Tax

Il virus delle società “cartiere” continua a minare il sistema economico sano

0
422

Le "cartiere" sono società la cui attività "imprenditoriale" consiste nello stampare fatture, ovviamente false, allo scopo di frodare l’Iva e/o di ottenere fondi europei (quelli relativamente ai quali anche Tremonti ha recentemente lamentato la scarsa attenzione delle imprese del Sud), ovviamente non spettanti.

Basti pensare che, per esempio, i 31.373 abitanti di San Marino, in un solo triennio, hanno acquistato, almeno sulla carta, mocassini per ben 74,6 milioni di euro, rivendendoli poi per 104,2 milioni di euro, con un rapporto tra acquisti, vendite e popolazione di 5.699,1, a fronte dei 22,5 del mercato della Gran Bretagna e dei 22,7 del mercato spagnolo e con una spesa procapite (solo per mocassini) di 2.500 euro ogni tre anni. Possibile? Sicuramente poco verosimile.

Del resto, solo nel 2009, la Guardia di Finanza ha denunciato frodi carosello con San Marino per 216 milioni di euro di Iva. Anche per questi motivi nel recente decreto legge 40/2010 (decreto incentivi) sono state inserite misure tese a contrastare "le frodi fiscali internazionali e nazionali operate tra l’altro nella forma di caroselli e cartiere". Ma come funzionano concretamente questo tipo di frodi?

Per consentire la realizzazione della frode carosello è necessaria l’interposizione di varie società con ruoli diversi:

-      imprese filtro comunitarie, collocate all’inizio del percorso della frode per garantire l’estraneità di collegamento da parte del produttore/fornitore e magari con sede in Stati in cui è possibile costituire società anonime per le quali non è possibile risalire a chi, di fatto, ne abbia la gestione;

-      imprese cartiere, intestate a prestanomi e col solo scopo di deresponsabilizzare l’operazione, inserendosi fittiziamente nei passaggi della compravendita e non versando poi l'IVA dovuta;

-      imprese filtro nazionali, clienti (sulla carta) delle società cartiere ed inserite per garantire l’estraneità delle reali beneficiarie della frode al circuito fraudolento;

-      imprese beneficiarie, le vere promotrici della frode, che ricevono la merce direttamente dal fornitore comunitario, ma documentano (fittiziamente) le relative transazioni attraverso il suesposto circuito cartolare.

Oltre all’evasione dell’Iva, tali tipi di frodi, del resto, sono estremamente dannose per il tessuto economico “sano”, dato che l’impresa beneficiaria, proprio grazie al mancato versamento dell’IVA da parte della cartiera, acquistando la merce a prezzi particolarmente vantaggiosi (in pratica senza ricarico), potrà a sua volta immettere la stessa merce sul mercato nazionale a prezzi più che concorrenziali, sbaragliando così le altre imprese “oneste”. Contrastare efficacemente tali fenomeni, peraltro, non è facile.

Le indagini già effettuate in questo settore hanno evidenziato che i soggetti che operano all'interno di tali frodi hanno in genere vita brevissima (da uno a tre anni al massimo).

Le società "cartiere" e "filtro" nascono infatti per la "gestione" di un limitato numero di operazioni illecite e scompaiono poi velocemente, rendendo così estremamente difficoltosa l'individuazione degli effettivi responsabili dei fatti illeciti; e comunque, anche quando vengono rinvenuti i rappresentanti legali delle cartiere, si tratta per lo più di soggetti insolvibili, se non addirittura incapaci di intendere e di volere, magari convinti a firmare qualche documento in cambio di pochi euro, o di qualche bottiglia di vino.

Insomma, le frodi carosello rappresentano un subdolo virus all’interno del sistema economico nazionale ed internazionale. E contro tale virus è giusto ed opportuno approntare ogni possibile ed efficace strumento di contrasto, come appunto fatto con la recente normativa. 

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here