Ilva: la risata di Vendola al telefono con Archinà

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Ilva: la risata di Vendola al telefono con Archinà

16 Novembre 2013

"Il Fatto Quotidiano" ha scatenato una bufera sulla testa di Nichi Vendola diffondendo l’audio di una telefonata che è intercorsa tra il governatore della Puglia e Girolamo Archinà, l’allora responsabile rapporti istitutuzionali dell’Ilva, ora agli arresti domiciliari. Si sentono le risa di Vendola durante la telefonata contenuta negli atti dell’inchiesta della procura di Taranto che accusa lo stesso di concussione in concorso con i vertici dell’azienda. È l’estate del 2010 e Nichi chiama Archinà dopo aver visto un video, datato 2009, in cui lo stesso strappa di mano il microfono ad un giornalista che, intervistando l’ingegner Riva, gli chiede conto dei morti di tumore e degli effetti dell’inquinamento a Taranto. Vendola ride di gusto per quello "scatto felino" e rassicura Archinà sul fatto che presto incontrerà Riva. I più hanno letto la risata del governatore come una presa in giro per i morti. Ma il pugliese non ci sta a farsi giudicare e subito ha ribattuto: "C’è grande indignazione e grande rabbia per un tentativo di linciaggio e sciacallaggio puro. Chiunque abbia ascoltato si rende conto che io non rido dei tumori. So cos’è il dolore. È un’operazione lurida. Quelle risate erano limitate all’immagine di Archinà che con un guizzo felino, corre a togliere il microfono a un giornalista. In questa vicenda non solo si colpisce la mia storia ambientalista, ma si vuole devastare la mia immagine di persona dotata di sensibilità umana". Per ora, in ogni caso, non c’è alcuna ipotesi di dimissioni: "Bisogna avere la pazienza di aspettare che possa farmi interrogare da un giudice. Non c’è niente, non c’è un atto, un procedimento che non dica che io ho imposto per la prima volta un percorso ambientale all’Ilva. È paradossale che si rovesci una verità storica. L’intercettazione decontestualizzata è un tentativo di fare un processo prima nelle piazze e avere una facile condanna".