Impeachment Trump, flop dei dem sull’acquisizione di nuovi testimoni contro il presidente
01 Febbraio 2020
di Vito de Luca
È fallito l’assalto alla diligenza, invocato dai democratici contro Trump, i quali hanno dimezzato le speranze di portare sul proprio carro quattro senatori repubblicani. Sono saliti solo in due: l’arcinemico del presidente americano, sconfitto alle primarie del Gop di quattro anni fa, proprio da The Donald, Mitt Romney dello Utah; e Susan Collins del Maine. Ma i dem, per ottenere il permesso di ascoltare altri testimoni nel “processo” nella messa in stato di accusa di Trump, da parte del Congresso, avrebbero avuto bisogno dell’appoggio di almeno 4 senatori del partito dell’elefantino. 51 a 49 è stato invece il voto in Senato, il quale ha stabilito che per decidere sull’impeachment saranno sufficienti le testimonianze già acquisite. Se ne riparlerà mercoledì prossimo, quando, finalmente, si emetterà un verdetto sui capi d’accusa mossi contro il presidente, abuso di potere e ostruzione al Congresso (Ucraina-gate). E ora, come già ampiamente previsto, i voti necessari per destituire Trump, 67, in Senato, non vi saranno, e l’“assoluzione”, per il presidente, è scontata. Un endorsement involontario, tra l’altro, da parte dei democratici, al presidente uscente, per le presidenziali di quest’anno, in cui Trump esce rafforzato, e pronto per il bis alla Casa Bianca. Non sono mancati critiche da parte di chi sperava in una messa in stato d’accusa per Trump, come per il senatore di New York, Chuck Schumer: «L’America ricorderà questo giorno, sfortunatamente, in cui il Senato non è stato all’altezza delle sue responsabilità», ha osservato l’esponente dem, « quando il Senato si è allontanato dalla verità. Se il presidente viene assolto, senza testimoni, senza documenti, l’assoluzione non avrà alcun valore», ha concluso, «perché gli americani sapranno che questo processo non è stato un vero processo».
Non si è fatto attendere un tweet del presidente, che sul suo profilo ha scritto che «I democratici non saranno mai soddisfatti, qualsiasi cosa si dia a loro. E a noi, non portano niente». Alla causa dem, che voleva Trump alla sbarra, non sono servite neanche le pseudo rivelazioni contenute nel libro (The Room Where It Happened: A White House Memoir, che la Casa Bianca ha definito impubblicabile, poiché conterrebbe contenuti classificati) dell’ex responsabile della sicurezza nazionale Usa, John Bolton (da tempo defenestrato da Trump), secondo il quale Trump gli disse, nell’agosto scorso, di voler legare il blocco dei fondi destinati all’Ucraina per la sicurezza all’avvio di un’indagine della procura speciale di Kiev nei confronti di Hillary Clinton e Joe Biden. Ora Trump, però, potrà godersi, in attesa di mercoledì prossimo, nel week end, la finale di domenica sera (In Italia) del Supebowl Liv, tra San Francisco 49 Ers e Kansas City Chiefs. Anche con un’intervista, sulla finale sportiva più seguita negli Usa, concessa alla Fox Tv.
