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Il rumore di D’Alema

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Massimo D'Alema continua a tornare sul luogo del delitto convinto che si sia trattato di un allegro festino. L'attrazione mitica e fanciullesca verso il '68 è divenuta ormai il tratto del suo carattere, una forma di compiaciuta nostalgia simile a quella dei nouveaux riches quando si inventano una discendenza nobiliare e la incorniciano nel tinello.

La cosa che D'Alema meglio si ricorda di quell'epopea poco gloriosa è il "rumore". Nell'intervista concessa a "Gente" racconta: "Abbiamo lottato a partire dal '68 e nel bene e nel male abbiamo fatto rumorosamente strada". È lo stesso rumore che D'Alema si sente di consigliare ai giovani d'oggi, che forse vede silenziosi e spenti, privi di quello sprint vitalistico e ambizioso che lui e i suoi compagni di ribellione albergavano nei loro cuori.

Alla fine c'è una certa inconsapevole coerenza in questa esortazione. Nel tentativo di riproporre il '68 come mito positivo, D'Alema non trova altro appiglio che il "rumore", attraverso cui bene "bene o male" lui o gli altri hanno fatto strada, sono diventati leader politici, direttori di giornali, professori universitari, direttori editoriali, etc... È una ricetta priva di contenuto, anzi, come nelle teorie semantiche, il "rumore" è esattamente ciò che impedisce ai contenuti di essere trasmessi e condivisi. Più che un'esortazione sembra una confessione. Il '68 non fu che questo, ribellismo, protesta, esaltazione egocentrica, competizione tra leader e leaderini, ambizione sfrenata. I frutti di quell'epopea, al di là delle carriere personali si leggono ancora nell'emergenza educativa di questo paese, nella latitanza del senso civico e nell'idea che un mondo migliore sia un diritto, che se negato, va preso con la forza o almeno con l'arroganza.

Resta da notare un fatto strano: quando D'Alema parla del '68, del suo rumore, delle sue esaltanti e caotiche battaglie, dell'ebbrezza di "farsi strada" nel vuoto del senso, si ha come l'impressione che parli di oggi e del partito democratico.

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3 COMMENTS

  1. L’on D’Alema pensa al rumore
    L’on D’Alema pensa al rumore del 68,gli italiani pensano al rumore che farà quando sarà processato.
    In tale occasione,il rumore che auguriamo di fare all’on D’Alema sarà quello di dimostrare di essere innocente sulla scalata UNIPOL-COOP-BNL.

  2. il 68 di D’Alema
    Uno che si crede statista dovrebbe invitare i giovani a comportarsi come quelli del ’48 che hanno portato l’Italia (distrutta) tra i primi 7 o 8 grandi del mondo.
    I frutti del ’68 li abbiamo sotto gli occhi: furberie, illegalità, arroganza,caste, ecc.
    Comunque, coraggio!

  3. il Dott. D’Alema
    Lui che in tutta la sua vita non ha mai lavorato un giorno , lui che da consigli ? ai giovani ? si decidesse almeno da che parte stare ? in visita dal Papa oppure con chi non vuole la religione nella pratica di vita ?

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