Il peggior regalo al Cav. è una corrente azzurra che legittima quella di Fini

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Il peggior regalo al Cav. è una corrente azzurra che legittima quella di Fini

09 Luglio 2010

Se An da un anno è impantanata in un congresso permanente tra colonnelli, finiani e dentro la pattuglia del presidente della Camera tra pasdaran e moderati, non è detto che anche Fi debba fare la stessa fine. In realtà è quanto sta accadendo se si guarda all’accelerazione di Liberamente, l’associazione fondata dai ministri Franco Frattini e Mariastella Gelmini insieme a Mario Valducci per contrastare gli aennini e rivendicare l’orgoglio azzurro, che da Brescia ora sbarca in Sicilia e "imbarca" altri due esponenti del governo: Mara Carfagna e Stefania Prestigiacomo.

Tutti impegnati a parlare di sud e federalismo, ma l’idea in sè di una componente interna di forzisti dentro il Pdl rischia di provocare effetti devastanti per la stabilità del partito con ripercussioni anche sulla leadership del premier. Che infatti da giorni sta continuando a mandare segnali di irritazione e a ribadire (come ha fatto ieri a Studio Aperto) che le correnti nel Pdl non ci devono stare dal momento che questo non è e non deve diventare il partito delle tessere, ma è nato e deve restare il partito degli elettori.

"Sbagliata la tempistica, sbagliato il senso, sbagliato il metodo", è il commento tranchant tra gli ex forzisti di rango che mal sopportano l’idea di una componente organizzata in una forza politica che in diciotto anni di vita non ha mai conosciuto le correnti. Un errore dunque, che finisce per provocare l’esatto contrario delle intenzioni manifestate da Frattini e Gelmini.

Quale? Una componente dell’orgoglio azzurro divide non unisce, nel senso che spacca la grande area forzista e, paradossalmente, legittima ciò che Fini ha messo in piedi da alcuni mesi. Non solo, ma crea problemi pure con gli ex colonnelli aennini che hanno scelto di stare nel campo berlusconiano. "Un bel regalo al Cavaliere da parte dei suoi fedelissimi…", commenta caustico un dirigente azzurro. Ancora: il convegno di Siracusa dedicato al Sud e al federalismo, voluto dalla Prestigiacomo e al quale Liberamente ha aderito, viene considerato un atto inopportuno specie in una fase delicata come l’attuale (anche se si registrano le prime defezioni come quelle del ministro Fitto e del coordinatore regionale del Pdl siciliano Castiglione che non parteciperanno al convegno).

Intanto perché in Sicilia la Prestigiacomo e Micciché, di fatto hanno chiuso una serie di accordi politici coi finiani – è il ragionamento di fondo – e poi perché dopo la convention di Brescia "quelli di Liberamente si vanno a inserire proprio in Sicilia dove negli ultimi mesi si è manifestata una vera e propria guerra tra gli ex Fi ("dissidenti" contro "lealisti") per dimostrare chi è più berlusconiano dell’altro; il tutto con esiti disastrosi per il partito. E’ chiaro che in questo modo si crea la suggestione per la quale il modello siciliano possa diventare un modello nazionale", spiegano ai piani alti di via dell’Umiltà, facendo osservare che se in Sicilia la situazione è questa, in Campania ad esempio, nonostante lo strappo di Fini con Berlusconi il ministro Carfagna mantiene inalterate le relazioni politiche con la corrente guidata da Italo Bocchino.

Insomma, in un quadro di per sè assai complesso iniziative come quella di Siracusa, ancorché legittime, contribuiscono ad alimentare le polemiche e a creare nuove fratture nel Pdl dando l’immagine di un partito dove ogni big si fa il suo raggruppamento territoriale. In altre parole, l’opposto di ciò che Berlusconi vuole. E allora: non sarebbe meglio chiarire una volta per tutte che nei partiti post-novecenteschi le fondazioni rappresentano un valore aggiunto se stanno un passo avanti ai partiti fornendo idee, contributi di elaborazione culturale ai quali il partito può attingere, anzichè diventare lo strumento per dare vita a correnti e organizzare la corsa alla cooptazione dei parlamentari sul territorio e in Parlamento?

E in quest’ottica, non sarebbe più opportuno che Liberamente dopo l’evento di Siracusa aderisse all’idea lanciata nell’ufficio di presidenza del Pdl e cioè quella di istituire un coordinamento tra tutte le fondazioni per monitorare e stoppare sul nascere tentazioni correntizie? Oltretutto ciò servirebbe anche ad avere una forte rappresentanza nazionale a livello europeo visto che ai tavoli dei più importanti think thank oggi non siede nessuno del Popolo della Libertà proprio a causa della frammentazione della rappresentanza?

Un segnale positivo in questo senso sarebbe arrivato da Frattini che nel vertice del Pdl avrebbe dato la sua disponibilità. E infine: anziché pensare ad un convegno che rischia di creare ulteriori divisioni (alias caos), non sarebbe meglio che Liberamente si dedicasse a uno studio, ad un progetto di elaborazione politico-culturale che sia di sostegno all’azione di governo? 

Della serie: ci sono già gli ex An con Fini in testa ad agitare le acque e il fatto che adesso gli si mettano in scia pure una parte dei berlusconiani non è solo un paradosso, ma un ulteriore problema per il Pdl. E per Berlusconi, che si sa non nega mai il suo placet ad iniziative politiche promosse dai suoi, ma non può certo correre il rischio che queste si trasformino in un boomerang.