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Benedetta Roma

Il terremoto di Roma è una leggenda a cui non possiamo credere

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11 maggio 2011. Il giorno del giudizio universale in salsa capitolina. O semplicemente, il giorno che secondo alcune previsioni avrebbe dovuto “ospitare” l’evento più catastrofico della sua storia plurimillenaria: un terremoto che in pochi secondi la raderebbe al suolo. Noi, per sicurezza, abbiamo scritto il pezzo oggi e poi siamo scappati.

Da qualche mese gira voce che l'11 Maggio 2011f si sarebbe dovuto verificare questo evento a metà tra verità e leggenda. La maggior parte dei cittadini romani se n’è occupata con una scrollata di spalle o, in casi di particolare ansia, con una risata. Ma il Campidoglio ha fatto di più: attraverso lo 060606 tranquillizza i cittadini con personale informato e pronto a rasserenare tutti sulla mancanza di dati scientifici a supporto di questa potenziale emergenza. Per maggiori info, il personale rimanderà anche al sito www.protezionecivileromacapitale.it. Sull'home page ci sono 3 linki: il primo recita che i terremoti non si possono prevedere. Il secondo rimanda all’open day dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia su come “Conoscere e prevenire aiuta ad avere meno paura”. Il terzo fornisce la mappa sismica di Roma. Un kit rapido e veloce per una tranquilla giornata di terrore.

A dare manforte alla teoria la “Chinatown” della Capitale, il quartiere Esquilino. A quanto pare i cinesi, molto presenti nel quartiere, credono nel terremoto e in gran numero hanno chiuso le attività con scuse diplomatiche e fantasiose, approffitandone per una settimana di vacanza o per tornare a casa. Così come ci crede chi, in maniera del tutto inaspettata quanto gradita agli operatori del settore, ha deciso di passare la notte negli agriturismo intorno a Roma.

Si potrebbe pensare a una psicosi di carattere locale, e invece no. L’edizione online di El Mundo titola “Roma trema?”. Il quotidiano di Madrid riporta che “benchè gli esperti in sismologia avvertano che non c'è nulla da temere”, si ritiene che “fra il 15% e il 20% dei funzionari romani domani potrebbe non andare a lavorare”. El Mundo è comunque in buona compagnia, il Guardian (sempre nella versione online) recita “La profezia di un terremoto a Roma crea nella capitale umori cataclismici”. Da sempre abbiamo guardato alla stampa d’oltremanica con rispetto e ammirazione e non ci aspettavamo ci venissero dietro in questo “gioco”, forse servirebbe qualche scossetta per destarli dal torpore.

C’è da dire che qualcuno di buon senso c’è. Ad esempio il Codacons ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma contro i soggetti (blog, siti web, tv, radio, giornali, ecc.) che hanno in qualsiasi modo diffuso e alimentato la notizia del terremoto. L'associazione di consumatori azzarda addirittura l’ipotesi di “procurato allarme e l'abuso di credulità popolare”.

Mentre si aspetta l’esito dell’esposto cresce l'attesa su internet per la profezia. Il popolo di Facebook, sempre in prima linea su argomenti di indubbio interesse scientifico, regala perle di saggezza (ci scuserete, per una volta, le parolacce). Su tutte, a spiccare per la seraficità, la pagina “11 Maggio terremoto a Roma? MA VAFFANCULO”. All’insegna della pace interiore, invece, la pagina “X IL TERREMOTO A ROMA 11 MAGGIO ABBRACCIAMOCI TUTTI A VILLA CARPEGNA”. Infine uno snob quanto semplicistico “IL TERREMOTO A ROMA DELL'UNDICI MAGGIO CI FA' UNA PIPPA”.

Dulcis in fundo, torniamo alla teoria. Secondo il capo della fondazione Bendandi (l’autore della profezia) di Faenza è solo una leggenda urbana: “Posso affermare con assoluta certezza che nelle carte di Bendandi non c'è traccia di un terremoto a Roma l'11 maggio 2011”, ha detto Paola Lagorio. Un modo chiaro e netto per tranquillizzare tutti, dettato dal buon senso. Peccato sia arrivato molto in ritardo, solo nella giornata di ieri. Per i creduloni era già troppo tardi.

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