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Il dibattito laici-cattolici

“Il Pdl deve darsi un’ispirazione cristiana più evidente, oltre la politica del fare”

Il Pdl deve darsi "una più evidente ispirazione cristiana" perché in politica "un certo pragmatismo è inevitabile ma occorre tenerlo a freno e circoscriverlo. Non tutto può essere piegato ai calcoli politici, occorre una base valoriale ferma, se no rischiamo di scadere nel relativismo". Muove da qui l'analisi di Gaetano Quagliariello sull'impegno comune di cattolici e laici in politica. Analisi che si allarga alle proposte lanciate dal Forum delle associazioni cattoliche. 

Presidente Quagliariello, sembra che le associazioni cattoliche giudichino «inadeguato» il governo Berlusconi...

"No, guardi, si è trattato chiaramente di uno scivolone. Tant'è che il portavoce del Forum, Natale Forlani, ha smentito ogni contrarietà al governo".

Cosa crede che vogliano?

"Vogliono che nasca un contenitore pre-politico che selezioni energie, idee ed anche personale da offrire alla politica. Il tutto nel quadro di quel bipolarismo che secondo il cardinal Ruini va perfezionato ma non superato".

Dunque...

"Dunque, mi sembrano richieste utili e condivisibili".

Lo è anche il fatto che chi voleva dar vita a un partito cattolico sembra finito in minoranza.

"Sì, l'unità politica dei cattolici risale ai tempi in cui il mondo era diviso in due, in Italia c'era il più forte partito comunista d'Occidente con un partito socialista succube e un liberalismo prevalentemente ateo di marca francese. Tutto questo non c'è più".

Nessuna nostalgia?

"Nessuna, ed è un bene per tutti. Da quando la Chiesa ha perso il suo braccio secolare e dal pulpito si è rivolta a tutti, credenti e non si sono uniti attorno ai principi e ai valori cattolici".

Il Pdl è in grado di soddisfare le richieste del Vaticano?

"Sicuramente, ma deve darsi una più evidente ispirazione cristiana".

In che senso?

"In politica un certo pragmatismo è inevitabile ma occorre tenerlo a freno e circoscriverlo. Non tutto può essere piegato ai calcoli politici, occorre una base valoriale ferma, se no rischiamo di scadere nel relativismo".

A quali valori pensa?

"Alla centralità della vita, all'economia sociale di mercato, al garantismo... Non è un caso che su questi valori si sia consumata la rottura con Fini".

Fini non ha torto quando dice che i partiti di centrodestra che aderiscono al Ppe sono molto più 'laici' del Pdl.

"No, guardi, non è così: su principi e valori c'è un comune sentire. Semmai, l'eccezionalità italiana è rispetto a una certa ideologia europea. Insomma, per noi l'identità è legata alla tradizione, altri credono nel mito della liberazione assoluta della persona".

Come prevede che evolveranno i vostri rapporti con l'Udc?

"Nel breve periodo non c'è spazio per un'intesa: loro ci chiedono di rompere con Berlusconi, noi siamo per un'evoluzione fisiologica del rapporto. Se al congresso del Ppe che a dicembre si terrà a Marsiglia arriveremo con temi comuni sarà un passo avanti. Al netto delle ambizioni personali, che pure vanno comprese, sul piano culturale è più quello che ci unisce di quel che ci divide. Dunque...".

(tratto da Quotidiano Nazionale)

 

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4 COMMENTS

  1. il solito partito cattosocialista. ma andate a nascondervi
    Il PdL farebbe meglio invece a cercare di essere un partito liberista.
    Ultimamente il PdL sembra la brutta copia del partito di Visco con più tasse per i risparmiatori italiani e con una totali incapacità di tagliare la spesa pubblica.
    Il PdL è un partito socialista come il Pd. Casini è un partito cattosocialista.
    Quagliariello non fa altro che proporre un PdL cattosocialista.
    Per Quagliariello un valore sarebbe l’economia sociale di mercato.
    Economia sociale di mercato? E che roba è? Parole che nascondono assistenzialismo e parassitismo pubblico, naturalmente.
    A me Fini fa schifo proprio perchè alla fine non è altro che un socialista tanto è vero che si è ritrovato abbracciato a Casini.
    Ma mi fa schifo anche la proposta di un partito cattosocialista.
    Il Pdl oggi è allo sbando ed è passato dal 35 al 25 non certo perchè ha dimostrato poco attaccamento ai valori beceri del cattosocialismo. Per conto mio prima delle prossime elezioni il PdL ha ampio spazio di calare ancora, soprattutto se salteranno fuori partiti credibili di centro destra.
    Il PdL è allo sbando perchè ha tradito le aspettative liberali e liberiste di molti suoi elettori.
    Per non parlare di come il ceto medio è stato tradito aumentando l’imposizione fiscale sui risparmi e sui redditi da titoli finanziari, vere e proprie patrimoniali in forma permanente.
    Francamente Casini, Fini e i “valori” del cattocomunismo teneteveli.
    Sono solo motivi ulteriori per disertare le urne o votare un’alternativa che sia credibile e non associata alla sinistra. D’ora in poi il mio voto andrà a un partito di duri e puri come i tea party americani.
    Quaglieriello chieda il voto a Don Sciortino, ai sindacalisti di Bonanni e ai gruppi clientelari che vivono della spesa pubblica locale gestita dai vari Alemanno, Formigoni e Tosi.

  2. Commento al titolo. E’ come
    Commento al titolo. E’ come se in certe zone del Pianeta qualcuno dicesse “Il nostro partito deve avere una maggior connotazione islamica” Non ci siamo

  3. Il PDL se vuole sopravvivere
    Il PDL se vuole sopravvivere deve avere il coraggio di far arretrare Berlusconi e mettersi da parte, altrimenti il progetto dell’innovazione, della modernità con il passo dei tempi e nel continuo proporsi come riformatore della vita politica italiana va a farsi benedire. Sappiamo che il leader in partenza è Berlusconi e con lui si è vinto l’elezioni, ma siamo in democrazia anche se questa parola suona alquanto difficile nel partito stesso, ma il tentativo di rinnovamento del partito che sta provando a fare, ne gioverebbe. Il partito degli onesti, il governo del fare, dare spazio ai meritevoli e non a raccomandati, non accettare persone sospettate e colluse con il malaffare e valorizzare i principi cattolici possono essere tutti ingredienti per una valida ricetta idonea a condurre uno stato al limite del collasso. Si può ripartire solo facendo pulizia a fondo del marciume e del ciarpame che strangola un idea nuova. Meno liberalismo e più Stato non guasterebbe, dove per più Stato non intendo allargare i cordoni della borsa, visto che tra l’altro è vuota, ma professionalità della gestione della cosa pubblica senza rincorrere interessi personali o di quel parente o amico che sia.

  4. x Visionario
    Meno liberalismo e più stato?
    E proprio la ricetta che sta conducendo l’Italia al disastro e il PdL a perdere le prossime elezioni.
    Berlusconi potrebbe anche rimanere.
    Quelli che devono essere cacciati a pedate da un partito di centro destra sono i socialisti e i comunisti mascherati: vedi Formigoni, Alemanno, Polverini e putredine clientelare varia.

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