Il nuovo governo libanese è un messaggio di Assad all’Occidente
13 Giugno 2011
Che in Libano l’arte del ribaltone fosse cosa ben nota, tanto quanto in Italia, lo si era capito lo scorso gennaio quando alcuni deputati del partito druso di Walid Jumblat avevano voltato le spalle alla coalizione del 14 marzo guidata dal Premier Hariri. Il giro di valzer dei drusi abbinato alle dimissioni in massa dei Ministri di Hezbollah determinavano la fine del già fragile Governo di unità nazionale sorto dopo le elezioni politiche del 2009. Alla paralisi determinata dallo stallo delle estenuanti trattative per la composizione del nuovo Governo si sono poi aggiunti due fattori, molto diversi tra loco, che hanno, con molta probabilità, orientato la formazione del nuovo esecutivo del paese dei cedri.
Da un lato infatti la necessità di evitare che il Libano si trovasse ad accogliere la ormai prossima sentenza del Tribunale Speciale (fonti giudiziarie sostengono che entro luglio verrà emesso l’atto di accusa nei confronti dei mandanti dell’omicidio Hariri), dall’altro, l’impossibilità di poter fronteggiare senza un Governo, la crisi che sta attraversando la Siria e che potrebbe avere pesanti ripercussioni soprattutto nei riguardi di Hezbollah. Forse proprio per queste ragioni, il Premier Mikati, ha composto, pur tenendo a precisare che “sarà il Governo di tutti i libanesi, un esecutivo marcatamente, pur vicino non solo ad Hezbollah ma vicino ai partiti della coalizione 8 Marzo.
Dei 30 Ministri nominati, divenuti dopo poche ore 29 a causa della rinuncia del rappresentate dei drusi Talal Arslan, ben 17 appartengono alla coalizione 8 Marzo: 11 al cristiano Aoun, 2 ad Amal, 2 ad Hezbollah, 1 al partito filo siriano e 1 altro al gruppo sunnita che non si riconosce nella leadership di Hariri. A questi vanno poi aggiunti 2 Ministri del Presidente Suleiman, 6 vicini al Premier Miakti, 3 legati ai drusi di Jumblat e due indipendenti . Il leader della coalizione del 14 Marzo, vincitrice alle elezioni del 2009, è stato di fatto mandato all’opposizione, fatto questo che ha rotto il Governo di unità nazionale, di cui anche Hezbollah era parte. I cristiani maroniti delle Forze Libanesi, guidate dal Dott. Geagea, hanno sottolineato come la precedente occupazione siriana del Libano, fosse addirittura più rispettosa delle massime cariche dello Stato, Presidente e Premier, rispetto alla spartizione di posti determinatasi ieri che di fatto limita ulteriormente i margini di manovra alla massime cariche istituzionali.
Sempre le Forze libanesi si interrogano su quali siano stati i motivi che hanno impedito una più rapida presentazione del nuovo esecutivo, protrattasi per cinque mesi, nei quali, ci tengono a dire, i partiti della coalizione del 14 marzo hanno cercato di portare, in modo pacifico, anche nelle piazze di Beirut, il vento dei giovani della primavera araba. Le sensazione che molti hanno all’interno delle Forze Libanesi è che dietro a questo sbilanciamento a favore di Hezbollah ci sia la mano della Siria, che, pure sei impegnata nel contenere le rivolte, potrebbe aver voluto mandare un segnale molto chiaro all’Occidente, facendo bene intendere di essere ancora il principale arbitro nella formazione del Governo del Libano. Inutile dire che ieri pomeriggio il Presidente siriano Bashad al Assad è stato tra i primi a congratularsi con l’amico personale nonché Premier Mikati per la formazione del nuovo Governo.
