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Al Congresso di Marsiglia

Il Ppe vuole un’Europa più coesa ma si divide su come salvare l’euro

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L’Europa riparte da Marsiglia per superare le proprie divisioni interne. Il XX Congresso del Ppe - inserito nella cornice dell arab spring, modulata dai dibattiti promossi dal Centre european studies - si è appena concluso a Marsiglia alla presenza di un folto gruppo di delegati del Pdl guidati dal segretario nazionale Angelino Alfano e dai membri del Ppe guidati da Mario Mauro. I delegati al congresso hanno approvato il documento che rilancia i valori fondanti del progetto europeo, nato sulle ceneri della seconda guerra mondiale.

Il gruppo del Ppe ha contribuito a formare il modello di condivisione europeo come nessun altra forza politica presente nel parlamento europeo. Il documento approvato mette in luce la grave crisi che colpisce l’eurozona e la urgente necessità di ancorare la moneta unica a politiche economiche convergenti e armoniche tra i singoli Stati membri, al fine di rassicurare gli investitori che l’Europa è più solida di come descritta dalla opinione pubblica. Salvare l’euro significa,infatti, resistere al crescente populismo alimentato dalla crisi economica, nella comune convinzione che demagogia e paura non devono oscurare il futuro della Europa.

Nel corso del congresso, gli interventi dei presenti tra cui ricordo la cancelliera Merkel, il presidente Sarkozy, il presidente del Ppe martens, il presidente del gruppo del Ppe Daul, il segretario nazionale del Pdl Alfano, hanno evidenziato la necessita di approvare riforme rigorose e decisioni forti al fine di salvaguardare la coesione sociale. Tra le misure ricordate, il concetto di solidarietà, che in una grammatica economica si traduce rinforzando il fondo monetario di stabilità attraverso decisioni assunte a maggioranza qualificata (da 17 membri) divide i delegati che rappresentano l’Europa a 27.

Rilanciare il patriottismo europeo con coraggio per andare oltre ai propri interessi nazionali appare oggi tanto difficile quanto necessario per ritrovare l’acquis communitaire ereditato dai nostri padri fondatori perché solo con più Europa si può sfidare la globalizzazione dei mercati economici internazionali e finanziari. I cittadini si attendono una azione rapida dalle istituzioni europei, una riforma dei trattati e più trasparenza nei processi decisionali. Su queste sfide si gioca il fallimento o il successo del processo di integrazione europea.

 

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