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Il trionfo di De Magistris è figlio della mancata riforma della giustizia

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 Dei tanti elementi chiamati in causa dalla sconfitta di Pdl e Lega nei ballottaggi ce n’è uno che mi pare particolarmente gravido di presagi infausti, non per questa o quella parte politica ma per i cittadini. E’ il trionfo di Luigi de Magistris a Napoli.

De Magistris è uno che da pubblico ministero ha trasformato la giustizia in una personale crociata mediatica contro la politica e da parlamentare si è fatto un nome impancandosi a giudice inquisitore dei suoi colleghi. In entrambi i casi il suo curriculum non ha fatto registrare grandi successi. Le sue inchieste da magistrato si sono tutte rivelate delle bufale e la sua azione politica non ha lasciato tracce, almeno fino ad oggi. Poi de Magistris ha vinto a Napoli.  

C’è in questo fenomeno un segnale preoccupante che non riguarda solo Napoli e illumina l’influenza che in questo paese si è guadagnata la magistratura, in particolare quella militante e associata. In Italia l’inclinazione dell’opinione pubblica nei confronti dei giudici ha sempre avuto l’andamento di un pendolo: ci sono stati periodi di grande visibilità e fiducia come ai tempi di Tangentopoli e momenti di discredito come si vide nel voto sul referendum per la responsabilità civile dei magistrati.

Nella prima fase della discesa in campo di Berlusconi il pendolo dell’opinione pubblica ha a lungo oscillato sul quadrante del garantismo. L’accanimento dei giudici durante i suoi primi governi, l’avviso di garanzia recapitato in pieno vertice Onu a Napoli, le perquisizioni a tappeto nelle sedi Fininvest, i mille rivoli giudiziari dei suoi infinti processi, avevano un effetto corroborante per il consenso verso Berlusconi.

Poi, con il passare degli anni, quando si è visto che Berlusconi non sarebbe stato un fenomeno passeggero e che le sue risorse politiche, personali, carismatiche lo avrebbero tenuto alla ribalta per lungo tempo, l’establishment italiano ha cominciato a guardarsi in giro in cerca di qualcuno o qualcosa che potesse fermarlo.

Si è visto quasi subito che dall’opposizione politica di sinistra non sarebbe arrivata una soluzione definitiva e si è così cominciato a costruire quel fenomeno mediatico-giudiziario che va sotto il nome di anti-berlusconismo. La mostrificazione di Berlusconi, la sua graduale trasformazione nel “nemico”, nella quintessenza del “male assoluto” si è fatta strada nel discorso pubblico degli ultimi anni e nell’immaginario politico di una crescente porzione di italiani. L’opposizione  si è fatta trascinare in questo vortice, e anche leader come Walter Veltroni che hanno provato a resistere, ne sono stati infine travolti. In questo modo la sinistra e la sua maggiore espressione nel paese, il Pd,  ha perso quella funzione di guida tipica dei grandi partiti popolari e si è accontentata di una posizione vociante e gregaria.

Di conseguenza, l’establishment o i poteri forti se preferite, hanno consegnato la prima linea dello scontro con il “nemico” Berlusconi alla magistratura militante e ai movimenti anti-politici. Sono questi infatti i vincitori di questa tornata elettorale e probabilmente saranno questi a piantare la loro bandiera sulla fine del berlusconismo.

De Magistris ha trionfato perché incarna perfettamente questo doppio identikit: l’uomo di legge con la spada e le manette e il politico che infanga la politica. L’elezione dell’ex magistrato però segnala anche qualcosa di più prfondo: mai come oggi la magistratura si trova al culmine del suo potere e il pendolo sembra essere inchiodato sul quadrante del giustizialismo. E’ il portato dell’odio seminato contro Berlusconi che ha fatto sì che oggi molti italiani ritengano lecito e necessario  ogni mezzo per farlo furoi. Le toghe si sono così assunte missione salvifica dell’eliminazione del mostro e calcano la scena pubblica con il piglio dei nuovi eroi. Lo spazio conquistato dall’ordine giudiziario non è mai stato così ampio e incontrastato e questo è un lascito di cui i cittadini porteranno a lungo il peso.

Paradossalmente, ma neppure tanto, la decennale guerra di Berlusconi contro la magistratura ne ha rafforzato il potere a dismisura e ha ridotto lo spazio delle garanzie per tutti. Anni di promesse e poi di minacce di riforme, separazioni di carriere, abolizioni dell’obbligatorietà dell’azione penale, non hanno prodotto nulla, neppure una straccio di leggina sulle intercettazioni. Berlusconi prima o poi uscirà di scena e avrà comunque i mezzi e le risorse per proteggersi dall’assedio giudiziario, o forse questo per lui finirà come per incanto, ma gli italiani avranno ancora a lungo a che fare con la magistratura più potente e tecnicamente irresponsabile dell’Occidente.

Secondo Nicola Porro sul Giornale di lunedì, quelli che credono che sulla giustizia Silvio Berlusconi esageri sarebbero divisi in due gruppi:  il primo attacca il Cav. per partito preso e lo ritiene un criminale in fuga dai suoi giudici,  il secondo crede che la riforma della giustizia vada fatta comunque. In realtà sono proprio questi ultimi a essere oggi i più incazzati e preoccupati.

Quando Berlusconi spiega a Barack Obama che l’Italia è una specie di dittatura dei giudici non ha tutti i torti, solo non dovrebbe dirlo al presidente degli Stati Uniti, ma scusarsene con gli italiani per non averlo saputo evitare.

 

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17 COMMENTS

  1. carenza di becchini
    Domanda: ma da quando in qua in una democrazia le regole della giustizia le fanno/riformano i gangsters?
    Loquenzi scambia le sue fantasie con i fatti, è il suo tic preferito. Perciò, sbatte sempre la testa.
    Trovati/Trovatevi un lavoro ‘sano’ (nei cimiteri mancano i becchini…).

  2. Domenico
    Il commento di domenico (tutto minuscolo, forse come il suo senno) è comico. Forse per questo ha deciso di mantenere l’anonimato, decidendo di non firmarsi come fanno gli uomini.

    Venendo all’articolo, sono d’accordo con la valutazione che l’odio sparso contro Berlusconi abbia fatto sì che molti ritengano che ogni mezzo sia lecito per farlo dimettere o peggio. Conosco delle persone che sembrano normalissime che diventano assetate di sangue parlando di B., anche persone di una certa cultura e posizione…

    Mah.

  3. Trattasi di appartenente al
    Trattasi di appartenente al primo gruppo della classificazione porriana…cvd

  4. mahhh…..
    caro Loquenzi, spesso condivido i suoi ragionamenti. Questa volta abbraccio solo l’ultimo periodo. Sebbene ci potrebbero essere gli elementi alla radice del suo scritto per una profonda riflessione, la vedo però abbarbicarsi tra l’inflazionato complottismo e la difesa ad oltranza del proprio mentore. Mi piacerebbe leggerLa in un volo più alto. Distintamente. CB.

  5. Caro Claude, non ho mentori
    Caro Claude, non ho mentori da difendere ne complotti da svelare: è tutto in vista…basta non volare troppo alto.

  6. A Napoli è stato un
    A Napoli è stato un plebiscito…così sono puniti tanto il governo berlusconi quanto la gestione fallimentare del PD. Ora speriamo si volti pagina, De Magistris è una garanzia dal punto di vista della Giustizia!

  7. Assolutamente d’accordo.
    Avanti con la riforma della giustizia vera’ priorita’ del paese! Solo la gente con le fette di mortadella sugli occhi oppure palesemente in malafede non riesce a vedere che dalla riforma della giustizia dipendono e conseguono tutte le altre. Per questo il Presidente del Consiglio la mette come prima cosa da fare ( ma da quanti anni purtroppo). Oltretutto e’ proprio il tema di cui sento piu’ parlare per strada o al mercato … Tutti che si chiedono Ma perche’ Il Presidente non fa questa benedetta riforma della giustizia???? Ma cosa aspetta ancora??? Secondo me il Presidente ha perso sia a Napoli che a Milano anche perche’ non ha fatto la riforma della giustizia (specialmente il capitolo intercettazioni) …. Chi crede che lo faccia per il proprio interesse personale e’ chiaramente un complottista. Bravo Direttore, ci voleva un discreto coraggio, specialmente in questo momento, ad affrontare un tema cosi’ spinoso in maniera cosi’ chiara. Complimenti! Ma il problema vero e’ ce la fara’ a farla secondo lei?

  8. Un governo che passa 3 anni
    Un governo che passa 3 anni a suscitare polemiche feroci su una riforma di cui non c’è traccia in parlamento è solo demente.E’ la vittoria della chiacchiera inutile,anzi dannosa, sui fatti.

  9. come disse la morte nel “senso della vita”
    Siete morti, perciò STATE ZITTI!!!!!!!
    ps:…. AHAHAHAHAHA AVETE PERSO!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  10. Nubi fosche all’orizzonte
    Nubi fosche all’orizzonte.
    De magistris, altro che giustizia, solo enormi fiaschi, ma grande furberia!
    Concentrerei l’attenzione su quello che lei definisce “l’establishment”, il vero potere che manipola e condiziona le nostre vite. Sarebbe una piovra con i tentacoli ovunque, dalla finanza all’economia, dai mass-media alla politica? Se sì come può un comune cittadino difendersi da questo continuo, pressante, opprimente tentativo di condizionamento ?
    Scappare all’estero ? Forse che la fuga dei cervelli è già una prima naturale risposta ?
    Nubi fosche all’orizzonte quando chi non la pensa come te viene trasformato in un mostro da distruggere, quando la gente viene spinta all’odio.

  11. “la decennale guerra di
    “la decennale guerra di Berlusconi contro la magistratura ne ha rafforzato il potere a dismisura e ha ridotto lo spazio delle garanzie per tutti.”
    Un imputato che parla male dei giudici perde inevitabilmente di credibilità. Il fatto che Berlusconi non l’abbia capito fin dall’inizio mi ha sempre fatto pensare gli mancasse la statura del leader. Sarebbe stato tanto più facile difendersi come qualunque altro imputato: avrebbe evitato al metà delle inchieste e guadagnato un sacco di tempo per occuparsi di questioni serie.

  12. Il ruolo della stampa
    Vero. Verissimo. Certo, non va sottovalutata l’energia con cui, ogni volta, pezzi di coalizione di centrodestra hanno remato contro le riforme attese, né va dimenticato che la chiamata dei magistrati alla scelta della propria carriera (inquirente o giudicante), prevista per ottobre 2006, fu bloccata dall’allora Guardasigilli Mastella. Comunque, è certo che, anche alle labbra di Silvio, la frase “avanti con le riforme” si presenta ormai con la stessa frequenza e con la stessa credibilità con cui appare da sempre su quelle di un Cesa o di un Gentiloni qualsiasi (così, per prenderne due a caso dalle seconde e terze linee). E non è escluso, anzi è parecchio probabile, che, approfittando della vittoria rossa (perché questo è il colore della minoranza che ha in pugno il fragile Pisapia e la sua altrettanto fragile coalizione) a Milano (a Napoli, in realtà, non si capisce bene chi abbia vinto), saranno in molti ad alzare la posta delle riforme nel Pdl. Da questo punto di vista, il ruolo dei giornalisti della stampa libera sarà fondamentale nel chiarire esattamente, giorno dopo giorno, l’evolversi degli equilibri nella maggioranza ed a smascherare eventuali primule nere controtendenti. Ci penserà, poi, il popolo delle mail e dei blog a riportare gli agnelli all’ovile delle promesse elettorali.

  13. In questo, berlusconi è
    In questo, berlusconi è stato semplicemente stupido. Parlare per anni di una riforma mai fatta, insultare i giudici come una metastasi comunista e gridare “al lupo al lupo” ogni volta che c’è un’elezione, ecco a cosa ha portato. Che molti ormai non votano per convenienza, per programma, per ideale, ma per odio o amore nei confronti del premier… bel risultato, questa personalizzazione della politica nuoce all’intero sistema paese. E’ ora di superare definitivamente le storture assurde generate dal berlusconismo in Italia, voltare pagina e cominciare a fare sul serio, che di buffoni ne abbiamo le palle piene!

  14. Tutto vero
    Dalla prima all’ultima parola, condivido quanto scritto dal Direttore. Personalmente, sono un poco esterrefatto dal risultato di Napoli: ma davvero due napoletani su tre preferiscono come sindaco un uomo come Luigi De Magistris? Davvero le notizie, che a me paiono scontate, sulle sue innumerevoli scorrettezze da magistrato, sui suoi persistenti insuccessi, sulla perfetta marginalità della sua carriera politica non hanno raggiunto i napoletani? O li hanno raggiunti e quelli se ne fregano? O ce l’hanno tanto a morte con Berlusconi che per fargli dispetto avrebbero votato anche Pulcinella? Sia come sia, a causa del trionfo di questo prepotente è una brutta giornata questa (e dovrebbe esserlo anche per la sinistra).

  15. Milano e Napoli
    Leggo che per Massimo Gramellini e Michele Serra sono finalmente finiti gli anni ottanta(il decennio più lungo del secolo).E’ vero infatti sono tornati i due decenni più orribili:gli anni settanta e gli anni novanta,quelli del radicalismo e del giustizialismo.

  16. ODIO
    Attenzione:questi militanti teorici hanno , a freddo,eccitato gli animi dei loro seguaci in maniera egregia(sembra infatti l’unica cosa che la sinistra sappia far bene)e tanto efficace da provocare episodi come il Tartaglia,le aggressioni,le vetrine e i locali distrutti,e,da ultimo,il caso miserabile di questo Tirelli,da far pensare che siamo ormai vicini alla ricostituzione dei GAP con caccia di notte a chi non è di sinistra.Si attivi il Governo e la maggioranza.

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