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Il testo dell’interpellanza del Sen. Quagliariello sul caso Magnaschi

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Interpellanza urgente

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Premesso che:

nella seduta n. 53 dell’ 1 giugno 2007 il Consiglio dei Ministri disponeva la rimozione dall’incarico di Comandante Generale della Guardia di Finanza del Generale Roberto Speciale;

tale provvedimento risulta essere la conseguenza delle dichiarazioni, apparse sui mezzi di comunicazione e sugli organi di stampa, del Comandante Generale della Guardia di Finanza riguardo pressioni ricevute dal Viceministro dell’Economia, On. Vincenzo Visco, in merito a richieste di trasferimento di alcuni Ufficiali della Guardia di Finanza che, tra gli altri, si sono occupati delle indagini relativi alle intercettazioni telefoniche – che ha visto coinvolti esponenti dell’attuale maggioranza parlamentare – emerse dal cosiddetto “caso Unipol” ;

nel novembre del 2006 è stato rimosso il direttore della più prestigiosa agenzia di stampa del Paese, l’ANSA, dott. Pierluigi Magnaschi, anche se - secondo quanto previsto dal contratto di lavoro - la permanenza in servizio era possibile anche dopo il raggiungimento del 65° anno di età;

la rimozione del dott. Magnaschi è giunta inaspettata considerato che il Presidente della società editrice aveva nei mesi precedenti pubblicamente espresso attestati di stima nei confronti del direttore dell’Agenzia

secondo notizie di stampa (Il Giornale del 3 e 4 giugno 2006, La Stampa del 4 giugno 2006, La Repubblica del 4 giugno 2006, Il Corriere della Sera del 4 giugno 2006, Il Riformista del 4 giugno 2006 e Il Tempo del 4 giugno 2006), ed in particolare secondo dichiarazioni rese dal medesimo dott. Magnaschi vi sarebbero state pressioni di esponenti del Governo per la sostituzione del direttore dell’agenzia a causa della divulgazione (in data 16 luglio 2006) della notizia dell’azzeramento dei vertici del Comando Regionale della Lombardia della Guardia di Finanza che avevano indagato sul caso Unipol;

secondo notizie di stampa (Il Giornale del 3 giugno 2007) il Governo, ed in particolare il sottosegretario con delega per l’editoria – Riccardo Franco Levi – avrebbe anche svolto contatti ed esercitato pressioni per ottenere la nomina di un nuovo direttore dell’ANSA più “disponibile”;

Considerato che:%3C/p>

l’ipotesi di una “pressione” di esponenti del Governo, o di esponenti di partiti politici legati all’attuale maggioranza parlamentare, per impedire, o peggio, per sanzionare la divulgazione di una notizia “scomoda” per alcuni esponenti di un partito di maggioranza non solo è contrario al dettato costituzionale, e ai diritti fondamentali alla quale la nostra Carta si ispira, ma è soprattutto pericolosa per la tenuta di ogni sistema democratico. Il solo sospetto che esponenti di Governo o a essi, direttamente o indirettamente, collegati possono condizionare la libertà di informazione rappresenta un vulnus ai principi della democrazia;

Si chiede di sapere:

se corrispondano al vero le notizie riportate dalla stampa in merito a pressioni esercitate dal Governo o da esponenti dei partiti di maggioranza circa la rimozione del dott. Magnaschi e circa le strategie poste in essere dal Governo per cercare di ottenere la nomina a direttore dell’ANSA di un giornalista “meno indipendente”.

 

Sen. Gaetano Quagliariello

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