Il Pd cerca di ricucire con i radicali infuriati per le liste

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Il Pd cerca di ricucire con i radicali infuriati per le liste

04 Marzo 2008

Posizioni sicure. Questa è la
risposta che arriva dal loft sulle posizioni in lista dei nove
radicali entrati nel Pd.

“Non ce n’è nemmeno uno in ‘fascia gialla’”,
dice uno degli sherpa delle candidature intendendo le zone border line
dove si rischia di restare fuori dal Parlamento.

Ma i radicali
contestano la blindatura di almeno quattro dei nove posti.

Queste le
posizioni in lista considerate sicure anche dai radicali: Emma Bonino
è capolista al Senato in Piemonte, Maurizio Turco è terzo a
Lombardia 3 (Camera), Marco Beltrandi è quindicesimo in Emilia alla
Camera, Rita Bernardini è quarta in Sicilia 2 (Camera), Donatella
Poretti è sesta in Puglia al Senato.

Molto meno garantite le posizioni, sempre secondo il partito di
Marco Pannella, di Elisabetta Zamparuti al terzo posto in Basilicata
alla Camera (nel testo diffuso ieri, dopo il coordinamento, c’era un
refuso e il cognome dell’esponente racidale era diventato Zamparetti),
Matteo Mecacci quinto a Lazio 2 Camera dove nbella scorsa legislatura
si elessero quattro deputati con il premio di maggioranza, Maria
Farina Coscioni quinta in Friuli alla Camera e Marco Perduca ottavo in
Toscana al Senato

A Via di Torre Argentina, intanto, è riunito lo stato maggiore
dei radicali.

I radicali non considerano “sicuri” almeno quattro dei nove posti che
sono stati assegnati alla loro pattuglia.

Chiuse le liste, l’attacco frontale al leader Veltroni era arrivato in mattinata  da
Emma Bonino, che aveva minacciato di non candidarsi in segno di protesta
per il non mantenimento dei patti.

“Ieri sera era stata data scritta a
mano la lista dei candidati radicali ed emerge chiaramente che
la proposta de loro fatta dei nove eletti non è mantenuta”,
ha detto il ministro per le Politiche Comunitarie, nel filo diretto a Radio Radicale
riguardo alle liste dei candidati rese note ieri dal Partito
Democratico.