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I rischi dell'unanimismo

Il sit-in contro Lula? Ci mette a disagio stare in piazza con Di Pietro

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Ieri uno dei nostri lettori ci ha criticato per aver definito una “forzatura” il sit-in di protesta contro l’ambasciata brasiliana, dopo la decisione del presidente Lula di negare l’estradizione di Cesare Battisti.  “Cari amici – questo il suggerimento – scaldiamoci un po’ per le cose per cui è necessario scaldarsi!”. Ebbene, conviene spiegare un po’ meglio quali dovrebbero essere, almeno per quanto ci riguarda, i motivi per cui scaldarsi. 

Ognuno è libero di manifestare le proprie idee, tanto più se a farlo è Alberto, figlio di Luigi Torregiani, il gioielliere milanese assassinato alla fine degli anni Settanta dai PAC. Solo che a scendere in piazza tra Roma e Milano sono stati nell'ordine alcuni ministri del Pdl, il senatore Di Pietro, la destra di Storace, Borghezio per la Lega Nord, l’Alleanza di Centro, i Socialisti, Olga D'Antona e il presidente degli eurodeputati del Pd David Sassoli, Lorenzo Cesa e i maggiorenti dell'Udc - con la precisione di un orologio svizzero (prima noi, poi voi) e con qualche polemicuzza su chi aveva presentato in tempo la richiesta per manifestare e chi no.

L’impressione è che la politica italiana abbia deciso di accordarsi sulla scelta più “cheap” possibile, la più indolore e forse la più scontata: in fondo è facile trovare un consenso collettivo su questioni come la lotta al terrorismo che, grazie al cielo, uniscono ancora il Paese. Ma se è vero quanto si dice in giro – che sarebbe stata Carla Bruni a intercedere con Lula per impedire l’estradizione di Battisti – allora ci chiediamo se il vero gesto di coraggio non avrebbe potuto e dovuto essere quello di protestare direttamente sotto l’ambasciata di Parigi, stigmatizzando quei “tic culturali” della sinistra d’Oltralpe sempre pronta a dipingere l’Italia come una mezza democrazia, magari nella segreta quanto ambigua speranza di cogliere al volo le opportunità economiche aperte dall'eventuale venir meno degli accordi milionari in ballo fra Roma e Brasilia. 

E se di picchetti simbolici stiamo parlando, allora perché non organizzare una bella manifestazione sotto l’ambasciata del Cairo per dare tutta la nostra solidarietà ai cristiani copti abbandonati dal Faraone Mubarak? O ancora, se volessimo rinunciare del tutto alla realpolitik seguendo unicamente degli imperativi ideali, perché non ritrovarsi all’ambasciata dell'Iran minacciando ritorsioni contro uno dei nostri migliori partner commerciali? La verità è che l’Italia continuerà a seguire, come sta già facendo, tutti i canali diplomatici possibili per estradare Battisti in Italia. Faremo valere la nostra voce nelle sedi utili, dal Tribunale Penale Internazionale alle (sorde?) stanze dei bottoni di Bruxelles. E potrebbe anche darsi che il Supremo Tribunale Federale del Brasile ci dia ragione.

Ma detto questo vorremmo sommessamente ricordare a quei giovani italiani che si sono riuniti in Piazza Navona al grido di “Battisti, la galera falla qua” che, proprio perché l’Italia non ha nulla da imparare sul diritto e sulle pene, a noi continuano a piacere più le manifestazioni indette per liberare qualcuno (mettiamo, Sakineh) piuttosto che per imprigionarlo. Insomma, se Di Pietro dice di “non sentirsi a disagio in piazza”, lasciateci aggiungere che qualche disagio a stare spalla a spalla con i professionisti delle manette lo proviamo ancora.

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10 COMMENTS

  1. Battisti e Pilati
    Battisti va imprigionato. Bom. Ma dovrebbe venire in Italia, la nazione dove Priebke se ne sta in giro in motorino.

  2. Quale diplomazia?
    Si parla di diplomazia ma mi sembra che la diplomazia fino ad ora abbia fatto ben poco, ed è una magra consolazione constatare che questo non riguarda solo l’attuale governo ma anche tutti quelli precedenti.
    Solo ora scopriamo che gli accordi per l’estradizione con il Brasile sono carta straccia, ma cosa abbiamo fatto per convincere Lula che non è conveniente disattenderli? E a Sarokzy abbiamo mai detto chiaramente che sua moglie si sta rivelando una persona non gradita e ostile nei nostri confronti e che se lui non riesce a tenere in mano la situazione è probabilmente non adatto al ruolo che ricopre? allora questo è il momento.
    La nostra diplomazia è fatta di sorrisi e visite di cortesia ma con i prepotenti funzionano solo i ricatti, sempre annunciati con il sorriso sulle labbra, si intende.
    Con i governanti di questi Paesi bisogna parlare chiaro e mettere sul piatto tutto quello che, comportandosi come loro, avremmo potuto fare ma che da finora da persone corrette non abbiamo fatto, perchè non è affatto vero che noi abbiamo bisogno di tutti e nessuno ha bisogno di noi. Altro che rassicurare Lula che l’Italia sarà sempre un Paese amico qualunque sia la sua decisione!
    Dopo tutto questo Santoro ci consiglia di non indispettire le controparti per evitare ritorsioni economiche. Ora che abbiamo tutte le forze politiche dalla nostra parte guardiamo schifiti la presenza dell’IDV e siamo i primi a tiraci indietro. Quello che succede è grottesco, ci stiamo infilando sempre di più in un vicolo cieco dal quale non ne potremo uscire se non con disonore.
    Se questa è la nostra politica estera suggerisco come prossima mossa di organizzare un torneo internazionale di Buracco.

  3. Dove sono i garantisti?
    Purtroppo il caso Battisti non è limpido come si vorrebbe far credere visto che la sua condanna è fondata solo sulla chiamata a correo fatta da pentiti.
    Ciò non significa, ovviamente, che sia innocente, ma che la sua colpevolezza non è affatto certa. Sfortunatamente la nostra magistratura ha preso il vizio della politica ed è più attenta alla pubblica opinione che ai principi che ispiravano Cesare Beccaria, e i garantisti nostrani lo sono troppo spesso a corrente alternata.
    Personalmente mi sento più umiliato come italiano dal comportamento forcaiolo di tanta parte della stampa e dalle manifestazioni di piazza che dalla sfiducia dei brasiliani nella nostra giustizia.

  4. Battisti resti pure in
    Battisti resti pure in Brasile, meglio questo che vederlo tornare in Italia acclamato come un perseguitato dai cagnolini da salotto della gauche caviar e, magari, rirovarselo, dopo un paio d’anni di galera, a pontificare nell’aula di qualche ateneo riverito come un maitre a penser dai damerini in cachemire della rivoluzione salottiera permanente.

  5. Sarà dietrologia da poco
    Dopo l’eclissi degli Stati Uniti e delle democrazie occidentali, nel “nuovo ordine mondiale” che si sta lentamente realizzando, di rospi repellenti da mandar giù in cambio di vantaggi economici e di convivenza ce ne saranno sempre più. Ce ne siamo già fatti tante volte una ragione, continueremo così. Però la cosa che dall’inizio di questa faccenda mi incuriosisce (e mi scandalizza) è come mai un tristo lercio odioso figuro come Battisti possa coinvolgere personalmente (anche attraverso qualche Carla Bruni) dei capi di stato nelle decisioni sulla sua sorte. Ma quali vessilli ideali sventola questo abietto autore di delitti laidi? Detiene qualche particolare informazione? Non dovrebbe la politica fregarsene di un siffatto verme?

  6. Il momento dell’amarezza.
    La faccenda Battisti, per come si è svolta, ci fa sentire delle vere nullità. E credo che dovremmo anche metterci l’animo in pace. A volte mi chiedo se questo paese abbia una coscienza, un po’ di amor proprio, utili entrambi a non farci pestare continuamente i piedi e da un Lula qualsiasi; il quale, bombarolo e sessantottino, vorrebbe propinarci fasulle ed insostenibili “lezioni” di diritto, per accontentare Parigi ovviamente. D’altronde i suoi antenati pascolavano capre mentre da noi esplodeva il rinascimento. Quale logica di diritto aspettarsi da un simile personaggio? Io Credo altresì che il Lula non potrà perdere la faccia come del resto la sua discepola Dilma attuale presidente. E’ molto probabile pertanto che messi entrambi alle strette, lascino nuovamente evadere il delinquente, come a suo tempo fece la Francia, con ulteriore destinazione verso un paese “democraticamente” al sicuro; magari senza accordi bilaterali sull’estradizione.

  7. Che il Brasile ci dia lezioni di democrazia è troppo
    La giustizia italiana è quello che è, la magistratura italiana è quello che sappiamo, ma che il Brasile pretenda di giudicarci e darci lezioni di democrazia mi sembra davvero troppo, ma che pensino alla loro di giustizia ed alle loro belle carceri (veri e propri alberghi a quattro stelle)

  8. Battisti – Prevaricação STF denunciada Polícial Federal – Brasil
    —– Original Message —–
    From: Plinio Marcos Moreira da Rocha pliniomarcosmr@gmail.com
    To: cidhoea@oas.org
    Cc: segreteria.riodejaneiro@esteri.it
    Sent: Qui 06/01/11 00:00
    Subject: Fwd: Documentos que dão sustentação maior à denúncia formalizada

    Senhor Secretário Executivo

    Comissão Interamericana de Direitos Humanos

    Organização dos Estados Americanos,

    Apresento os documentos abaixo, que dão maior sustentação à formalização da denúncia ratificada pelo email constante do documento “Formalização CNJ x STF subordinação indireta e mútua à CIDH-OEA”,

    http://www.scribd.com/doc/39139963/Formalizacao-CNJ-x-STF-subordinacao-indireta-e-mutua-a-CIDH-OEA, da qual ainda não recebi qualquer confirmação da efetiva entrega pela Empresa de Correios e Telégrafos, ou mesmo, do recebimento pela Comissão Interamericana de Direitos Humanos da Organização dos Estados Americanos da

    .

    · “Petição SUGESTÃO rever extinção de Processo por Prescrição ou Decadência”, onde

    http://www.scribd.com/doc/46078601/Peticao-SUGESTAO-rever-extincao-de-Processo-por-Prescricao-ou-Decadencia

    o Estamos provocando o Excelentíssimo Procurador-Geral da República, através do Excelentíssimo Procurador Regional Eleitoral, a questionar decisão do STF relacionada a extinção de processo por Prescrição, uma vez que, a mesma não impede a possível agravação de penas resultantes de crimes em conexão.

    · “Denúncia NOVA Prevaricação do STF”, onde

    http://www.scribd.com/doc/46317181/Denuncia-NOVA-Prevaricacao-do-STF

    o Estamos formalmente denunciando o Plenário do Supremo Tribunal Federal por crime de prevaricação, bem como, o Advogado Geral da União por crime de abuso de poder, frente aos acontecimentos ocorridos quando da avaliação da Extradição de Cesare Battisti solicitada pelo Governo Italiano.

    Devo ressaltar, o fato concreto, de que tenho me exposto, em demasia, frente as Autoridades institucionais Brasileiras, na firme crença de que a formalização acima citada será objeto de apreciação, e aceitação, pela CIDH-OEA.

    Abraços,

    Plinio Marcos

    PS.: Talvez eles possam ser impressos e juntados aos documentos já enviados

  9. I presenti ai sit in di
    I presenti ai sit in di protesta si potevano contare sulle dita di due mani. RIDICOLI. La gente ha altri problemi (grazie al governo del fare), altro che pensare a quel farabutto…

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