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Dai black bloc alla sinistra

Il “sacco di Roma” è solo la punta dell’iceberg di una politica dell’odio

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E’ corretta la rappresentazione del ‘sacco di Roma’ che ne ha dato, il giorno dopo, quasi tutta la grande stampa? Come se una pacifica manifestazione  di famiglie e di giovani impegnati a protestare contro la crisi, il capitalismo, la Bce e il governo Berlusconi (che non manca mai) fossero stati colti di sorpresa nel trovare tra le loro fila alcune centinaia di black bloc i quali sono riusciti (che potenza di fuoco però!) a devastare alcuni quartieri della capitale e a tenere testa per lunghe ore ai reparti delle forze dell’ordine, il cui addestramento ha consentito, insieme ad un bel po’ di fortuna, di evitare più gravi tragedie (ricordate la profezia di Antonio Di Pietro sulla possibilità che <ci scappi il morto> ?).

Come tante altre volte,  l’analisi più seria di una delle giornate più fosche della storia recente è quella di Stefano Folli su Il Sole 24Ore di ieri, quando ha denunciato le inaccettabili ambiguità del movimento degli <indignati>. “Ma siamo sicuri – ha scritto Folli – che non esista una zona grigia piuttosto ampia di persone che hanno deciso di stare <né con lo Stato né con i black bloc>. Persone che non sanno o non vogliono distinguere le loro responsabilità da quelle dei guerriglieri prima degli incidenti e non dopo, quando è obbligatorio ed anche facile>. Eppure, un esponente del Pd come Stefano Fassina, che sabato era in piazza, ha commentato così quegli avvenimenti: <Ma prestare attenzione a quella domanda sociale è il modo più efficace per arginare la violenza. Solo andando incontro alle loro richieste si evitano scontri futuri>. Tralasciamo per amor di patria ulteriori commenti su espressioni inaccettabili ed offensivi per quei poliziotti, carabinieri e guardie di finanza (si vede che Fassina versava in un particolare stato di agitazione) che si sono comportati con grande responsabilità mettendo a rischio la propria incolumità: <Piuttosto mi è sembrata discutibile – ha aggiunto - la gestione della piazza.  Chiederemo conto al ministro Maroni>.

Stefano Fassina è il responsabile economico del Pd, persona di fiducia del segretario Bersani. Se nella prossima legislatura la sinistra dovesse vincere le elezioni potrebbe avere incarichi di governo importanti. Ebbene, come farebbe il neo ministro Fassina ad ascoltare la domanda sociale  proveniente da quella piazza? Sospenderebbe i lavori della Tav in Val di Susa estraniando il Paese dalle nuove vie del traffico continentale? Oppure aderirebbe alla linea di politica economica anticapitalista <sia pure in forme ‘naives’ e contradditorie> che dall’altra sponda dell’Atlantico è arrivata in Europa, mutuando dalla Spagna una nuova moda – quella degli indignados, appunto - raccolta dai professionisti di tutte le proteste? Crede davvero il nostro che sia fattibile una linea di cancellazione del debito pubblico (o come, dicono i pochi acculturati tra gli indignati, di ristrutturazione dello stesso mediante una nuova Bretton Woods) affinché si possa continuare a vivere felici al di sopra delle nostre possibilità, andare in pensione a 50 anni e ad occupare un posto a vita? 

Per questo ‘movimento’  i responsabili della crisi sono presto individuati con una semplicità disarmante: le banche, gli speculatori, come se fossero delle Spectre intriganti e criminali e non i raccoglitori dei risparmi di milioni di famiglie e l’espressione delle loro preoccupazioni. E, alla fine, se proprio è necessario trovare qualche responsabilità in più, c’è sempre il governo Berlusconi, tanto che si possono gettare uova contro la Camera dei Deputati rea di avergli votato la fiducia. I black bloc non sono dei marziani venuti da un mondo lontano; sono parte integrante di questo ‘movimento’ che è poi la trasformazione di altri ‘movimenti’. Non li vediamo comparire, questi delinquenti comuni, nelle manifestazioni sindacali dove la domanda sociale è sicuramente più forte e più giustificata. Li vediamo in Val di Susa, li abbiamo visti per le strade di Roma il 14 dicembre 2010, quando il ‘movimento’ allora schierato contro la riforma Gelmini (con Bersani che saliva sui tetti degli Atenei), si preparava a celebrare in piazza la caduta di Berlusconi in Aula. Golpe nelle istituzioni, golpe per le strade: ambedue sconfitti da un voto democratico.

Non sappiamo quale sarà la sorte del nostro povero Paese. Di certo sappiamo che il sentimento della piazza di sabato era solo l’odio. E dall’odio possiamo aspettarci di tutto.

 

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12 COMMENTS

  1. Noi siamo per la propietà
    Noi siamo per la propietà popolare della moneta. Oggi la moneta nasce di propietà della banca che la emette solo prestandola , noi vogliamo che nasca di propietà della gente e che venga accreditata ad ognuno sottofroma di reddito di cittadinanza

  2. incominciamo dal comprarti
    incominciamo dal comprarti un vocabolario. si dice, e si scrive, “proprietà”. non è difficile.

  3. prestito
    Anonimo, per il vocabolario se vuoi ti faccio un prestito di crediti di monopoli (devo averne ancora qualcuno in soffitta). Purtroppo ho esaurito le banconote di CityVille, ma se aspetti il prossimo passaggio di livello magari riesco a girarla. A chi intesto l’assegno? cittadino del mondo che non c’è? Va bene?

  4. Inacettabili violenze a Roma
    Ancora una volta le manifestazioni finiscono nella violenza. Certo non si possono accumunare tutti i manifestanti di oggi coi violenti ma fa riflettere che in tutto il mondo si è svolta la giornata degli indignati ma solo a Roma la città è stata messa a ferro e fuoco come era già successo lo scorso 14 dicembre. Non dimentichiamoci che i responsabili delle violenze del 14 dicembre sono tutti liberi. A Londra dopo le violenze di quest’estate la polizia nei giorni successivi è andata ad arrestare a casa i violenti e i cittadini hanno denunciato i violenti, questo da noi non accadrà…..chissà perchè questi violenti sono considerati fantasmi, nessuno li conosce com’è possibile?
    Queste violenze sono statte preparate e organizzate, e vanno condannati da tutti. Inotre è anche non corretto chiamare black block quando si sa che i violenti questa volta erano tutti italiani e di gruppi organizzati
    Sorprende il TG3 di Bianca Berlinguer che conclude il telegiornale delle 22.30 dicendo che le prime vitime sono i manifestanti pacifici. Secondo noi le prime vittime sono i cittadini di Roma e soprattutto quelli che hanno subito danni e non possiamo dimenticare i poliziotti feriti. E’ inacettabile l’impunità che copre queste manifestazioni violente. Ci chiediamo che ruolo hanno avuto anarchici e centri sociali. Lo scopriremo nelle prossime settimane.
    Consigliamo ali uomini che dovrebbero risolvere la crisi economica come il neo presidente della BCE Draghi di riflettere prima di esporsi in dichiarazioni che poi deve ritrattare a seguito delle violenze. Anche il clima creato continuamente dalle sinistre deve far riflettere, non è certo un caso che queste manifestazioni esplodono sempre dopo l’annunciata fine del governo che poi non avviene e le motivazini politiche si sommano cosi con le rimostranze di fronte alla crisi economica.

  5. in tanti hanno cercato la
    in tanti hanno cercato la rissa, direttamente o meno.
    per questo, mi domanderei anche che impatto abbia avuto la notizia sparata la sera prima di tagli per 60mln a carabinieri e polizia.

  6. Mamma che guazzabuglio quest’articolo!
    C’è davvero di tutto: un po’ di paradossi per buttare tutto in burletta (i manifestanti vogliono “andare in pensione a 50 anni e occupare un posto a vita”), affermazioni assolutamente incaute (“i black bloc sono parte integrante di questo movimento”) e le solite polemiche politiche di bottega per cui, gratta gratta, la colpa è del semisconosciuto Fassina che è andato alla manifestazione ed ha detto che i manifestanti dovrebbero essere ascoltati e di Bersani che si era schierato contro la riforma Gelmini per cui è da tempo un po’ una sorta di ispiratore delle violenze dei black bloc. Ma il succo di tutto questo guazzabuglio è chiaro: non si dovrebbe manifestare e protestare in questi anni di governo Berlusconi che non ha alcuna colpa e nemmeno alternative (quando invece scesero in piazza il milione di persone durante il governo Prodi e andarono verso un palco con la scritta “regime” sarà stato tutto sacrosanto e giustificato…) e poi coloro che manifestano oggi, se proprio non sono black bloc, sono comunque fiancheggiatori dei violenti e comunque “odiatori”; a proposito: poteva mai mancare la tiritera del perfetto berlusconiano per cui chi contesta è solo preso dall’odio? Ma certamente no! Al di là delle solite cosucce stranote e prevedibili degli esponenti di questa bella politica nostrana, rimane la realtà dei fatti che ci dice che certo i pacifici manifestanti non sono stati per nulla colpiti di sorpresa dall’incursione dei black bloc, la quale, se proprio non era sicuro che si verificasse era di certo altamente probabile. E piuttosto sono sembrati stranamente colpiti di sorpresa le forze dell’ordine che avevano sicuramente informazioni e mezzi adeguati per cercare di prevenire il drammatico “sacco di Roma”. E poi rimangono le considerazioni politiche: i violenti hanno tutt’altro che favorito gli intendimenti delle centinaia di migliaia di manifestanti pacifici le cui istanze saranno ovviamente oscurate e finiranno nel calderone delle tiritere anti-violenza e anti-odio. Per cui nessuna riflessione seria si farà sul grave malessere sociale che serpeggia nel paese, specie tra i giovani i quali, altro che vorrebbero andare in pensione a 50 anni, hanno ormai la quasi matematica certezza, non solo di non riuscire a trovare un lavoro, ma figuriamoci se mai riusciranno a percepire uno straccio di pensione. E poi, più in generale, nessuna riflessione seria su cosa sia diventato il capitalismo da qualche lustro a questa parte dagli USA, alla Cina passando per la vecchia Europa, (ci si preoccupa solo di gridare al bau bau delle proteste anti-capitaliste), qual è effettivamente diventato oggi il ruolo delle banche e dei grandi gruppi finanziari e poi la connessa questione del debito su cui qualche idea di soluzione si dovrebbe pur iniziare a ragionare. Questioni troppo serie e troppo complesse, meglio pensare a conservare, il più a lungo possibile, privilegi e lauto stipendio di deputato esercitandosi nel le solite tiritere di parte, e poi all’orizzonte ci sarà pure una bella e garantita pensione…

  7. al peggio non c’è limite
    Il problema della proprietà popolare della moneta è che poi questa moneta non l’accetterebbe più nessuno.
    Una moneta funziona se è un bene scarso.
    Il problema è che le politiche socialiste delle banche centrali con le loro stampatrici stanno inflazionando la moneta per salvare governi e sistemi finanziari.
    E’ chiaro che allora qualcuno cominci a fare proteste ancora più insensate e populiste delle politiche socialiste già abbracciate.
    Al peggio non c’è mai limite.

  8. Dirty job
    E infatti, da quando le elezioni del 2008 hanno portato nuovamente al governo la coalizione del PdL, dopo il grande successo popolare del G8 a L’Aquila, dopo il discorso di Onna – che pareva finalmente poter mettere una pietra su un passato di odio, e gettare un ponte tra generazioni-, il PdL, Berlusconi e tutti noi elettori siamo stati oggetto di una infame campagna di odio e di disprezzo. Sono saltati addosso a Berlusconi rimproverandogli ogni nefandezza per delle cose che già adesso si rivelano inconsistenti e vuote.
    L’opposizione peggiore del mondo si è scatenata in uno schifoso tiro al bersaglio che ha finito per fare più male al Paese che a Berlusconi stesso. Occorre che tutte le istituzioni democratiche repubblicane siano tutelate, non solo il Presidente della Repubblica: anche il Presidente del Consiglio dei Ministri.
    Responsabile di tutto ciò è stato Repubblica, il giornale di famiglia di un bancarottiere pregiudicato che ha ottenuto la cittadinanza svizzera, Carlo De Benedetti, con il suo principale sicario Ezio Mauro. Una volta, per le porcate che ha fatto Mauro, c’erano pene severissime. Occorre chiedere la sua esemplare punizione: Ezio Mauro non deve più poterci nuocere.

  9. In tema di porcate …
    In quanto a porcate il governo Berlusconi-Scilipoti non è oggettivamente secondo a nessuno. Ma anche il ministro Maroni a tal proposito non scherza: restarsene sabato scorso comodamente a casa propria in quel di Varese pur sapendo cosa bolliva in pentola a Roma (Indymedia docet!), anche memore della sua precedente militanza in avanguardia operaia, gruppo extraparlamentare di sx (anni ’70), ha il sapore di una vergognosa inadeguatezza al ruolo di Responsabile dell’Interno, per giunta in salsa leghista. Pur non essendo romano di nascita, sono cmq certo che, se la manifestazione di cui trattasi si fosse tenuta a Milano invece che a Roma, il suddetto Maroni si sarebbe prontamento attivato sul campo in prima persona nella gestione dell’ordine pubblico in terra di padania.

  10. Io c’ero
    … per quasi tutto il tempo della manifestazione. So per cosa c’ero andato. Piazza san Giovanni era stracolma come raramente si vede. Ed ancora la gente doveva entrare in piazza. Infatti, il corteo è stato tagliato in due dai cordoni della polizia. Mi chiedo se poche centinaia di “violenti”, “criminali”, etc. sono stati capaci di tenere in scacco poliziotti professionali, con tutte le dotazioni, cosa sarebbe potuto mai succedere se fossero state 500.000 persone ad avventarsi contro i poliziotti? Sarebbero scappati sui tetti? Sento Tonino Di Pietro che vuole punire i “delinquenti”… Mi chiedo se chi ha condotto il paese a questa situazione non sia lui il violento e criminale. Non ho partecipato a nessuna violenza e non ero andato lì per fare violenza. Ma se mi chiedono di “condannare” e addirittura di fare opera di “delazione”, io dico che sono “infami” quelli che pretendono questo da me. Si augurassero piuttosto, che la prossima volta non siano poche centinaia le persone disperate, senza futuro e prospettive, senza più nulla da perdere, ma addirittura centinaia di migliaia… Esiste una cosa che si chiama potere costituente del popolo… Si lo so: «sovranità appartiene al popolo, che la esercita nei limiti della costituzione…” Ma che vuol dire? Che la costituzione è superiore al popolo? O non è piuttosto il popolo che è superiore alla costituzione e si dà esso la costituzione che gli è più conforme? Tra il poliziotto e il manifestante chi è il popolo? Rispondete, se ne siete capaci, o figli dell’Occidente! – A proposito, Loquenzi, ho rinnovato la mia tessera del PdL ed alle prossime riunioni porterò le ragioni della piazza, di quella “gente che non conta un cazzo”, come ha detto giustamente Berlusconi. Mi è piaciuto, perché ha detto la verità. Ed è pure vero, che manco Berlusconi conta un cazzo rispetto alle lobby e ai padroni stranieri…

  11. @ Carbonaro
    A proposito del PdL, saprebbe per caso dirmi che fine abbia mai fatto il progetto di rifondazione dello stesso secondo un criterio di “Partito degli Onesti”, come da specifiche dichiarazioni in precedenza all’uopo rilasciate dal (figurativo) neo-segretario Alfano?

  12. In tutto il resto del mondo
    In tutto il resto del mondo non un solo scontro, da noi invece… chissà come mai gli obiettivi sensibili (come una caserma della GdF, banche e ministero della difesa) non avevano nemmeno l’ombra di uno sbirro a protezione (saranno i tagli alle forze dell’ordine? O é voluto?), chissà perché dopo le prime auto in fiamme, nemmeno un poliziotto si è fatto avanti. Farli agire indisturbati, sicuramente con qualche sbirro infiltrato per accendere gli animi, è un modo subdolo che lo stato italiano ben conosce dagli anni 70 (ricordate la foto dell’uomo con la pistola in piazza? Poi è risultato essere uno sbirro infiltrato per screditare il movimento) per cercare di demonizzare i movimenti di protesta. Tra i c.d. blackbolck ci sono molti ultrà fascisti delle curve e alcuni poliziotti infiltrati…meditate!

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