Il sindaco di Lampedusa denuncia: “1900 clandestini trattati come bestie”
25 Agosto 2008
di Redazione
Non bastavano le diffide ai ministeri dell’Interno e della Difesa: oggi il sindaco di Lampedusa Bernardino de Rubeis andrà dai carabinieri per denunciare l’ente gestore del Centro di prima accoglienza dell’isola, perchè "hanno detto delle falsità alla stampa, non ammettendo la situazione di emergenza in cui riversava ieri e l’altro ieri il Cpa.
Oggi sono ospitate 1.600 persone, ma abbiamo i filmati e le foto che testimoniano che ieri erano in oltre 1.900, riversi come le bestie". Una situazione intollerabile per de Rubeis: "Il centro è un’industria a cielo aperto, una macchina mangia soldi", spiega, chiedendo al governo l’azzeramento del Cpa per dirottare gli arrivi dei clandestini verso la terra ferma e i centri della Sicilia: "Più immigrati ci sono, più alti sono i ricavi per l’ente gestore. Se consideriamo che per ogni immigrato le associazioni prendono tra 35 e 50 euro, questa cifra moltiplicata per 2mila presenti garantisce un bel guadagno". Qualche tempo fa il sindaco descrisse il Cpa come un albergo a cinque stelle, ora dice: "Lo è ancora, ma quando gli immigrati sono 381.
Nelle situazioni di emergenza è possibile accogliere fino a 1.200 persone, ma non è ammissibile una situazione come quella che ho visto ieri. È necessario il rispetto delle norme, della sicurezza e dell’igiene".
Intanto Cono Galipò, responsabile dell’ente gestore ‘Lampedusa accoglienza’, ha smentito categoricamente la violazioni di norme igieniche o sanitarie: "Io non voglio creare allarmismi – conclude de Rubeis – ma non va tutto bene".
Fonte: Apcom
