili cercando di non colpire obiettivi civili e lo dimostra l’uccisione mirata di tre affiliati alle Brigate Al Qassam, braccio armato di Hamas coinvolto nel lancio di missili di mercoledì scorso (ecco il video del lancio dei missili postato dagli al Qassam). Ma, oltre ai tre fedayn, è morto anche un civile nei bombardamenti israeliani, fatalità a volte inevitabile, soprattutto quando le strade sono più affollate come in questi giorni: i musulmani si preparano a festeggiare l’ Eid al-Adha, "festa del sacrificio" e questo lo sapevano fin troppo bene Hamas, le Brigate al-Quds, le Brigate al-Nasser Salah al-Din e la Jihad islamica, i quali hanno rivendicato di essere responsabili della pioggia di missili contro i civili israeliani. È di 160 il totale dei missili lanciati da inizio ottobre e solo nella giornata dell’8 ne sono stati sparati 50 per un totale di 729 tra razzi e mortai da inizio 2012. Allora, cosa dovrebbe fare Israele per difendere i propri cittadini?

Il ministro della Difesa Ehud Barak ha dichiarato: "Se abbiamo bisogno di un’operazione di terra, ci sarà un'operazione di terra. Faremo tutto ciò che necessario per fermare quest’ondata di violenza”.

Intanto, Hamas accresce il proprio arsenale grazie ai depositi di armi libiche che arrivano a Gaza attraverso l’incontrollabile Sinai, ha rimpinguato le proprie casse grazie agli aiuti del Qatar e consolidato la propria posizione nel mondo arabo e sempre grazie all’intermediazione dell’emiro qatarino al Thani che già ha scortato Khaled Meshaal in Giordania in visita ufficiale (le relazioni tra Hamas e la Giordania erano congelate dal 1999) lo ha già sponsorizzato per il viaggio a Tunisi dove il leader dell’ufficio politico di Hamas è stato accolto come un Capo di Stato e gli aperto le porte del Majilis egiziano (nonostante una recente e laconica dichiarazione del vicepremier israeliano Silvan Shalom: “L'attuale regime in Egitto ha agito più duramente contro Hamas rispetto al precedente”). Questa settimana l’emiro al Thani ha aggiunto un nuovo laccio alla matassa che lo lega a Gaza per sottrarla al controllo sciita iraniano.

Per la prima volta da quando l’organizzazione classificata come terrorista da UE e USA ha preso il controllo della Striscia, un capo di Stato si reca in visita ufficiale a Gaza entrando attraverso la frontiera con l’Egitto e portando con sé un progetto edilizio per la ricostruzione del’’enclave del valore di 254 milioni di dollari. Una mossa che ha fatto guadagnare altri bonus ad Hamas soprattutto rispetto al flebile al Fatah che ha perso altri consensi in Cisgiordania, come hanno dimostrato le ultime elezioni comunali che si sono svolte sabato scorso e che hanno riportato la grave sconfitta di Abu Mazen in città importanti come Jenin, Nablus e la stessa capitale Ramallah, pur mantenendo il controllo di Betlemme, Gerico e Tulkarem.

Il presidente Shimon Peres incontrando il capo della politica estera europea Catherine Ashton che si trova in Medio Oriente con l’obiettivo di rilanciare la cooperazione bilaterale tra UE, Giordania, Libano, Israele e Territori palestinesi ha dichiarato che se i fondi donati dal Qatar serviranno per costruire edifici, infrastrutture eccetera, Israele non ha alcun problema, aggiungendo “ quei però fondi verranno utilizzati per sostenere il terrorismo più che per costruire case”.

Già nel 2010 durante una visita ufficiale di carattere umanitario, mentre la Ashton entrava a Gaza, un bracciante thailandese che lavorava in un kibbutz morì a causa di un razzo sparato dalla Striscia. Dopo due anni la situazione è cambiata in peggio per gli abitanti del sud d’Israele. Per questo, durante il meeting con la Ashton, Peres ha poi dichiarato: “Noi diamo prova di autocontrollo, ma non durerà all'infinito”.

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15 COMMENTS

  1. Non mi stupirei…
    se qualche colonna salafita al servizio di Israele lanciasse i petardi in questione per poi giustifica agli occhi della stampa “occidentale”, di cui Costantino è agente, una risposta SPROPORZIONATA, già prevista e teorizzata… ma qui in “Occidente” non mette conto sprecare molto tempo per dire di simili verità.

  2. Israele non ha NULLA a che
    Israele non ha NULLA a che fare con i salafiti, che odiano Hamas che considerano “troppo” moderata. E poi, essere complici di persone che ammazzano il tuo popolo mi pare strano. Per cui vai a scrivere da un’altra parte questa scemenza.

  3. all’anonimo codardo
    Anonimo perché è così asimmetrico nel non presentarsi e fare invece il mio nome? Scriva la sua identità, non faccia come quegli ignavi terroristi che combattono senza una divisa, mischiandosi tra l’anonimato dei civili. Persone che odio, che per quanto Israele possa sbagliare mette in campo sempre soldati con divise, gradi e matricole e un nome, mentre i miliardari palestinesi(dal 48 ad oggi hanno ricevuto fiumi di denaro, Forbes docet) continuano a combattere mischiandosi ai civili che non rispettano e che tengono sotto scacco della scimitarra coranica: anonimo, s’informi cazzo! di cosa succede ai gazawi!!. E hanno anche il coraggio di farsi chiamare combattenti! Lei e tutti gli anonimi che accolgono il terrorismo e che si nascondono nell’anonimato fate veramente schifo! Terrore è sinonimo di anonimato, perché significa codardia, tranne che per le vittime di cui si sa sempre i nomi. Anonimo lei è penoso e definirmi agente di non so che cosa è ucronico. Non credo che sappia molto di me, della mia vita. Ma ha l’immaginazione propria di chi con il culo al caldo parla di situazioni, commenta episodi che non ha mai vissuto per mimesi. Dunque,prima di parlare del forte popolo palestinese impari a scrivere il suo nome e cognome.Codardo!

  4. una risposta a Costantino? A cosa ti serve il mio nome?
    Non stavi tu al Tempio di Adriano? E magari sul palco con Fiammetta mentre a Gaza durante “Piombo Fuso” i sionisti scaricavano bombe al fosforo e tu applaudivi? E non eri il solo! È facile e semplice risponderti: more geometrico. Nel 1856 gli ebrei autoctoni e residenti erano 20.000 su una popolazione residente di 500.000. Basta studiare le tappe dell’immigrazione per comprendere con i numeri il disegno genocida del sionismo, che non è semplicemente “colonialismo” ma è soprattutto “primatismo razziale”. È razzismo alla quinta potenza! Razzismo psicopatico che ha per questo bisogno di apparire “vittima” mentre è il carnefice. E tu, proprio tu, vuoi che ci convinciamo del tua inversione del ruolo di vittima e carnefice! Ma chi credi di infinocchiare? Giusto i tuoi gregari! Di razzismo Non ne è mai esistito uno maggiore di quello sionista in tutta la storia umana conosciuta. Da quando i “sionisti” hanno messo piede in Palestina era già implicito che i palestinesi dovevano scomparire. E nonostante tutto i coloni invasori sono diventati “maggioranza” solo grazie alla pulizia etnica del 1948. La riconosce come tale perfino il sionista Benny Morris. Si lamenta soltanto che anziché limitarsi a 750.000 palestinesi, cioè il 50%, bisognava ripulirli tutti allora, nel 1948: oggi non ci sarebbe il problema dell‘apartheid… Terrorismo? Ma ve ne è mai stato uno maggiore di quello praticato da Israele? Il King David, Bernadotte, a Roma… E non mettevano le mine nelle case e nei 400 villaggi distrutti? Le mettevano per impedire ai palestinesi di tornare nelle loro case, sia pure distrutte! L’eroismo e la capacità di resistenza di questo popolo inerme è formidabile ed a noi italiani non resta che vergognarci. La questione è semplicissima: non vi può essere “legittimità” di sorta sulla base di una pulizia etnica costante che è quella praticata da Israele. I salafiti? Beh, l’argomento è in corso di studio, ma come anticipazione e ipotesi di lavoro posso dire che i salafiti sono uno specie di “ebrei” sul modello del sabateismo e del frankismo… e non mi stupirei affatto di saperli al soldo e al servizio di Israele… Costantino, tu non sei affatto così prepato come credi ed è facile smontarti… Non ti preoccupare che ti rispondo su tutta la linea… Civilmente! Ed entro i limiti della legalità. Preoccupati degli argomenti e non del mio nome… qui del resto sono a casa tua… se volete, e quando volete lo fate, voi chiudete i commenti e fate il gioco vostro. Ed io non spreco il mio tempo dandovi più attenzione e credito di quel che vi spetta. Vigliacco chi e perché? Perché ti dico io la verità!Non quello che tu spacciavi per tale al Tempio di Adriano… (se passa questo commento, poi te ne mando altri, su ogni tua virgola…).

  5. “uccisione mirata”…
    Di siffatte “uccisione mirate” i coloni sionisti ne fanno dal 1882, ma “mirata” significa su ogni palestinese, donna, uomo, bambino… Ti ho già risposto nel post precedente… Qui riprendo questo espressione altamente ipocrita… I morti palestinesi sono come le “mosche” e sono innumerevoli… Non esistono e non se ne possono fare statistiche… ed il modo di uccidere è molteplice e variegato… anche con tumori programmati… anche con la contaminazione dell’ambiente… Cosa si deve imputare ai palestinesi? la volontà di resistere e difendersi con i mezzi che hanno? Si forniscano loro le stesse armi di cui dispongono gli israeliani e si avrà un combattimento ad armi eguali fino alla estinzione completa dell’uno o dell’altro combattente. Il mio è comunque un giudizio morale, non militare. Considero in tutto l’arco storico (1882-2013) Israele l’aggressore illegittimo e i palestinesi le vittime che si difendono legittimamente: è solo un artificio giornalistico quello che equipara aggressore ed aggredito… L’uccisione con un colpo di rivoltella alla nuca è ormai preistorico… Gli israeliani sono molto più raffinati… uccidono “che non te l’aspetti”: proprio questa “L’Israele che non ti aspetti”: che sanno uccidere glielo disse Erdogan a Davos!… No, guarda a me interessa quel che tu scrivi! Della tua persona fisica io non mi interesso! Tu per mei sei solo una combinazione di lettere di alfabeto… Certamente sei un “agente” nel senso che fai l’agit-prop di Israele. Non è una offesa: è un fatto. Al Tempio di Adriano non prestavi servizio? O mi sbaglio forse e confondo con qualche altro Costantino? Vigliacco sei tu se eviti di assumerti la responsabilità per quello che fai e per quello che scrivi. Le mie sono critiche civili, entro i termini di legge, e mai offensive sul piano della tua persona che neppure conosco e non desidero conoscere.

  6. Il mio nome?
    Bene! Poiché sono passati i due precedenti commenti posso proseguire, fino ad esaurimento. La riflessione cade ora sul perché Costantino chiede il mio nome e mi taccia addirittura di viltà. Intanto la modalità “Anonimo” è prevista dalla stessa redazione e dunque è una scelta possibile e lecita. Inoltre, capirei la richiesta se io avessi lanciato insulti, minacce, contumelie e simili. Ma non mi sembra proprio il caso e non è mio costume. In vita mia ho ricevuto una sola querela, subito archiviata, perché ciò che mi veniva contestato era contenuto in forme assai più forti… in una Gazzetta Ufficiale, un DPR con firma del Presidente della repubblica, del ministro e del prefetto… È bastato far vedere al PM la Gazzetta Ufficiale! Quindi, non capisco la richiesta ed in cosa sarei un “vile”. Ma lo accontento: il mio nome è… Nessuno ovvero è il nome che neppure io conosco di ognuno dei morti ammazzati durante “Piombo Fuso”, di ognuno dei feriti, di ognuno degli orfani, di ogni vedova… Posso chiedere se Costantino stava sul palco a piazza Montecitorio insieme a Loquenzi e Fiammetta ed altri mentre a Gaza veniva fatto il massacro? Certamente stava a parlare di “Verità” nel Tempio di Adriano… Il mio nome è il nome dei morti sepolti nella fossa comune di Tantura di cui parla Ilan Pappe nella sua Autobiografia appena uscita, dove narra le minacce ricevute per aver ristabilito la verità storica sulla “pulizia etnica della Palestina”… Il mio nome è quello di ognuno di quei 750.000 palestinesi espulsi dai loro villaggi e dalle loro case… quello di ognuno dei 7 milioni di profughi palestinesi sparsi per il mondo o quello di ognuno degli oltre un milione e mezzo di internati nel Lager di Gaza. Il mio nome è quello di tutte le vittime, di ogni vittima fatta da Israele e dal sionismo dal 1882 in poi… Sono nomi ignoti, sono nomi di “martiri ignoti”, sono nomi di Nessuno ed io mi chiamo appunto… Nessuno!

  7. Che fate? – Alla Spett.le Redazione, Ufficio Moderazione Comment
    Spett.le Moderatore, ho inviato da alcuni giorni la risposta richiesta sulla mia identità al vostro organico articolista Costantino Pistilli. Non mi sembra che sia contraria ai sensi di legge. È soltanto una parte di risposta, che vi viene inviata a rate. Non ho quindi terminato nel mio commento critico a Costantino, ma per non investire tempo eccessivo è ogni volta necessario che venga da voi pubblicata la parte precedente, con la quale la successiva è logicamente concatenata. Proprio questa mattina trovo un intervento del Vostro Costantino (il Piccolo) su una testata ormai nota in rete come “Informazione Scorreggia”, dove attacca un video di Norman Finkelstein, di un paio di anni fa… Non ho difficoltà a fare repliche su questo e su ogni altro intervento di Costantino (il Piccolo), sempre caratterizzato da uno spinto sionismo che fa pensare ad un suo legame organico con quel mondo, tanto da indurmi a usare non offensivamente il termine di “agente”, che forse ha provocato nell’area commenti la sua reazione qui in oggetto. Non potrò procedere nelle “critiche” (rigorosamente ai sensi di legge) se da parte vostra non vengono pubblicati in connessione logica appunto i miei interventi. Distinti Saluti dal Signor Nessuno.

  8. all’anonimo che si crede Arafat
    Senza stare a scrivere un fiume di parole: ti presenti o no?
    Parli della mia vita privata, pur scrivendo che per te sono solo un nome, e sbagliando su alcune cose, anche se c’ero al tempio di Adriano e ci tornerei come davanti a Montecitorio ad augurare Buona Guerra a Israele, come ebbe lì a dire l’on. Guzzanti. Invece di scrivere cazzate sul tuo rappresentare il nome di migliaia di palestinesi -nemmeno fossi Arafat- presentati.. Dai, non aver paura! Sei uno spasso non nasconderti dietro la foglia di fico dell’anonimato.

  9. Anonino all’Anonimo Costantino
    Dunque, apprendo che: 1°) Oltre che al tempio di Adriano; 2°) eri sul palco di Madonna Fiammetta, a gridare “buona guerra” con Guzzanti… E la costituzione italiana? Ed è molto, ma molto grave, quel che dici. Ma nella tua ottusità morale non sembra nemmeno che ti accorgi di questa gravità. Insisti in una richiesta idiota: a che ti serve il mio nome? Vuoi ordinare un “omicidio mirato”?… Io ho letto quel che hai scritto e ne ho detto quel che penso. O cosa credi? Che uno che legga le tue di “cazzate” (a pagamento?), solo perché tu le scrivi, beva quel che dici? Non hai capito un punto sostanziale: io non “rappresento” i morti infiniti della “buona guerra” che tu e Guzzanti avete augurato ad Israele, io SONO quei morti. Arafat? Ma lascialo in pace! non basta averlo prima ingannato e poi ammazzato? Non mi sono mai identificato con Arafat, ma quell’uomo suscita in me una infinita tristezza. La “tua vita privata”? E che guardo dal buco della serratura quel che fai nel bagno di casa tua? Sei matto? Il “tempio di Adriano” non era una manifestazione pubblica? La manifestazione davanti a Montecitorio mentre celebravate i morti al fosforo bianco non era una manifestazione pubblica? Ciò che scrivi sull’Occidentale non è “pubblico”? L’Occidentale non è una testata registrata in ottemperanza alle leggi sulla stampa? Le manifestazioni “pubbliche” perché sono “pubbliche” e non “private”? Il giudizio “etico” a differenza del giudizio “morale” non è un giudizio su fatti “pubblici”? Mi vuoi inibire il mio giudizio “etico” su fatti pubblici? Non mi piace andare per insulti, ma mi sembra che tu sia proprio… stupido. E mi chiedo anche se è questo lo standard del giornalismo italiano, o tu sia ancora al di sotto di questo standard.

  10. Sul merito: “il nostro autocontrollo”
    Poiché la redazione ha pubblicato i miei precedenti commenti, proseguo sul merito del testo, ed incomincio dal titolo: “il nostro autocontrollo”… Direi un titolo decisamente idiota, sotto qualsiasi punto di vista. “Autocontrollo” di che? Di una pulizia etnica che precede di gran lunga il 1948, da quando cioè incomincia ad essere documentata dai “nuovi storici” sulla base dell’apertura degli stessi archivi israeliani? Che il “genocidio” palestinese fosse già nella mente dei sionisti prima ancora che nella loro possibilità pratica di attuazione, lo si desume dall’assenza dell’indigeno, dell’autoctono palestinese, in tutta la produzione ideologica sionista, almeno a partire dal 1882 in poi e con accelerazione crescente dal 1897 in poi. Erano quelli gli anni del colonialismo più sfrenato. Alla vigilia della prima guerra mondiale (se non ho letto dati esagerati) ben l’85 per cento delle terre emerse era sotto occupazione coloniale europea… Che in mezzo a tanto razzismo genocidario si potesse dare la Palestina in pasto ai coloni sionisti… non era gran cosa… Gli inglesi ne avevano già tante sulla coscienza! E mi parlano di “autocontrollo”… Certo, “autocontrollo” della nostra indignazione… (segue, se passa questa parte commento).

  11. E che volete?
    Se non passate i commenti precedenti, in risposta alla sfida di Costantino, cosa volete che faccia? Pensate che sia un affezionato ai “cessi” d’Occidente o non sappia cosa ribattere alle corbellerie che pubblicate? Non ripasso più e Costantino se vada beato in cielo (o in qualche altro posto) per aver detto l’ultima lui!

  12. Dimenticavo…
    …per dare una parziale risposta a Costantino sulla mia identità. Sappi che ho una regolare tessera del PdL, non ancora scaduta, ma che non è mai servita per poterla cantare in faccia oltre che a Costantino, soprattutto ai suoi padroni, Loquenzi, la Nirenstein ed i “quattro amici di Israele”, che come dice Chomsky, pensano che sia meglio investire in un politico, non importa se di destra, sinistra o centro, piuttosto che in un carro armato… costa di meno e rende di più… Grillo permettendo, Grillo che avrà il mio voto, pur conservando in tasca la tessera del PdL, finché questo non sarà formalmente estinto ed io libero dal mio “patto di fedeltà”.

  13. Leggerci è gratis…
    volerci bene costa qualcosa…
    Leggo questo pubblicità accompagnata alla faccia di Loquenzi. Ma quanto è stupida! E cosa credi che valga quello che pubblicate? te lo dico io: poco più di zero, se non zero del tutto. Non è “informazione” di cui uno non possa fare a meno… È solo propaganda, che non serve per quelli che già fanno parte della baracca, perché tanto battono le mani, qualsiasi cosa dicano loro… e non serve per quelli che della baracca non fanno parte, non serve perché o dicono: ma che fesserie, non vale manco la pena leggerle o rispondere oppure come me, pensando che si deve sempre rispondere, perdono del tempo e fanno interventi… gratis! Siete voi che potete istruirvi da quello che vi dico, non il contrario… E per intenderci: non è che io leggo voi e voi soltanto, per diletto dello spirito, io leggo TUTTO quello che si trova sul web, e valuto ciò che è buono e ciò che è cattivo (dal mio punto di vista chiaramente). E posso dirvi: la vostra merce è cattiva ed avariata e se chiudete baracca, ne trarrà giovamento la repubblica delle lettere. Si badi: è cattiva NON perché NON coincide con il mio punto di vista, ma perché manca di qualsiasi sapere criticamente fondato ed argomentato, è “ideologia” e non “scienza”… Un limite di cui in fondo voi stessi siete consapevoli, ma che non potete superare sovrapponendo contributi esterni che appaiono esterni ed avulsi dalla votra linea politica redazionale (che è quella di Costantino, della Nirenstein, del sionismo…) Se mettete a pagamento, non sarò certo io pagare un solo centesimo per della… roba come quella di Costantino. E dubito che altri spenderanno un solo centesimo…

  14. Cosa ne penso sui “razzi palestinesi”?
    Non è per me un argomento importante, anche se la propaganda israeliana insiste molto su questo aspetto: vedete, ci mandano i razzi, e che noi non dobbiamo reagire? E simili. La tecnica è quella di far apparire di essere “in difesa”, non in attacco genocidario. Se qualcuno accetta una simile impostazione del problema, è solo perché è un partigiano di Israele, un sionista, come la redazione de “l’Occidentale”, o perché non conosce la questione in tutta la sua dimensione storica ed è in tal modo ingannato. Ma veniamo alla risposta, alla mia risposta, che cerco di mantenere concisa il più possibile. Intanto il valore militare di simili “razzi palestinesi” è praticamente nullo, e senza danni, mentre invece gli attacchi militari veri e propri di Israele, anche gli “omicidi mirati” (ma non tanto), sono rubricabili come “crimini di guerra”… Resta il problema storico in tutto il suo arco che va dal 1882 ad oggi. Se si studiano le statistiche (ci pensa Della Pergola?) della popolazione residente e dell’immigrazione nel tempo, anche un bambino delle elementari si accorge che vi è stata quella che si chiama ormai eufemisticamente «pulizia etnica della Palestina», ma che significa “genocidio” vero e proprio e non meno grave dell’Altro… I razzi, dunque! Beh! Intanto servono per far sì che chi non ne sa nulla incominci a chiedersi: ma perchè? Come si spiega questa curiosa ed “unica” situazione? Un milione e mezzo di persone rinchiuse come in un enorme stadio, Gaza, un Lager appunto, con persone (i razzi possono essere di produzione artigianale, fatti in casa) che lanciano razzi fuori dallo stadio, senza far danno e morti, e come risposta una reazione di carri armati, aerei, missili veri ed i più sofisticati e moderni mezzi per uccidere, anche a distanza di tempo, con avvelenamento dell’ambiente?… Insomma, per concludere, penso che i “razzi palestinesi” sono una reazione difensiva, a carattere simbolico, ma assolutamente legittimo ed utile per richiamare l’attenzione internazionale e ridestare la coscienza di chi la vuole far dormire. Al contrario, la reazione premeditata israeliana conserva intatta la sua natura aggressiva ed illegittima, risalente al 1882, essendo databile da allora il piano genocidario della pulizia etnica della Palestina… Non è così? io la vedo così ed i miei studi approfonditi mi confermano sempre più che è così! Quindi Costantino le sue frottole le vada a raccontare a chi può essere infinocchiata o le accetta allo stesso modo del compare nei crocicchi delle strade dove si fa il gioco delle tre carte, per far cascare l’incauto passante, ed uno dei giocatori che spinge al gioco è in realtà un “compare”…

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