Il terremoto è nel cuore degli abruzzesi tra incertezze e ricordi

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Il terremoto è nel cuore degli abruzzesi tra incertezze e ricordi

11 Maggio 2009

Terza e ultima parte del reportage dalle terre d’Abruzzo, distrutte il 6 aprile scorso dal sisma. A poco più di un mese il terremoto vibra ancora nei cuori delle persone con tutte le sue contraddizioni. Un viaggio nei due paesi di Bazzano e Coppito: una situazione in bilico tra ricordo e incertezza per il futuro.

Di Bazzano ricordiamo soprattutto l’immagine di un anziano, chino sul campo che cura da una vita intera, intento a seminare frutti che mangeranno i suoi nipoti. Una rappresentazione di questa realtà che va di pari passo con quanto ci dice una sfollata: “Siamo vivi, ma quello che non c’è più nessun mai potrà ridarcelo”. Tutti qui sperano che accada qualcosa, che le istituzioni si muovano, anche se non sarà lo stesso.

Lo stesso capo-campo della Protezione Civile ci spiazza, prima rassicurandoci sulla polemica sugli alimenti che gli arrivano al campo: “non sono scaduti ma hanno scadenza breve” e poi lamentandosi del Com5 (i Com sono i centri di comando da cui dipendono tutti i campi), che gli ha chiesto di ridurre il numero dei volontari e che non garantisce neanche le lenzuola. Non riusciamo a capire come sentirci, frastornati, tra cartelli che ricordano concerti gospel e una signora che ci riporta alla realtà: “Miracoli non si possono fare , ma i politici non devono litigare tra di loro, ma fare le cose”.

La sensazione di irrealtà ci colpisce ancora più fortemente a Coppito, dove all’ingresso del paese incontriamo dei clown che hanno il compito di tirare su il morale, come in un villaggio vacanze. Le facce tristi e tirate di Bazzano lasciano il passo ai sorrisi, facilitati da una gestione del campo affidata alla Pro loco e al locale Centro anziani, che sembra funzionare a perfezione.

Qui i dubbi riguardano il futuro, non il presente, come accade altrove. Alcune persone che lavoravano per la cooperativa “la cascina” sono impegnate in una riunione sindacale per intravedere qualcosa dei loro prossimi anni.

Una lettura che complica il giudizio complessivo su quanto si sta facendo e sulla situazione in generale viene offerta dalle “lavatrici”. A Bazzano mancano del tutto, mentre Coppito ne ha molte, ordinatamente disposte in una stanzetta dedicata. Nessuno si sente davvero di criticare l’operato di chi da più di un mese si sta prodigando, si spera solo che le promesse fatte verranno mantenute. L’inverno a L’Aquila è molto vicino, sia che si parli di stagioni che di stati d’animo.