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Il tempo sta per scadere e Bruxelles attende ancora risposte sui rifiuti

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La gestione dei rifiuti in Campania é tornata il 18 ottobre sui banchi del Parlamento europeo, in occasione della riunione della Commissione Ambiente e Salute. La questione é stata più volte oggetto di dibattito al Parlamento di Bruxelles nel corso degli scorsi mesi, in particolare da quando, nel dicembre del 2009, si é data voce alle decine di cittadini che hanno denunciato alla Commissione Petizioni la tragica situazione in cui versano.

Nel confronto tra i deputati e i rappresentanti della Commissione europea sull'implementazione della normativa ambientale da parte degli Stati membri é stata evocata, con un quesito posto dal leghista Oreste Rossi, la possibilità di una nuova procedura di infrazione contro l'Italia per la crisi dei rifiuti campani. Lo scorso 29 settembre, la Commissione europea ha inviato una lettera di messa in mora alle autorità italiane che, come confermato dal rappresentante della Commissione esecutiva, é scaturita dalla mancata esecuzione della sentenza della Corte europea di giustizia del marzo 2010. L'Italia è già stata, infatti, condannata  per violazione della normativa europea sulla gestione dei rifiuti con un provvedimento che ha confermato il congelamento di circa 140 milioni di euro destinati alle politiche ambientali in Campania ed ha prescritto l’approvazione del piano regionale, la presentazione di una contabilità chiara degli ultimi quindici anni e l'adozione di misure urgenti per governare l'emergenza rifiuti nelle strade.

La Commissione esecutiva ha confermato di aver ricevuto nel corso degli ultimi mesi diverse versioni del piano di gestione rifiuti per la Campania, ma ha aggiunto che la proposta regionale presenta ancora aspetti lacunosi e che le iniziative concretamente intraprese dalle autorità per far fronte alla crisi in questi 18 mesi sono ancora insoddisfacenti. L'enorme quantità di rifiuti prodotti nella regione (circa 7 mila tonnellate al giorno), la bassissima percentuale di raccolta differenziata, la mancanza di siti di compostaggio e di trattamento anaerobico (solo uno é entrato in funzione a Salerno, mentre degli altri 9 previsti non si ha ancora traccia), gli inceneritori previsti a Salerno, Caserta e Napoli, che secondo le autorità dovrebbero iniziare a funzionare solo nel 2014, la vaghezza nella valutazione della capacità delle discariche a cielo aperto esistenti e dei 6 milioni di ecoballe di Taverna del Re sono i punti di criticità su cui la Commissione europea ha lamentato l’assenza di nostre proposte e sui quali fonderà la richiesta di irrogazione di una pesante sanzione pecuniaria in danno dell’Italia.

L'aspetto che più preoccupa al momento la Commissione europea resta, tuttavia, la mancanza di misure transitorie per far fronte alla emergenza finché il piano di gestione non sarà adottato e implementato e che lascia lo spettro di una nuova crisi sempre in agguato. Gli uffici della Commissione europea e il Commissario all'Ambiente, Janez Potočnik, seguono con attenzione lo sviluppo della situazione e auspicano una positiva chiusura delle procedure. Purtroppo però i giorni passano e le autorità italiane, seppure animate da buone intenzioni, non hanno ancora prodotto la replica alla lettera di messa in mora. Poco più di trenta giorni di tempo e sulla Campania potrebbe abbattersi l'ennesima scure.

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