Immigrati, Sacconi: “Pronto il permesso di soggiorno a punti”

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Immigrati, Sacconi: “Pronto il permesso di soggiorno a punti”

12 Maggio 2010

Il governo sta varando il piano nazionale dell’Integrazione nella sicurezza e l’accordo di integrazione disposto dalla legge 94/2009, il cosiddetto permesso di soggiorno a punti, due strumenti ”correlati tra di loro”. E’ quanto ha dichiarato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, durante il question time alla Camera.

"Integrazione e sicurezza sono le due facce della stessa medaglia che si sostengono reciprocamente”, senza la seconda non si ha la prima, ha aggiunto il ministro spiegando la filosofia del piano, che rifiuta in una ”certa misura l’idea dell’assimilazionismo perché é un atteggiamento arrogante da parte del paese accogliente, ma rifiuta anche l’idea di un multiculturalismo indifferente, perche’ tutte e due queste teorie portano ad un conflitto”.

”Identita’ ed incontro” significa, ha spiegato Sacconi ”sottolineare la nostra identità, che è aperta di per sè, ma non per queste togliere i crocifissi dalle pareti”. Il governo prevede nel Piano non solo l’inserimento nel mondo del lavoro, e di qualità, ma anche la conoscenza della lingua e dei valori del paese ospitante, la possibilità di un alloggio dignitoso con una pianificazione urbanistica che eviti il formarsi dei ghetti, l’accesso ai servizi socio sanitari assistenziali, la tutela dei minori non accompagnati, per i quali prevedere la possibilità di affido da parte di famiglie generose, e l’attenzione alle seconde generazioni.

Per quanto riguarda il cosiddetto permesso di soggiorno a punti, Sacconi ha detto che si tratta di uno strumento più ”immediato e che va varato presto”. Dovrà essere firmato al momento della concessione del permesso di soggiorno e nell’arco dei due anni che precedono il rinnovo dello stesso permesso, il cittadino straniero dovrà impegnarsi a conseguire una serie di impegni, come la conoscenza della lingua italiana, della costituzione della nostra cultura e dei nostri costumi e mandare i figli a scuola nell’età della scuola dell’obbligo, ”evitando di perdere questi crediti magari per condanne a pene detentive”. Ma ci sarà anche al possibilità di ottenere crediti in più, ad esempio svolgendo attività di volontariato.