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L'uovo di giornata

Il “Re Giorgio” che ci piace non è Napolitano

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I tempi cambiano. "The Saturday Profile", la rubrica settimanale del New York Times, ha incoronato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per la sua capacità di "gestire uno dei trasferimenti politici più complessi del dopoguerra", quello verso il governo Monti, che piace a Obama, piace a Merkozy, piace al NYT, ma non è ancora chiaro quanto piaccia ai mercati.

Nel ritratto di Napolitano si loda l'abile mossa di aver nominato Monti senatore a vita prima di spianargli la strada a capo del governo, e torna a far breccia la simpatia del grande quotidiano Usa verso il Presidente che già anni fa gli yankees apprezzavano tanto da avergli affibbiato l'appellativo di "americano", pur essendoci ancora la Guerra Fredda e Napolitano militasse nel Pci. Per Rachel Donadio, esimia corrispondente del NYT, Napolitano è l'uomo giusto per l'Italia di oggi: un Paese da salvare, impoverito, con le finanze a rotoli, che spera nell'aiuto e in una pagella che strappi almeno la sufficienza dei grandi.

I tempi cambiano. Noi ci ricordiamo di un'altra copertina, di un altro "Re Giorgio" che veniva salutato dalla grande stampa internazionale (Time) come il volto vincente dell'Italia, quando il nostro Paese era ricco, forte, e in competizione con la Gran Bretagna; quando - come ricorderete - riuscimmo a sorpassare i brits che da allora non ce l'hanno più perdonata. Correvano gli anni Ottanta, sempre disdicevoli e condannabili secondo i soloni della sinistra (e non solo loro) e l'Italia della creatività e del genio imprenditoriale era incarnata da un Giorgio che di cognome non faceva Napolitano, ma Armani.

Ecco, augurando al Presidente di aver fatto la scelta giusta con Monti, non possiamo non andare con la memoria, e con grande nostalgia, a quando eravamo meno commissariati e con una marcia in più. 

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7 COMMENTS

  1. Contano i fatti
    Spread BTP/Bund 372.55 -17

    Conta questo, questo è il voto vero!!!!..il resto sono mal di pancia…

  2. raffinata ironia
    Credo che nel titolo del NYT vi sia un retrogusto di raffinata ironia, che agli italiani è completamente sfuggito. Nell’immaginario statunitense monarchia fa rima con assolutismo. L’Italia è una repubblica e il capo dello Stato non a caso ha un potere poco più che simbolico, di rappresentanza. Nell’appellativo del giornale c’è un chiaro riferimento all’assunzione e all’esercizio di poteri straordinari, che hanno impresso una svolta agli eventi con una imperiosità degna di un monarca. Da fuori l’hanno compreso perfettamente. Solo per gli italiani quanto accaduto rientra nella normale amministrazione.

  3. Conta solo quello, eh?
    Contano solo i fatti, eh? Come sotto Mussolini, che faceva partire i treni in orario. (Il voto? Chissenefrega!)
    L.

  4. Re Giorgio
    Anche per me il NYT ha incoronato Re Giorgio propio perche non avendo poteri sia riuscito a mettere in scacco tutta la politica,e facendo passare questa vicenda nei nostri confronti come necessaria.Vista la prima parte della manovra qualsiasi politco avrebbe potuto farla,e non capisco perchè non abbia provato prima a dare il mandato x formare un nuovo governo a qualcuno eletto dal popolo,

  5. E se tornassimo poveri?
    E se tornassmo poveri? Come è possibile che entro breve accada? O no Leon? Mussolini che c’entra e di quale voto vai cianciando, si trattava di uscira dal bunga bunga a un governo che si occupasse della crisi.
    Comunque, vedo che qui, come in altri siti, senza distinzione di appartenenza politica, da destra estrema a sinistra radicale o come diavolo si chiami, vogliono le macerie. Penso che siamo sulla buona strada e sapete cosa penso? Che forse una botta di povertà di farebbe bene, così non smanetteremo per dire stupidaggini su Internet. Me compreso naturalmente…
    torneremo emigranti….meditate gente, meditate…

  6. L’Italia è ormai una
    L’Italia è ormai una provincia del IV Reich “tetesco”, Napolitano è il suo Petain e Monti il suo Quisling, che schifo!

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