Home News Il Pdl blocca le Camere ma è stato un gesto simbolico (per adesso)

Il Pd accetta e va allo scontro con i grillini

Il Pdl blocca le Camere ma è stato un gesto simbolico (per adesso)

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La conferenza dei Capigruppo del Senatoaccetta la proposta del Pdl di sospendere per un giorno i lavori parlamentari. Ma salta il vertice di maggioranza. Il Pd alla fine accetta ma sconta un attacco a testa bassa del movimento 5 stelle. E' stata una giornata che dire movimentata è poco.

Il Governo se ne andrà davvero a casa fra tre giorni? Il Pdl aveva chiesto una moratoria dei lavori per una riflessione del partito dopo la decisione della Cassazione di fissare il 30 luglio l'udienza per il processo Mediaset. Se il Governo andasse a casa, non accadrebbe né per colpa delle divisioni della maggioranza sull'Imu, né per un mancato accordo sulla legge elettorale. Né per colpa dei falchi azzurri né dei nuovi divi rosei. Ma ancora una volta, come nella peggiore storia italiana di questo ventennio, per un intervento esterno della magistratura, che si difende trincerandosi dietro i tempi della giustizia e il rischio della prescrizione, ma stranamente quando si tratta del Cav. di colpo diventa efficiente e attenta a rispettare il calendario e le procedure.

Dalle opposizioni, la Lega Nord ha fatto sapere per bocca di Maroni che quello del Pdl è "un grave vulnus alla democrazia". Grillo ha incontrato Napolitano chiedendo nuove elezioni e un altro governo. Il cerchio si stringe attorno al Pdl, secondo alcuni. Daniela Santanché attacca il premier "Il comportamento di ieri di Letta a me non è piaciuto assolutamente per niente, mi sembra una di quelle tre scimmiette 'non vedo, non sento, non parlo'”. E ancora: "Silvio Berlusconi sta in Italia, combatte, perché vuole fare vincere quello che è vero, perché Berlusconi ha una cosa che nessun magistrato politicizzato o militante di un partito politico può togliere a Berlusconi: che è la forza della verità".

Ma occorre fare attenzione, non cadere nella tagliola politico-giudiziaria, nelle trappole del mondo editoriale e finanziario che sta di nuovo facendo terra bruciata intorno al Cav. La tentazione di alzare le barricate e dare il benservito al governo Letta è forte, l'aggressione giudiziaria nei confronti di Berlusconi è indegna di un paese civile, ma un Pdl a trazione barricadera rischia di perdere la centralità che adesso ha sulle scelte di governo, perdendo l'effetto di consenso derivante da provvedimenti economici che fanno parte del programma del Partito e possono essere rivendicati con il proprio elettorato e gli italiani. L'alternativa è condannarsi a essere una forza marginale, soprattutto se l'asse tra sinistra, pezzi del Pd e di 5 Stelle un giorno si materializzasse. Perché non è detto che se Letta cade si tornerà a votare.

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