Il Senato incerto preoccupa il Cav. Che corre ai ripari
21 Marzo 2008
Da giorni Silvio Berlusconi legge e rilegge i sondaggi. E
come uno scolaretto delle elementari alle prese con l’ormai famoso problemino
del fruttivendolo che va al mercato, i conti non tornano affatto. In
particolare quelli del Senato, perché se per Montecitorio la situazione si può
ritenere sufficientemente tranquilla, con un vantaggio per il Pdl rassicurante,
a Palazzo Madama l’incertezza continua a regnare sovrana.
Al centro delle sue
preoccupazioni uno scarto di voti troppo ridotto rispetto al Pd di Veltroni, ma
soprattutto nel complesso in riferimento a quella che potrebbe alla fine
diventare la nuova opposizione della XVI legislatura: Sinistra Arcobaleno,
Partito Democratico, Udc e La Destra di Storace. Appunto pure il partito
dell’ex governatore del Lazio che nelle proiezioni che all’inizio di questa settimana
hanno consegnato al Cavaliere sarebbe accreditato di due o tre senatori. Uno
nel Lazio, dove Storace ha un bacino elettorale molto forte, ed uno, ma forse
anche due, in Abruzzo dove grazie all’aiuto di Teodoro Buontempo e di molti
fuoriusciti da An può fare incetta di voti. Numeri che sarebbero confortati
anche dal dato nazionale della Camera dove Storace potrebbe toccare quota 2-3
per cento. E’ chiaro che si tratta di sondaggi, ripetono molti forzisti, e
quindi da prendere con estrema cautela. Una proiezione simile – ragionano a via
dell’Umiltà – significa che il partito storaciano sia in terra laziale che
abruzzese dovrebbe prendere più dell’8 per cento, come prevede la legge. Obiettivo
non facile ma qualcuno non esclude che possa accadere visto che per quanto
riguarda la partita dei senatori si giocherà tutta a livello locale.
Ad esempio
nel Lazio il fatto che si voti contemporaneamente sia per il sindaco di Roma sia
per il presidente della Provincia potrebbe dare una grossa mano a Storace. Da
settimane gli uomini del Cavaliere stanno notando come lui stia facendo una
campagna elettorale porta a porta. Visite su visite. Contatti su contatti. Un
giorno a portare cioccolatini agli anziani ricoverati nelle case di cura. Un
altro a visitare gli ammalati in uno dei cinque ospedali che proprio lui come
governatore ha aperto. E lo stesso sta facendo Teodoro Buontempo candidatosi
alla guida della provincia. Per questo qualche sorpresa è possibile. Ma la gran
parte dello stato maggiore azzurro cerca comunque di gettare acqua sul fuoco
ripetendo, soprattutto al Cavaliere, che alla fine i sondaggi sono sempre
sondaggi.
Non che non credano alle proiezioni elettorali di Berlusconi. Dopo le
scorse elezioni nessuno ha più intenzione di contraddirlo ma il ritornello che
viene ripetuto per mitigare la sua preoccupazione è l’esperienza della
Mussolini alle elezioni regionali del 2005. “Allora i sondaggi davano
addirittura l’8 per cento alla nipote del Duce – ricorda un plenipotenziario
azzurro – . E come è finita? Con un risultato elettorale molto simile ad un
prefisso telefonico”. Ragionamenti che il Cavaliere ascolta ma che non lo
tranquillizzano fino in fondo. La Mussolini non è Storace ripete ai suoi e la
candidatura della Santanchè “è una mossa azzeccata”. Ecco perchè ha deciso di
correre ai ripari. Subito nuovi sondaggi, richiamando quella società americana
che centrò il risultato elettorale del 2006 con così largo anticipo. Una
proiezione che dovrebbe essere pronta subito dopo Pasqua e che darebbe un
quadro più chiaro e si spera più fedele della realtà. Poi cambiare strategia
elettorale. Niente più messaggi improntati a “la vittoria è a portata di mano”,
e nemmeno “abbiamo in tasca l’elenco dei futuri ministri”.
Ritornare a fare
campagna elettorale come si faceva un tempo. Come la sta facendo Storace, sul
territorio senza sufficienza e svogliatezza. Intanto, però, iniziare a ragionare
anche con uno scenario dove La Destra al Senato possa essere effettivamente
forte di due senatori. Contatti diretti con l’ex governatore non ci sono stati.
Almeno per il momento, ma alcuni emissari del Cavaliere qualche battuta con
uomini dell’entourage di Storace l’hanno scambiata. Non si pensa ad un ingresso
nella lista ministeriale ma ad un ipotetico appoggio al Senato che troverebbe
come ricompensa quella di un posto da sottosegretario. Non per Storace, certo,
che di questa partita sarebbe solo l’abile tessitore, ma di un personaggio noto
anche ad An. I rumors fanno il nome di Andrea Abodi, membro del Coni Servizi
Spa, nominato proprio dal governo di centrodestra nel 2005. Uomo quindi dal
pedigree affidabile con una vita spesa nel mondo politico della destra, prima in
An e poi al fianco di Storace.
Potrebbe essere questo il nome su cui puntare ma
come detto ancora nessuna trattativa si è ufficialmente aperta. Il Cavaliere,
infatti, spera di potercela fare anche al Senato con le proprie forze anche
perché teme che l’apertura di trattative post voto con Storace possa innescare
gravi ripercussioni in An e da qui sul futuro Pdl. Per questo ha deciso pure di
mettere mano personalmente all’agenda degli appuntamenti elettorali delle
ultime due settimane concentrandosi soprattutto nelle regioni più a rischio.
Appunto Lazio, Abruzzo ma anche Liguria e Basilicata. Qui l’ex premier
focalizzerà lo sforzo finale puntando a fare il pieno di voti e di consensi. Evitando
così scomode trattative ad urne chiuse.
