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Il Tevere risparmia Roma, da oggi sull’ Italia nuove piogge

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Il temuto straripamento non è avvenuto e le fogne non hanno buttato fuori liquami. A Roma è passata la paura per la piena del Tevere: il fiume, come previsto dalla Protezione civile, si è mantenuto negli argini e anche alla foce il deflusso è rimasto controllo. Nella città e nel territorio circostante resta in ogni caso lo stato d'emergenza, in attesa dell'arrivo della nuova ondata di maltempo che dovrebbe interessare l'Italia nord-occidentale nelle prossime ore e il Lazio oggi pomeriggio.

Nella Capitale si conta però una vittima, dovuta forse più a un atteggiamento incauto che al maltempo. Un ragazzo irlandese di 26 anni, Vincent Thomas Wall, a Roma con un gruppo di 40 per un matrimonio, è scivolato nel Tevere nei pressi di ponte Mancini: era probabilmente ubriaco, il corpo è stato inghiottito dalla corrente e non è stato ancora trovato. I soccorritori proseguono le ricerche senza soste, ma sono quasi nulle le speranze di trovarlo ancora in vita.

I Vigili del fuoco hanno ripreso ieri mattina i lavori sui tre barconi rimasti incagliati ieri a ponte Sant'Angelo e all'isola Tiberina: tutti sono stati messi in sicurezza con ancoraggi speciali.

La piena ha raggiunto in giornata la foce del Tevere, nel comune di Fiumicino, dove grazie alle correnti favorevoli si è riversata nel mare senza creare particolari danni. Il sindaco della cittadina sul litorale romano, Mario Canapini, ha infatti spiegato che "i problemi sono superati e possiamo dichiarare finita anche alla foce del Tevere la fase di allerta e di emergenza: per questo disporrò l'ordinanza del cessato allarme".

Il primo cittadino della Capitale ha visitato ancora ieri pomeriggio ponte Milvio, dove il Tevere ha segnato i livelli più alti, quindi si è recato ai padiglioni dell'ex Fiera, dove da sono raccolte le persone in stato di bisogno e i nomadi sfollati per l'ondata di maltempo. "Abbiamo passato la nottata, Roma ha retto e non si registrano danni da esondazione o da rigurgito in tutta l'area urbana consolidata", ha spiegato, "ma ora dobbiamo prepararci alla nuova perturbazione e ci auguriamo che sia meno violenta di quella passata, ma dobbiamo comunque preparare la città a questo evento". Per questo lungo gli argini del fiume in città e nelle zone più colpite dalle esondazioni di questi giorni (IV e V Municipio) rimarrà lo stato di emergenza con i presidi fissi di Vigili del fuoco, Protezione civile e soccorritori.

Guardando al futuro, per Alemanno per mettere in sicurezza il fiume ed evitare emergenze come quella di questi giorni sarà necessario "un lavoro strutturale che durerà mesi, per recuperare quanto non fatto negli ultimi decenni": per questo il Comune di Roma sta pensando di avvalersi di "un commissario di governo che unifichi tutte le competenze delle circa 30 autorità che oggi si occupano del Tevere". Il sindaco ha infine invitato i romani ad "evitare di venire a curiosare sul Tevere" per motivi di sicurezza.

In molte regioni d'Italia ieri si sono contati i danni per il maltempo degli ultimi giorni. In Calabria l'emergenza non è passata: la protezione civile continua a monitorare fiumi e torrenti, in particolare nell'aerea di Cosenza dove per la presenza di acqua una strada è stata chiusa e alcune famiglie sono state allontanate a scopo precauzionale dalle loro abitazioni. A Lamezia Terme, in una contrada rurale, una frana ha ostruito la strada isolando alcune abitazioni. Nel reggino e nel vibonese, diverse squadre dei vigili del fuoco sono dovute interventi per smottamenti, allagamenti di scantinati e alberi e cornicioni pericolanti. Sulla Sila cosentina ha nevicato per tutta la notte: a Monte Botte Donato si sono raggiunti i 60 centimetri di neve, stessa situazione a Gambarie d'Aspromonte in provincia di Reggio Calabria. A Venezia è tornata l'acqua alta: circa 115 centimentri ieri mattina. Oggi ancora marea sostenuta.

Intanto, secondo la Coldiretti, soprattutto in Lazio, Basilicata e Calabria, sono quantificabili in milioni di euro i danni provocati dal maltempo di questi ultimi giorni che hanno pesantemente investito il settore agricolo con campi allagati, semine perse, ortaggi distrutti, animali annegati e mezzi agricoli coperti dal fango.

Dopo la tregua di ieri, in Italia oggi arriverà dalla Francia una nuova perturbazione. Secondo le previsioni dell'ufficio meteo della Protezione civile nazionale, nelle prime ore della giornata il peggioramento si abbatterà soprattutto su Valle d'Aosta, Piemonte e Liguria con precipitazioni via via più abbondanti nel corso della giornata (anche temporali forti) e quota neve sempre sui 500/600 metri sulle Alpi occidentali. Dalla tarda serata le precipitazioni raggiungeranno anche la Toscana, l'Emilia Romagna occidentale e l'alto Lazio, mentre domani la perturbazione interesserà tutta la Penisola comprese le due isole. Solo da martedì è prevista una tregua.

 

 

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