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La pagliuzza e la trave

Il Pdl difende Alfano, il Pd s’indigna dimenticando la piazza di Brescia

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Che ha fatto di tanto "grave" il vicepremier Alfano andando alla manifestazione di Brescia per la campagna del sindaco Adriano Paroli? E' bastato un tweet, "Oggi pomeriggio a Brescia. Tutti a fianco al presidente Berlusconi e al nostro sindaco Adriano Paroli!" dal chiaro sapore elettoralistico per far scattare i riflessi condizionati del Pd. Dalla rediviva Bindi e da Stefano Fassina che hanno definito appunto "molto grave" la presenza di Alfano a Brescia, al neosegretario Epifani convinto "Così si mettono mine" sul percorso di Governo, non è chiaro perché mai il segretario del Pdl dovesse mancare all'appuntamento, tanto più che non ha infranto nessuna legge. "Prima viene il suo ruolo di ministro e poi quello di segretario", ha detto il sindaco di Bari, Emiliano, riducendo il tutto a una questione di opportunità. Dopodiché Alfano e i ministri Pdl hanno partecipato alla manifestazione, qualcuno di loro ha rilasciato anche delle dichiarazioni, ma il dato di fatto è che Silvio Berlusconi dal palco non ha certo delegittimato l'esecutivo, anzi. Ha attaccato la magistratura, certo, ma senza rovesciare il tavolo appena insediato del governo:  "Questo governo è un fatto storico, epocale perché per la prima volta nella storia della nostra Repubblica il centrodestra e il centrosinistra sono riusciti a mettersi insieme", ha detto, con grande scorno di tutti quelli che gridano all'inciucio. La verità è che un bel pezzo del Pd aspettava al varco Alfano. "È assolutamente normale che a manifestazioni di questo tipo partecipino il Presidente del partito, il Segretario, i dirigenti nazionali - si legge in una nota del Pdl - ed è addirittura ovvio che chi interviene svolga considerazioni e valutazioni sull’attualità politica nazionale, com’è avvenuto in tutti gli altri precedenti comizi, senza che peraltro nessuno si fosse sognato di battezzarli contro qualcosa o qualcuno. Accade così in tutte le democrazie del mondo". "Che qualcuno, in Italia, trovi spunti per polemiche senza fondamento appare letteralmente surreale", conclude la nota.  Il vicepremier e ministro dell'Interno aveva rassicurato gli italiani dopo il caso Preiti, ha accolto nel miglior modo possibile la nomina del ministro Kyenge ("noi fieri di Kyenge"),  ha proposto delle azioni immediate contro il "femminicidio", qualcosa bisognava trovarla per trafiggerlo e dare una botta all'esecutivo nato dall'abbraccio con Bersani che tante lacrime ha provocato tra i militanti Pd. Così desta scandalo questa partecipazione alla manifestazione di Brescia ma che dire di quella sinistra che ieri è scesa in piazza per contestare a suon di sputi e insulti, con un militante del Pdl ferito lievemente e le bandiere del Popolo della Libertà bruciate? Su questo nessuno dice niente. 

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