Il nuovo aeroporto di Roma-Frosinone, occasione di rilancio per il territorio nazionale e non solo…

Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Il nuovo aeroporto di Roma-Frosinone, occasione di rilancio per il territorio nazionale e non solo…

Il nuovo aeroporto di Roma-Frosinone, occasione di rilancio per il territorio nazionale e non solo…

03 Luglio 2020

Incrementare turismo e industria. E’ questo l’obiettivo ambizioso che si pone il progetto di realizzazione del nuovo aeroporto di Roma-Frosinone, un’opera in grado di rilanciare l’economia del Paese tutto e non solo del capoluogo ciociaro. Come è noto, la pandemia determinata dal Coronavirus ha causato una crisi profonda dell’intero sistema produttivo; per invertire questa tendenza negativa servono interventi strutturali capaci di ridare slancio alla nazione Italia. Così un gruppo di lungimiranti imprenditori ha messo nero su bianco il progetto guida per la realizzazione di quello che viene già definito il terzo aeroporto di Roma (perché nei fatti sarà così) e nei giorni scorsi, sempre nella Capitale, si è riunito il primo nucleo dei soci dell’iniziativa.

L’azienda promotrice è la My Take It Srl e vede nello scalo di Roma-Frosinone un volano importante per far ripartire anzitutto la produzione economica ciociara. Basti pensare al fatto che, nel periodo attuale del post Covid, solo in Ciociaria sono a rischio circa 50.000 imprese, con gravi perdite occupazionali e di reinserimento successivo nel mondo del lavoro. Insomma, bisogna agire in fretta anche in virtù del fatto che l’aeroporto di Ciampino è stato ridimensionato (nel 2025 si registreranno 2,5 milioni di passeggeri in meno a fronte dei 6 attuali), lo scalo di Fiumicino è quasi saturo e quello di Capodichino è congestionato. Fattori questi che fanno sì che si spinga sull’acceleratore per creare il terzo aeroporto di Roma.

La struttura, che entrerà a pieno regime nel 2025, porrà un’attenzione specifica ai voli low cost, ai charter e al traffico cargo e punterà alla creazione di 3000-3500 nuovi posti di lavoro generati dal solo aeroporto, senza considerare l’indotto che pure sarà rilevante. Inoltre lo scalo ciociaro conta di accogliere 1,2 mln di passeggeri nel corso del primo anno fino ad arrivare a 6,2 mln dopo 5 anni.

“Se l’aeroporto riuscirà a spiccare il volo – ha spiegato al nostro giornale Tiziano Schiappa, presidente del comitato promotore – risveglierà un’area totalmente depressa e la provincia del frusinate sarà protagonista di una crescita senza precedenti che andrà a ricadere positivamente sulla popolazione attuale e sulle prossime generazioni future a livello di indotto sociale, economico ed occupazionale”. Non resta che augurarsi che questa opera, necessaria per la Ciociaria e per l’Italia intera, possa concretizzarsi in tempi brevi.

Bisogna infatti fare spazio al pragmatismo e alla lungimiranza di imprenditori che vedono la crisi come occasione di crescita e non come una iattura.