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Il Pdl al Pd: non votate chi vi disprezza

A Silvio Berlusconi che accusa De Magistris di essere “una copertura del vecchio sistema di potere” ecco che fa seguito Gianfranco Fini, il quale spiega come sia “difficile dire a un napoletano di votare uno dietro cui c’è l’ombra Cosentino”. Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei Senatori Pdl, va addirittura oltre: un appello al popolo del partito Democratico perché sostenga Gianni Lettieri al ballottaggio.

Quagliariello, non è che così dà l’impressione di rivolgersi a quel mondo bassoliniano che per anni avete contrastato?

Assolutamente no. Non farei mai un appello ai bassopiani. Ma in un meccanismo semplice di contrapposizione elettorale qual è il ballottaggio credo sia più che opportuno rivolgersi a coloro che al primo turno hanno votato Pd.

Scusi, si rivolge comunque all’elettorato che si riconosce nel maggiore partito della sinistra.

Certo, e il mio è un appello motivato. Anche sulle scelte comportamentali che anno segnato l’ultimo percorso del partito Democratico a Napoli: dalla confusione delle primarie, sul cui fallimento andava avviata un’indagine approfondita, alla decisione di candidare un prefetto del tutto estraneo alla città. Insomma, ora che quello stesso partito vorrebbe spingere i suoi elettori a sostenere un candidato sindaco come De Magistris, che disprezza il popolo del partito Democratico? Credo sia davvero troppo.

Non crede che prima di rivolgersi all’elettore del Pd occorrerebbe una messa a punto nella campagna elettorale del vostro candidato Lettieri?

È vero, bisogna rivendicare discontinuità. Non possiamo farci scippare dall’avversario un tema come questo. L’Italia dei Valori di De Magistris ha sostenuto l’amministrazione Iervolino fino all’ultimo. Ora, con un colpo di mano, non può tentare di socializzare le responsabilità, anzi le colpe della sinistra, derivanti dal disastro rifiuti di Napoli. Noi governiamo da due anni la provincia e da un anno la Regione. È il centrosinistra della Iervolino ad aver provocato il disastro della città.

Ritiene sufficiente solo questo?

No, di certo. Un appello alla responsabilità vorrei rivolgerlo anche a quelle voci autonome e autorevoli presenti nell’amministrazione regionale del presidente Caldoro. Faccio i nomi: i professori Trombetti e Cosenza dovrebbero far sentire la loro voce. Non si può rimanere impassibili davanti a fiammate rivoluzionarie che a Napoli si sono sempre verificate; ma che oltre a interpretare un momento di protesta, non hanno portato mai a nulla, mai a una fase di costruzione e di soluzione dei problemi.

Forse oggi è più avvertita la necessità di protestare. Del resto, dopo tanti anni di emergenze ambientali, sociali, occupazionali, non si potrebbe fare altrimenti. O no?

Non criminalizzo la protesta. Anzi, la comprendo. Ma la politica è altro, è ricerca di soluzioni. Non ce l’ho con chi per protesta ha votato De Magistris al primo turno, tuttavia considero prioritario fornire una direzione sicura a quella protesta perché non si riduca a ululato e basta. O, peggio ancora, faccia la stessa la stessa ingloriosa fine che hanno fatto le inchieste di De Magistris. A quel punto, vorrei dire alle voci libere e autorevoli di Napoli, non ci sarà più possibilità di rimedio per la città.

Cosa vorrebbe suggerire al candidato Lettieri?

Da tifoso azzurro, vorrei suggerirgli di prendere ad esempio il percorso di successo del Napoli calcio. Del resto, non è un caso se il presidente De Laurentiis ha ritenuto opportuno offrire pubblico sostegno a Lettieri. Ecco, la città deve darsi la stessa prospettica della sua squadra: non basta ribellarsi per risorgere, ma occorre capacità gestionale, pragmatismo, programmazione. E Lettieri, per fare ciò, è il miglior allenatore possibile.

(Tratto da Corriere del Mezzogiorno Napoli)

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