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Il Maldestro

Il Pdl deve puntare sul referendum per liberarsi del ricatto di Casini

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Se alle parole corrispondono atti politici concreti e significativi, quelle pronunciate da Angelino Alfano contro le pretese del petulante Casini vanno ben al di là della querelle occasionale. Esse dovrebbero chiudere il permanente ricatto dell'Udc - improprio nella forma ed illegittimo nella sostanza - al Pdl. Non si può chiedere, infatti, ad un partito politico che sostiene il governo di staccare la spina al premier quando questi gode della fiducia del Parlamento. Se ciò accadesse la maggioranza si allargherebbe non si capisce fino a dove ed i casiniani dicono che offrirebbero il loro appoggio ad un nuovo esecutivo guidato non si sa da chi.

In quale Paese al mondo, pur detestando chi ha vinto le lezioni ed è sostenuto dal consenso parlamentare e da un non trascurabile consenso popolare, si ragiona in questo modo?

In qualsiasi Paese normale (si dirà naturalmente che il nostro non lo è per gli eccessi di Berlusconi che si sovrappongono alle oggettive difficoltà politiche ed economiche) si attende la scadenza della legislatura per modificare gli schieramenti, le alleanze e, magari, dare vita a nuove coalizioni. In che modo Berlusconi, in assenza di un incidente, dovrebbe giustificare la via d'uscita da Palazzo Chigi, recarsi al Quirinale, rassegnare le dimissioni e rintanarsi ad Arcore? A Napolitano cosa dovrebbe dire? Che glielo ha suggerito, anzi imposto, Casini per rimettere in ordine l'Italia che un minuto dopo sarebbe quantomeno "rivalutata" da tutte le agenzie di rating mondiali? Demenziale.

Alfano, pur consapevole che la situazione è difficilissima, non potrebbe mai accettare i diktat di chicchessia per l'elementare principio che in casa propria non si soggiace a regole che vengono da fuori. Egli ha il compito, quantomai arduo, di traghettare il centrodestra nel futuro e per farlo non ha bisogno in questo momento di lacerazioni che farebbero precipitare il già malconcio Pdl nel baratro. C'è bisogno di reinventarlo il centrodestra, non di affossarlo. Ed a tal fine da tempo il Maldestro, talvolta in maniera un po' ruvida, si permette di suggerire al segretario di tener conto di tutte le componenti che lo animano e che, in una sintesi progettuale, potrebbero dare un contributo alla sua ricomposizione.

Insomma, si tratta di riconoscere che il "partito mai nato" finalmente nasca, ma su basi politico-culturali tali da permettere l'apporto di tutte le istanze che in esso hanno intenzione di riconoscersi.

Ci si è chiesto, soprattutto in queste ultime convulse settimane, dove sia finita la destra che pure era stata l'asse portante, insieme con Forza Italia, del Polo delle libertà, della Casa delle libertà, del vagheggiato soggetto unitario del centrodestra. Risposte non mi sembra ne siano state date. Il malessere all'interno del Pdl è di natura politica. Ed è fin troppo naturale che si riverberi sul governo. O lo si affronta in radice o si ci si condanna alla marginalità, fino all'irrilevanza, attraverso guerre intestine per la gioia di tutti i Casini che con trepidazione attendono la dissoluzione del centrodestra piuttosto che l'esilio di Berlusconi per poterne ereditare l'elettorato.

Perciò ci piacerebbe veder respinte al mittente le pulsioni elettoralistiche che si fanno strada, stupidamente, nel centrodestra, mentre si dovrebbe cogliere l'occasione del referendum per riavvicinarsi ai cittadini e dare loro una nuova legge elettorale maggioritaria che salvaguardi il bipolarismo e costringa i moribondi del terzo polo finalmente a scegliere.

C'è, dunque, bisogno di fare politica, per quanto difficile possa essere. Il centrodestra non ha altro modo per assicurarsi un avvenire.

 

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8 COMMENTS

  1. il ricatto vero di un centro destra finto e socialista
    Liberarsi del ricatto di Casini?
    E chi ci libera del ricatto di un PdL socialista?
    Se Casini è un becero cattosocialista, il PdL ha ampiamente dimostrato di essere incapace di tagliare la spesa pubblica, con la conseguenza che Tremonti ha aumentato le tasse. E fra l’altro vengono aumentate quelle tasse sul risparmio che si era stragiurato di non aumentare.
    Il PdL finisce per fare le stesse politiche del PD, pari pari.
    Così come farebbe Casini.
    Il ricatto vero in sostanza è questo: votateci perchè altrimenti vince la sinistra.
    Ma sia Casini che Berlusconi si sono dimostrati identici a Prodi.
    E allora? Allora il trucco non funziona più.
    Vinca chi il caso vuole.
    Gli italiani si sono sempre arrangiati contro uno stato socialista e ladro.
    Continueranno a farlo evitando di sprecare il tempo in cabina elettorale.

  2. Un paese normale?
    In un paese normale un governo che non ha drammaticamente più niente da dire sarebbe già caduto da un pezzo. Da noi invece si assiste al penoso spettacolo di mezze cartucce inopinatamente assurte al ruolo di parlamentari che ora, pur di non rinunciare ai loro assurdi privilegi e nella consapevolezza che nessuno probabilmente li ricandiderà mai, sono disposti a sostenere chiunque e qualsiasi cosa; il bello è che, anche a sprezzo del ridicolo, si fanno chiamare “responsabili”. Che pena!

  3. siamo sulla strada giusta
    Berlusconi,delegate ad Alfano tutte le pene elettorali si è messo più sereno a lavorare per il programma di governo e anche la Sua immagine e le dichiarazioni al pubblico potrebbero migliorare

  4. Caro Gennaro,
    mi e ti auguro che tu possa essere rieletto con un diverso sistema elettorale ed in questo modo dimostrare che la tua presenza in parlamento non sia dovuta ad una tua dipendenza dalla (o appartenenza alla) lobby sionista. Un parlamento così fatto, comprensibilmente attaccato a chi lo ha messo in lista, non gode della fiducia del paese, anche se un simile parlamento non può non votare la fiducia a chi deve tutto, pensione compresa. Fino a quando questa vergognosa legge elettorale non sarà spazzata via, mi riesce difficile dare credito a ciò che scrivi… E bada bene te lo dice un critico del vecchio proporzionalismo. Mi sono però accorto che il rimedio è stato peggiore del male che si doveva curare. Se oggi mettessero in parlamento il famoso cavallo di Caligola, sarebbe eletto. Togli il cavallo, mettici l’asino ed hai la Gelmini. Delle “puttane” non se ne ha neppure il conto. La fauna è poi abbastanza variegata per avere un giardino zoologico in rappresentanza di quel popolo disgraziato che è quello italiano… Se leggi, puoi forse capire chi ti scrive. Se non leggi, vuol che «l’Occidentale» è una trovata di Loquenzi, finanziata probabilmente con i nostri soldi.

  5. soldi
    Caro Carbonaro ho verificato la lista dei nostri donatori, di tuoi soldi qui non ce n’è l’ombra. Ma fai sempre in tempo…
    Giancarlo Loquenzi

  6. soldi
    Caro Loquenzi,
    dunque di soldi ce ne sono? Non avevo il benché minimo dubbio che la tua baracca non funzionasse con l’acqua.
    Quali siano poi i “donatori” che dici, non mi riesce difficile immaginarlo.
    Di miei puoi stare certo che non ne avrai, e se dovesse dipendere da me, vi farei restituire fino all’ultima lira tutto ciò che ha provenienza pubblica, diretta o indiretta.
    Stammi buono!

  7. soldi
    Caro Loquenzi, ma perché suscita tanta invidia e tanta maleducazione, non riesco a capirlo.
    Comunque i soldi di tutti vanno in maggior parte al Corriere e a Repubblica. Perché il nostro carbonaro non lo rimprovera a De Benedetti e agli azionisti, ricchissimi, del quotidiano milanese?

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