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“Il Presidente Bush non ha paura e lascerà una grande eredità”

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intervista a Michael Novak di Bernd Bergmann

Il Presidente Bush ha ancora 18 mesi alla Casa Bianca, ma alcuni commentatori lo vogliono già seppellire. Con la crisi in Iraq e l’ostacolo di dover far  passare leggi importanti, come quella sull’immigrazione, la presidenza Bush si trova certamente ad un passaggio difficile della sua storia. Ma in realtà il presidente non sembra essere travolto dalla situazione. Michael Novak, teologo e filosofo  di spicco all’American Enterprise Institute e consigliere privato del Presidente, spiega come George W. Bush riesce ad affrontare le difficoltà del suo secondo mandato e che cosa gli dà la forza di continuare il suo lavoro in modo sereno e determinato.

Molta gente si chiede come il Presidente riesce ad affrontare tutte le critiche che vengono fatte contro di lui. Che impressione dà Bush come persona privata in questa situazione?

In privato, è molto allegro, sereno e fiducioso. Sente che sta facendo del suo meglio per fare la cosa giusta. Gli piace dire che pregando mette la sua coscienza davanti a Dio, e così ce la mette tutta per prendere le decisioni giuste sulle vicende più difficili. Non “riceve messaggi speciali da Dio”, ma cerca di essere sicuro di fare tutto il possibile per vedere le cose in modo chiaro ed esatto, indipendentemente da quello che dicono i suoi oppositori. Veramente, tutti quelli che lo vedono rimangono stupiti della sua pacatezza e del suo buonumore.

Ma che cosa gli dà la forza di rimanere calmo e concentrato malgrado tutte le difficoltà?

Dice che quello che gli dà forza è il tempo che riserva alla preghiera. Regolarmente si dedica  alla lettura di qualche brano della bibbia e mette la sua coscienza di fronte a Dio. Sa che è solo un povero peccatore e non si aspetta rivelazioni speciali. Cerca di mantenere una coscienza chiara, e poi non “ha paura dal male”.

Lei conosce il presidente da diversi anni. Ha l’impressione che i suoi valori o la sua visione del mondo siano cambiati in qualche modo durante il suo tempo alla Casa Bianca?

Non mi pare affatto. Non c’è nessun segno che questo sia accaduto. Tuttavia sarebbe normale e naturale per un presidente imparare molto di più su quanto sia perversa e inaffidabile la natura umana rispetto al tempo precedente al suo insediamento. Del resto, si trova anche di fronte ad esempi di eroismo e di bontà che lo ispirano ogni giorno. L’opposizione politica è più bugiarda e meno scrupolosa  di quanto ci si aspetterebbe … per capire quali  livelli può giungere un presidente deve solo provarlo con mano.

Come è cambiata l’America durante la presidenza di Bush?

L’aspetto più bello che contraddistingue gli Stati Uniti è che pur cambiando in continuazione, e imparando sempre dalla sua esperienza, il carattere fondamentale del popolo americano rimane costante. Quanto stanno facendo oggi i nostri soldati che si battono nei paesi di guerra è inestimabile – e, comunque, non è molto diverso da quello che fecero i nostri antenati nel 1776. Sono veramente grandi uomini e grandi donne. Anche i giornalisti più distaccati, e coinvolti con loro nella battaglia, non possono che ammirarli.

Quale pensa che sarà l’eredità più importante di questo presidente? E come lo giudicheranno le generazioni future?

L’eredità più importante sarà il suo straordinario coraggio morale. Quando vede quello che è giusto fare, non ha paura. Di solito è una persona abbastanza prudente e bilanciata, ma ha realmente un gran fegato. Le sue nomine alla Corte Suprema hanno reso la Corte più fedele ai principi della Costituzione rispetto a varie generazioni precedenti. (Molti giudici progressisti trattano la Costituzione come un suggerimento, e utilizzano la loro etica politica come bussola). La politica economica del Presidente ci ha permesso di uscire dalla crisi terribile causata l’11 settembre 2001 e ci ha guidato verso anni di alto impiego (il più alto di tutti i tempi), bassa inflazione e un’attività economica molto forte. Ma soprattutto, credo che le generazioni future riconosceranno Bush come il principale leader occidentale – non da solo, ma come leader degli alleati – che ha dato ascolto al grido di una maggioranza di musulmani che chiede un governo che riconosca loro la libertà, la dignità, e l’uguaglianza di fronte alla legge. Attraverso la ricerca della “rinascita della libertà” fra i milioni di musulmani di questo pianeta, Bush ha seguito le orme del Presidente Abraham Lincoln. Nei nostri giorni, nessuno ha visto più chiaramente di Bush la necessità di appoggiare una alternativa all’odio, alla distruzione e al terrore che attrae giovani la cui dignità non è stata rispettata. Bush crede che l’alternativa in politica sia la democrazia , e un’economia libera e innovativa. La speranza, la crescita e l’opportunità sono le sue alternative a Bin Laden.

In Europa, si è sentito parlare dei neocon, dei teocon e del conservatorismo compassionevole. Secondo Lei, quale è la vera natura del conservatorismo americano?

Il conservatorismo americano in Europa è pura fantasia. E’ come una novella sui marziani. Una larga maggioranza degli americani è conservatrice su diverse vicende, e la popolazione diventa più conservatrice ogni anno. Questo accade perché la maggior parte dei programmi dei “progressisti” è stata provata e non ha funzionato. Molti di sinistra non si chiamano più neanche di sinistra oggi. In America, i “liberal” [il termine “liberale” negli Stati Uniti corrisponde più o meno a social-democratico in Europa] raramente si chiamano in questo modo. La maggior parte della sinistra cerca di apparire più religiosa, più tradizionale e più conservatrice sulla politica fiscale. E’ possibile che un democratico vincerà le presidenziali del 2008. Sarebbe normale dopo otto anni di governo repubblicano. Ma se sarà così, accadrà solo perché finge di essere più conservatore di quanto è in realtà.

 

 

 

 

 

 

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