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Il Pd tradito da una mail che rivela la sua strategia per le primarie di Isernia

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Un incidente diplomatico sul web potrebbe aver fatto scoprire in anticipo le carte del Partito democratico in vista delle primarie indette per scegliere il candidato sindaco per le Comunali di Isernia. Il segretario provinciale del partito di Bersani, Marco Amendola, ha infatti inviato alle redazioni una mail in cui si annuncia la nascita di un nuovo movimento civico. Si chiama “Isernia cambia” e propone la candidatura dell’avvocato Ugo De Vivo, presidente dell’Ordine forense isernino. Dopo un paio di ore, però, nelle stesse redazioni di giornali e tv arriva una precisazione: “Per errore incomprensibile si precisa che il nominativo di Marco Amendola che era tra i destinatari della mail compare come mittente”. Sarà vero? Possibile. Ma in pochi ci hanno creduto. Tant’è che tra gli alleati serpeggia qualche malumore. Del resto in quel comunicato stampa sembrano riecheggiare, a grandi linee, le parole pronunciate dal segretario regionale del Pd, Danilo Leva, il giorno in cui furono ufficializzate le primarie. Il movimento spuntato dal nulla parla di una “candidatura di un uomo nuovo, fuori dalle logiche strettamente partitiche e capace di interpretare il desiderio di cambiamento rivolto alla politica in generale”. Questo disse - parola più parola meno - Danilo Leva. Altrettanto dice questo movimento che “profuma” di Pd travestito.  

Parole già sentite anche queste: “Riteniamo lo strumento delle primarie un metodo di partecipazione democratica dal basso che consentirà anche a Isernia di conoscere l’onda lunga di Milano , Cagliari e di tutto il resto del Paese”. L’unica differenza è nel finale. E riguarda l’investitura del candidato: “Il movimento “Isernia cambia” , costituito da numerosi rappresentanti della società civile, intende partecipare alle elezioni primarie e propone all’avvocato Ugo De Vivo di scendere in campo”. È dunque questa la carte vincente del Pd? È lui il Frattura pentro? L’arcano sarà svelato solo il giorno della presentazione dei candidati. Ma se davvero dovesse essere De Vivo il jolly in mano a Leva, come la prenderanno i militanti del partito? Probabilmente non benissimo, così come accaduto con le Regionali (Michele Petraroia è stato molto critico, Antonio D’Ambrosio ha addirittura abbandonato il partito): i consiglieri comunali Giuseppe De Lellis e Michele Antenucci avevano già lanciato la candidatura di Luciano Sposato; altri esponenti del partito vedevano di buon occhio Carlo Veneziale. Ma lui, da buon Cincinnato, si sarebbe fatto da parte. Forse perché ha fiutato qualche strana manovra in corso.

E gli alleati? Loro faranno probabilmente una corsa a parte. Se non dovesse raggiungersi un’intesa su De Vivo (ammesso che sia davvero lui il pezzo da novanta scelto per tentare di battere il centrodestra), l’Italia dei Valori potrebbe puntare su elementi della sua scuderia. Tra Franco Capone e Maria Teresa D’Achille dovrebbe avere la meglio il dirigente scolastico, anche perché per la potenziale antagonista si vocifera di una candidatura alla Camera di deputati. Ma anche Edmondo Angelaccio potrebbe avere qualche chance. Il capogruppo dell’Idv al Comune è stato protagonista di un’opposizione dura a Palazzo San Francesco.

Per trovare un nome sul quale far convergere i consensi di Pd e Idv c’è comunque tempo fino a sabato. Proprio ieri sera il comitato promotore delle primarie ha fatto sapere di aver “accolto la richieste della Federazione della sinistra di prorogare di due giorni il termine di presentazione delle candidature  per le primarie”.  La sinistra aveva infatti proposto alcune modifiche al regolamento, “al fine di consentire il massimo della partecipazione alla consultazione popolare”. Quali sono queste novità non è dato sapere. Si parla genericamente di fare in modo che “il centrosinistra possa trovare il massimo della unità in modo da poter mettere in piedi una coalizione ampia e forte in grado di vincere la sfida”. Ma non sarà facile, con queste premesse. Tra l’altro Sinistra ecologia e libertà le primarie le ha già bocciate. Per il partito di Vendola si parla di una possibile candidatura di Fernando Cefalogli, ex direttore della biblioteca “Michele Romano”. Altri parlano di una possibile convergenza sull’avvocato Ennio Mazzocco, nome gradito a “Costruire democrazia”, il movimento del consigliere regionale Massimo Romano. In pratica si rischia di andare divisi alla meta.

Ricapitolando: per ora i candidati alle primarie sono due. E sono: Ugo De Vivo e Giovanni Muccio, leader del “Guerriero sannita”. Si aspetta ora di conoscere le mosse dell’Idv e del Pd: la carta De Vivo è solo un bluff o è davvero lui l’”uomo della Provvidenza”? Ancora qualche giorno e si conosceranno tutti i nomi degli aspiranti alla poltrona di primo cittadino (quattro o cinque, in tutto). Alla consultazione interna a una parte del centrosinistra non parteciperà Giuseppe Laurelli: la settimana scorsa, presentando il suo gruppo, “Isernia viva”, ha sì preso le distanze dalla giunta comunale di centrodestra, ma al tempo stesso ha criticato le primarie del centrosinistra. Le ha sostanzialmente etichettate come farsesche. Ai giornalisti ha lasciato intendere che, benché si dica che siano un formidabile strumento di democrazia diretta, in realtà sarebbero solo un escamotage per dare una parvenza di credibilità a scelte già fatte e imposte dall’alto. A suo avviso i giochi sono dunque già fatti. Il candidato sarebbe stato cioè già identificato da un pezzo. Ai militanti non resterà che andare a ratificare – il prossimo 11 marzo - le decisioni già prese dai leader di partito.

 

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