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Riesplode la violenza a Baghdad

Il “Risveglio” iracheno rischia di trasformarsi in un incubo

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Improvvisamente l’Iraq sembra ripiombare nel caos. In due giorni una catena di attentati ha provocato la morte di oltre 120 persone. Sono state colpite Baghdad, due volte, e Baquba, dove un attentatore ha colpito un ristorante frequentato da pellegrini sciiti, diretti nelle città sante di Kerbala e Najaf, alcuni dei quali di nazionalità iraniana. In genere gli sciiti sono stati i principali bersagli di questa serie di attacchi che ha riportato l’Iraq sinistramente indietro nel tempo. In realtà, gli attentati di questi ultimi giorni giungono dopo che già per tutto il mese di aprile si era registrata una sensibile ripresa delle attività terroristiche. Soprattutto a Baghdad dove il 7 aprile ben sei autobombe avevano provocato la morte di 37 persone.

Adesso tutti si interrogano sui perché. Proprio quando s’iniziava a parlare di Iraq stabile, sicuro, e a vedere l’annunciato ritiro americano con una certa tranquillità. Fino, appunto, agli attentati di ieri e l’altro ieri che hanno riportato di attualità proprio la questione di un ritiro americano troppo affrettato. Gli americani vengono via, e lasciano le città, e Al Qaeda rialza la testa in barba alla crescente assunzione di responsabilità da parte delle forze irachene. Un’analisi semplice, logicamente fondata, certo, ma che non basta da sola a spiegare questo riesplodere di violenze. Anche perché, almeno per il momento, e fino a prova contraria, quello che abbiamo di fronte è un fenomeno contingente. E che potrebbe essere spiegato più che da cause strutturali, come appunto il ritiro americano, da congiunture precise. Quali, per esempio, il difficile processo di assimilazione dei Comitati del Risveglio all’interno delle strutture statuali irachene. Ai primi di aprile, il controllo sui sahwas - i gruppi di miliziani sunniti che tanto avevano contribuito alla sconfitta di Al Qaeda - è passato definitivamente al Governo iracheno. Ma da subito si è capito che Maliki non aveva molta voglia di rispettare gli impegni presi: l’assorbimento del 20% dei miliziani nelle forze di sicurezza irachene ed un’occupazione sicura all’interno dell’apparato statale per il restante 80%. Promesse che per il momento sembrano essere mantenute a singhiozzo o non mantenute per nulla. Con la scusa del crollo del prezzo del petrolio, e della minore disponibilità di liquidità, il processo va a rilento, mentre il ministro dell’Interno, lo sciita Jawad al Bolani, spalleggiato dallo stesso Maliki, non perde occasione per attaccare i sahwas accusandoli di essere spie di Al Qaeda e rinvangandone i loro trascorsi baathisti.

Un atteggiamento un po’ furbesco che però ha infastidito e non molto gli stessi sahwas che adesso si sentono traditi dopo essere stati ampiamente usati dal Governo per cacciare al Qaeda da Anbar e da Baghdad. Tanto che una parte di loro sembra nuovamente attirata dalle sirene della guerriglia. I segnali in tal senso sono già molti. A fine marzo, nel quartiere Fadhl di Baghdad, si è scatenata una battaglia durissima tra miliziani dei Comitati del Risveglio e forze di sicurezza irachene, appoggiate da unità americane, che ha lasciato sul campo due morti e diversi feriti. La scintilla, l’arresto del leader locale dei sahwas Adel Mashhaddani, sulla cui testa pare pendessero 80 capi d’imputazione. Agli scontri è poi seguita un’ondata di arresti in diversi quartieri della capitale e decine di miliziani sono stati incarcerati con l’accusa di aver commesso omicidi e reati legati al terrorismo.

Episodi del genere si sono registrati anche in altre parti del Paese. Gli stessi americani il 3 aprile hanno ucciso in un raid aereo quattro membri dei sahwas. Intenti, secondo loro, a piazzare un ordigno. Come riportato freddamente in un comunicato rilasciato a seguito dell’attacco. In realtà, secondo i portavoce dei Comitati del Risveglio, tutti questi episodi sono il frutto di una campagna deliberata, orchestrata da Maliki e dall’ala sciita del Governo iracheno, contro di loro. Ed i loro leader parlano di ritorno di Al Qaeda, mentre le bombe esplodono di nuovo a Baghdad. 

 

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3 COMMENTS

  1. intuibile
    Fra qualche decennio guarderemo alle guerre afghana e irachena come due sciagure immonde nella ns.storia occidentale.Due guerre inutili ed ingiuste che sono servite per riempire le tasche dei peggiori individui sulla terra e per svuotare le tasche dei contribuenti.Due guerre utili solo a creare decine di migliaia di nuovi terroristi.Due guerre grazie alle quali ora ci è preclusa la visita di metà dei paesi del mondo per i pericoli che corriamo…manco fossimo israeliani!Non ci sarà pace nè in Iraq nè in Afghanistan per colpa essenzialmente degli occidentali, ingombranti presenze su suolo straniero che vanno combattute perché uccidono civili e provocano sofferenze.Armi di distruz.di massa?Squallida manzogna,creare allarme nel mondo intero per andare a rubare il petrolio e far i ns.porci comodi.Il peggio dall’Iraq lo abbiam tirato fuori noi con le nostre bianche mani,Saddam Hussein non era peggiore di Bush and company!Cosa abbimao fatto,quanto abbiamo ucciso nel nome della libertà?Vergogna su tutto l’Occidente,la storia chiarirà colpe ed errori… e qualcuno ci continuerà a far pagare un alto prezzo, con attentati e massacri,grazie alle sporche false guerre made in U.S.A….

  2. Risposta ad Andy
    Sono completamente in disaccordo col commento di Andy.
    1) Nessun Talebano nè Bin Laden governa più l’Afganistan. Di questo non si può che gioire, visto il livello culturale dei primi (distruzione della statua di Budda con l’esplosivo, negazione dell’istruzione alle donne, imposizione della sharia, ecc…)e della pericolosità del secondo (attentato alle torri gemelle più tutti quelli dimenticati e morti connessi).
    2)La guerra contro Saddam ha dato la possibilità agli Iracheni, se ne sono capaci, di uscire da una dittatura e diventare il primo paese islamico dotato di una democrazia moderna.
    3)Solo i fessi credono che dopo la guerra contro l’Irak non siano stati trovati i gas, che proprio gli USA avevano venduto a Saddam. Farò un esempio: fatto 100 il quantitativo acquistato da Saddam Hussein, questi lo impiegò nella guerra contro l’Iran, contro gli sciiti che aiutarono gli americani nella 1^ guerra del golfo e contro i Curdi. Possibile che lo abbia finito tutto senza tenerne ancora un certo quantitativo per ogni evenienza? Possibile che gli americani non ne abbiano trovato nemmeno una scatola vuota, che se mostrata alla tv avrebbe rivelato che era stata prodotta proprio negli Stati Uniti? Possibile che i servizi segreti USA abbiano addestrato i loro soldati a contrastare i gas nervini per la 2^ guerra del golfo, inutilmente?
    In verità scatole vuote e piene ne sono state trovate in abbondanza negli arsenali dell’Irak, ma per motivi politici è stato nascosto tutto. In fondo ormai gli USA avevano vinto: a cosa sarebbe servito giustificare una guerra in nome di armi di distruzione di massa che proprio i vincenti avevano venduto ai soccombenti?
    3)La guerra contro i terroristi islamici a casa loro è una necessità proprio per la nostra sopravvivenza, altrimenti saremmo obiettivo di continui attentati a casa nostra. E’ chiaro invece che ai nostri estremisti di sinistra e ai No Global possa invece tornare utile, nella loro eterna e fallimentare battaglia contro il Capitalismo, la lotta armata degli Islamici, soprattutto se fatta sul nostro territorio.
    4)La storia dimostrerà che G.W. Bush non è stato un presidente incompetente come lo si dipinge, anzi ha preso delle decisioni difficili in momenti drammatici, allontanando il pericolo dall’Occidente. L’attuale Obama invece, si pentirà amaramente di questa ingenua fiducia che sta concedendo agli stati canaglia. A primo problema serio, l’opinione pubblica americana gli chiederà conto delle sue azioni, compreso l’ostruzione ai sistemi di interrogatorio necessari contro terroristi che tagliano invece la gola ai loro prigionieri, per guadagnarsi il paradiso.

  3. caro Sergio. Io credo che 1)
    caro Sergio. Io credo che 1) anche se i talebani non governano più l’afghanistan,Karzai non controlla che Kabul e dintorni (a fatica), e la coalizione NON sta vincendo affatto(vedi num.soldati morti,che raddoppia ogni anno).La storia insegna che,stando anche 50 anni lì(cosa che la NATO non può permettersi),non vinceremmo mai,come nessuno hai mai vinto in afghanistan,per via del sodalizio tra popolaz.locale(pashtun)e milizie armate.2)La guerra in Iraq,(e se dovessimo far la guerra a tutti quelli a cui gli Usa son certi di aver venduto armi chimiche quanti paesi dovremmo attaccare?)al di là delle stragi di innocenti(ah già,danni collaterali),no ha liberato gli iraqeni,ha solo tolto il potere ai sunniti per consegnarlo agli sciiti(e all’Iran),tant’è che ora le milizie create e “comprate”per calmare le ingovernabili acque della guerra civile,fatte dai sunniti di Al Ambar,non essendo state riammesse nelle forze di sicurezza,rischiano di tornare al “nemico”e vanificare l’ottimismo degli ultimi due anni. Il “surge”di truppe USA non è stato la chiave per vincere,solo pagando e armando la popolaz.locale si è riuscito a limitare al qaeda,ma fino a quando? 3)Lei è sicuro che Bin Laden sia responsabile dell’attentato alle torri gemelle?E che noi occidentali siamo il bersaglio di fanatici tagliagole?O piuttosto fa comodo a molti che la gente viva in uno stato di leggera “paura”, avendo un “nemico”grazie al quale riattaccarsi ai propri valori ormai abbandonati?Non sto negando il terrorismo o gli atti di madrid o londra,dico che si è soffiato sul fuoco,ad arte,anche con i media, e così chi non era terrorista ha pensato bene di diventarlo.Infine,credo che Obama non sia molto diverso dagli altri presidenti,che essendo al servizio di potenti lobby fanno sempre e comunque gli interessi di chi li ha spalleggiati.Sposterà il focus militare dall’Iraq al Pakistan…

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