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Il Tg1, Pistorius e le regole

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Ieri il Tg1 ha raccontato con toni afflitti e compunti la vicenda dell'atleta disabile Oscar Pistorius. Il corridore, a cui sono state amputate le gambe da bambino,  fila come il vento grazie a delle protesi super-tecnologiche al carbonio. Il suo sogno è partecipare alle prossime olimpiadi, ma la federazione internazionale non ha dato il su consenso. Il Tg1 ha montato il caso, mostrando le immagini del piccolo Oscar già senza gambe che si affanna nel cortile di casa a giocare con il fratello "normodotato".
Dallo studio hanno invitato gli spettatori ad aderire all'appello in favore di Pistorius contro "i soloni della federazione", rei di discriminare un coraggioso atleta "meno fortunato" degli altri. In questo clima avranno certamente aderito in tanti. Ma sono caduti in trappola.

Questa volta hanno ragione i "soloni" e torto i paladini del buonismo sportivo.

E' facile infatti sollecitare lacrime e compassione per la vicenda esemplare di un bambino disabile che con la forza della volontà (e della tecnologia) arriva a sfidare i campioni della sua specialità e ora aspira alla medaglia olimpica.

Ma mettiamola così: se un centometrista al limite della follia arrivasse a farsi amputare le gambe per sostituirle con fantascentifiche protesi da corsa, sarebbe giusto farlo gareggiare con chi ha "solo" le gambe? O se un nuotatore cercasse il record facendosi amputare i piedi e innestandosi delle pinne di silicone, potrebbe partecipare ai 100 metri stile libero a Pechino?

E  quali e quante protesi la moderna biotecnologia è pronta a fornire ad atleti alla frenetica ricerca del record? Quali saranno quelle consentite e quelle no? Dove ci si ferma? Ci saranno polmoni speciali per apneisti e occhi bionici per i tiratori al piattello? E le "protesi" chimiche, il doping, come dobbiamo considerarle. Se il mio sangue mi rende "disabile" a partecipare al Tour de France, perchè non posso sostituirlo con qualcos'altro?

Pistorius non ha scelto di avere le protesi e ha tutta la nostra ammirazione per ciò che è riuscito a fare. Ma le regole valgono anche per lui o non varranno più per nessuno

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12 COMMENTS

  1. Oscar Pistorius
    Non sono della stessa opinione: non e’ stata una sua scelta quella di amputarsi le gambe. Allora facciamo un’altro esempio: supponiamo che una persona con un cuore trampiatato e che debba prendere le medicine antirigetto voglia gareggiare (ed abbia i numeri per farlo), oppure uno che abbia il cuore artificiale.
    Perche’ no?
    Che ci provi: se poi si dimostra che effettivamente l’uso di tali protesi migliorano in modo sensibile le prestazioni allora si possono prendere dei provvedimento.
    Tempo fa e’ successo con le rachette di tennis con doppia cordatura: giocatori assolutamente anonimi riuscivano a battere dei fuoriclasse): sono state fatte delle regole opportune.
    Le regole si sono modificate nel tempo per comprendere situazioni fino ad allora non considerate (vedasi ad esempio le regole per il doping).
    Quindi: che ci provi!

  2. Perchè si dovrebbe negare
    Perchè si dovrebbe negare per principio ad un ragazzo disabile di correre con i “normodotati”. E’ giusto verificare se le protesi non diano vantaggi ma in quel caso si potrebbero portare delle modifiche alle protesi e non escludere a priori che una favola come quella di Oscar Pistorius si concluda con il lieto fine.

  3. naturalismo?
    A me il corridore con le protesi fa un po’ senso. Come credo un pochino a tutti. Pero’ credo che si debba ammettere una verita’ di fronte alla quale – se non lo siamo gia’ adesso – saremo presto impotenti. E cioe’ che la prossima grande rivoluzione tecnologica sara’ proprio questa: il fatto che le capacita’ umane saranno incrementate non piu’ da strumenti esterni al corpo ma da supporti integrati nel corpo stesso. I nostri figli e nipoti saranno piu’ forti, piu’ intelligenti, piu’ sensibili, piu’ concentrati… anche grazie alle protesi, alle biotecnologie, alle nanotecnologie e quant’altro.
    Probabilmente questo secolo dovra’ elaborare nuove regole e criteri per fare fronte alle inedite opprotunita’ di evoluzione che si presenteranno all’uomo. Nell’attesa che questo avvenga, e nelle more dell’inevitabile contraccolpo che – come la Storia ci insegna – la morale corrente dovra’ superare, suggerisco che si lasci al tenero Oscar la libertà di perseguire il suo sogno, che forse richiama quello di molti di noi. Andare alle olimpiadi, dimostrare per un momento di essere unico e degno di essere ricordato.

  4. tg1 fa politica?
    Spero che pistorius gareggi. Ma da quando il tg1 è pagato per promuovere campagne a favore di questa o quella causa?

  5. SBAGLIATE
    Pistorius non ha scelto di vivere con un handicap. Bisogna accettare la grande volontà di un uomo che nonostante la difficoltà è riuscito ad arrivare dove altri, senza menomazioni, non arrivano. La vostra è solo dietrologia con un po’ di qualunquismo… la paura della modernità! (sigh!) Pistorius è un uomo. Non c’è molto da discutere. Non ha scelto di vivere con 3/4 di gambe in titanio. Ha scelto di raggiungere un sogno, ed è riuscito in questo. Tanti uomini e donne, oggi, preferiscono non sognare. Insomma che il CIO e la comunità internazionale sportiva decidano di farlo partecipare alle olimpiadi… e se questo accadrà anche alla sottoscrizione del Tg1… ben venga!

  6. è giusto!
    Vi è un preconcetto implicito in diversi dei commenti espressi, che è sbagliato. E cioè che sia scientificamente possibile determinare se le protesi diano a Pistorius le stesse identiche condizioni che avrebbe se avesse i suoi piedi. Che ciò non sia vero e abbastanza ovvio a chi ci pensa un attimo e non creda la scienza onnipotente.
    Se Pistorius vincesse una medaglia, si innescherebbero contestazioni a non finire e impossibili da dirimere; in relatà il CIO non ha alternative e la sua scelta non potrà tenere conto del parere dei cittadini, fossero anche la totalità (sul fatto che i corridori normodotati non siano d’accordo nel gareggiare con Pistorius ho pochi dubbi).
    Vi è poi un’idea, a mio parere inaccettabile, che si infila un po’ subdolamente in questi ragionamenti; e cioè che il concetto di normalità sia in qualche modo relativo e che rifiutare la l’ammissione alle olimpadi di Pistorus sia una forma di discriminazione. Questo non è vero. la normalità è una condizione che si definisce in base a criteri oggettivi e riscontrabili, sui quali nulla può l’opinione avversa di chicchessia, fosse anche la maggioranza. Riconoscere ad una persona la condizione di anormalità non significa discriminarlo, anzi di solito comporta il dargli dei vantaggi a compensazione degli svantaggi derivanti dalla sua condizione. Anche Pistorius riconoscerà di non essere normale, ed è anche evidente che per questa sua condizione ha ricevuto abbondanti aiuti dalla società; non è ragionevole che ora se ne abbia a male se per la sua anormalità non viene accettato alle olimpiadi, che per loro intrinseca natura sono riservate a persone normodotate.

  7. Non esistono i disabili……
    Beh! i disabili in realtà non esistono, esiste solo l’ ipocresia dello Stato, di una parte dellA STAMPA che SU CARTA sono vicini alle nostre problematiche ma in realtà se ne fregano altamente e se noi veri disabili denunciamo i fatti Loro fanno le orecchie di mercante come se noi disabili siamo delle bestie ma non esser umani.
    Noi disabili, come me e Pistorius e tanti altri ci mancano le gambe e grazie alle protesi riusciamo a camminare e far uan vita indipendentemente ma vi siete chiesti in che mondo noi disabili viviamo? S lo Stato ci aiuti veramente sia nel inserimento sociale e lavorativo? beh! le leggi esistono ma solo su carta e come ho scritto in un esposto denuncia, trasmesso alla Procura di Agrigento che Se in relazione a ciò che mi è successo ad Agrigento, in qualità di disabile, la Procura della Repubblica di Agrigento, lo Stato e la Regione Siciliana, sosterranno che le mie tesi sono infondate, allora potrò sostenere che la legge 68/99 (Collocamento obbligatorio dei disabili) ed i suoi provvedimenti attuativi sono solo una pia illusione per i veri disabili e che la stessa potrà essere usata solamente come carta straccia.
    In realtà, lo Stato, la Stampa e a volte le autorità giudiziarie di noi disabili se ne fregano altamente.
    Pertanto, invito a chi di dovere di ricordarsi che noi disabili siamo persone e che possiamo far una vita normale.
    Per finire, il disabile non si deve bergognar per quel che è , si devo vergognarsi chi non ci tutela seriamente nelle sedi opportune.
    Auguri a tutti i disabili per una nuova vita all’ insegna dell vero inserimento sociale.
    Scusate, se ho fatto errori di sintassi ma ciò che scritto m’è venuto dal cuore ed è un maro sfogo di un vero disabile.

  8. per favore non dimentichiamo la solidarietà umana
    caro uovo, stavolta mi sembra tu abbia esagerato. L’idea che qualcuno possa farsi amputare le gambe per vincere le olimpiadi mi sembra francamente folle. comprendo, ed a volte condivido, le preoccupazioni contro il genetismo scentista, ma in questo caso mi sembrano del tutto fuori luogo. anzi posizioni così, ispirate ad un naturalismo integralista e paradossale, mi sembrano il miglior regalo che si possa fare ai sostenitori del dominio della scienza sulla vita. Lo sforzo in favore dei disabili (per favore non chiamiamoli diversamente abili, perché se io fossi tale mi incazzerei ad essere così appellato) risponde oltre ad un comune sentimento di solidarietà umana anche alla necessità di tutelare e valorizzare tutte le vite umane, anche quelle non perfette fisicamente.

  9. Pistorius: un esempio per tutti, disabili e non.
    Direi che il controsenso maggiore che vige è quello di sciacquarsi la bocca invocando l’uguaglianza dei “diversamente abili”, promuovendone a piè sospinto l’inserimento sociale senza differenze, e poi quando uno di essi non solo si inserisce, ma anche emerge, gridiamo allo scandalo. Altro che ipocrisia! Dobbiamo lottare ma contro le minacce ai ragazzi “normali” costituite dai modelli di finzione che vengono loro pòrti a vari livelli: interventi di estetica, doping e spesso lo sport stesso usato come status sociale, reality che sono tutto fuorché realtà, ecc. per non parlare delle vere droghe. Il mondo sta tendendo al finto per uscire dal malessere sociale, per compensare le crisi di valori e di identità che si vanno formando. Ben venga un “modello” come Pistorius, esempio di rivalsa PRIMA interiore e poi fisica sulle difficoltà della vita. Quanta forza potrebbe dare a coloro che si sentono e che facciamo sentire diversi? Finalmente un modello positivo e per questo passerei sopra a tutto. Ma viste le pericolose difficoltà create dai benpensanti avrei anche la soluzione di compromesso: farlo gareggiare senza omologare il risultato, ma FARLO COMUNQUE GAREGGIARE. Sarà il mondo a giudicare il vero valore. Abbasso quel mondo ipocrita che sarebbe stato taaaanto pietoso se lo avesse visto sulla sedia a rotelle, e che si scandalizza ora se invece dona lezioni di vita, prima ancora che di sport. Viva Pistorius!

  10. pistorius
    come al solito si riesce ad alzare polveroni inutili.ritengo che l’atleta abbia tutto il diritto di partecipare alle manifestazioni olimpiche e quant’altro rispetto lle polemiche fuori luogo e sensa senso be chi le ha fatte è semplicemente ridicolo mi riferisco a qualcuno che ha detto che si potrebbe verificare che atleti depressi si potrebbero far amputare le gambe! ( be lo facessero) però poi dovranno essere capaci di usare le protesi.la verità è viviviamo in un mondo falso falso nei sentimenti falso nel presumere di saper convivere con gli altri,falso in tutto.se la cosa rende scomoda la vita a qualcuno be allora fermiamo la scienza fermiamo gli studi che qualcuno fa per rendere la vita migliore a qualcuno,un’ultima cosa quella persona che ha avuto il coraggio di dire tutte quelle cretinate si facesse trapiantare il cervello.

  11. Pistorius ha tutto il
    Pistorius ha tutto il diritto di gareggiare, ma in condizioni di pari concorrenza. Per quanto le protesi possano essere simulatrici del movimento umano non potranno mai eguagliarlo e possono creare una potenziale situazione di vantaggio artificiale. Si organizzi la stessa disciplina per chi è nelle pari condizioni di Pistorius, allora sì ci sarà competizione giusta e regolare. E comunque è vergognoso che il TG1 si permetta di appoggiare esplicitamente delle campagne con i soldi pubblici!

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