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Fede e politica

Il Papa ‘scomunica’ la Le Pen, ma le domande ultime dell’uomo non sono politiche

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Quello che fino a pochi anni fa avrebbe stupito appare oggi normale e quello che era considerato normale o, addirittura scritto nel cielo, finisce per stupire in modo incomprensibile. Sono i paradossi della chiesa targata Papa Francesco. Il Vaticano ieri è riuscito infatti nella impresa di far passare come una novità assoluta il no alla benedizione delle coppie gay e, allo stesso tempo, a rendere quasi scontata una del tutto inedita presa di posizione politica su equilibri tra partiti in uno Stato Europeo, la Francia in particolare. Il Papa infatti si è detto preoccupato per una eventuale scalata all’Eliseo di Marine Le Pen, una scalata condannata dal Pontefice senza tanti giri di parole insieme ad ogni concetto di ‘populismo’.

Ora, qui ovviamente non è in discussione un giudizio politico sulla figura della leader del Rassemblement National e nemmeno una valutazione di quello che viene definito in modo tanto sbrigativo, quanto dispregiativo, ‘populismo’. Quello che è in discussione è l’opportunità che il Papa intervenga a mettere bollini di censura rispetto a un partito, in questo caso di destra. Impossibile, certo, non citare il più importante atto di segno opposto: la famosa ‘scomunica ai comunisti italiani’ del 1949, un atto che ovviamente creò profonde tensioni all’interno del mondo cattolico, ma in questo caso – pur in assenza di un passaggio formale – il Papa si è spinto se possibile oltre. La sua preoccupazione infatti è indirizzata non verso le politiche di un movimento, ma verso una persona, in questo caso la Le Pen e, a meno che non si pensi che questa donna rappresenti un nuovo mostro sull’Europa dopo l’orrore del Ventennio italo-tedesco, forse una condanna papale simile appare eccessiva.

“Il Papa si occupi di quello che succede nelle chiese” – è stata l’immediata e scontata risposta della Le Pen che non è apparsa particolarmente turbata da tale attacco. Eppure, depurata dall’evidente reazione personale, nelle parole della deputata francese si nasconde un quesito che probabilmente anima molti cristiani. Cosa succede nelle chiese italiane, francesi ed europee, mentre il Papa punta il dito contro l’opposizione politica francese? Cosa succede nelle chiese domestiche, nelle famiglie messe a dura prova dalla pandemia e dalle conseguenze psicologiche ed economiche ad essa collegate? Cosa succede nella Chiesa alla quale guarda chi cerca la Via, la Verità e la Vita? Cosa succede nella Chiesa che dovrebbe dare risposte alle domande che da sempre inquietano l’Uomo? A questi interrogativi le esternazioni politiche sorprendenti del Pontefice non sembrano dare risposta.

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