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Il piatto piange

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Caro presidente Berlusconi, nella partita per la leadership del centro destra che lei stesso ha dichiarato aperta, tutti hanno messo le loro fiches, ora sta a lei giocare.

Ha davanti a sé ancora aperte tutte le opzioni. Può confermare la sua posizione di leader della coalizione e con essa l'intenzione di tornare a candidarsi alle prossime elezioni. In questa partita è forse la scelta più semplice: gli altri giocatori non hanno ancora i suoi punti e chiamare il banco adesso le consentirebbe un sicuro incasso.

Può invece decidere di tenere la posta ancora in gioco e vedere se c'è chi davvero ha il coraggio di sfidare il banco. Le condizioni perché questo accada ci sono, il clima è quello giusto e qualcuno sembra già farsi avanti con delle carte credibili. Magari non ce la farà ad arrivare sino alla fine ma un po' di suspense è anche il bello del gioco.

Può anche decidere di fare subito una puntata decisa su un altro dei giocatori e passare il banco. Anche per questa scelta il gioco appare già maturo e lei sa bene che ci sono offerte che, in questa partita, non si possono rifiutare.

Quello che è importante è che la partita si svolga secondo le regole, che il tavolo sia bene illuminato, che intorno brusii e sussurri dei poveri di spirito non rovinino la concentrazione.

E' importante, soprattutto, che da parte sua vi sia la definitiva convinzione a condurre la partita fino al termine, raggiungendo l'obiettivo della nuova casa comune del centro destra prima delle prossime elezioni politiche.

In questo caso, noi saremo dalla sua parte. Qualunque carta decida, infine, di giocare. Ed è questa «lealtà preventiva” che c'induce ad invitarla a fare la sua mossa senza indugi. In questa partita infatti non basta solo dare le carte bisogna anche puntare. E il piatto piange.

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