Il Tibet e la strada maestra di Emma
18 Marzo 2008
di Redazione
“E’ la rassegnazione,
insieme realistica e sconsolata, di fronte a quello che definirei il
prosciugamento culturale dell’agire politico” Dice Aldo Schiavone sulla
Repubblica (18 marzo) Ma uno, appena sentito un comizio di
Veltroni, deve subito correre a sfogarsi sul giornale?
“Divento pazzo quanto
sento parlare di lotta di classe contro i padroni” Dice Walter Veltroni a
Liberazione (18 marzo) Eppure è nella
situazione più comoda se ne potrebbe fare una mignon, da godersi senza neanche
uscire dal loft, tra Calearo e Nerozzi
“Ma il Pdl e i suoi
alleati sarebbero davvero pronti a governare?” Dice Stefano Ceccanti sull’Unità
(18 marzo) Sul Pdl si possono avere
dubbi, sul Pd, invece, dopo la brillante prova di 18 ministri “democratici” sui
25 di Prodi, ci sono solo certezze
“Di fronte
all’escalation della violenza in Tibet, rimango dell’opinione che la strada
maestra sia quella di intensificare e mantenere gli strumenti di pressione di
cui disponiamo, più che perseguire la strada netta e apparentemente più facile
del boicottaggio” Dice Emma Bonino sul
Riformista (18 marzo) E una si fa circa
trenta anni di partito radicale per evitare le “strade nette”? Non era meglio
scegliere subito la Dc?
