“In Abruzzo ha vinto chi ha sempre lavorato sodo sul territorio”

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“In Abruzzo ha vinto chi ha sempre lavorato sodo sul territorio”

16 Dicembre 2008

Alle elezioni regionali il presidente eletto è uno solo ma in quelle d’Abruzzo Gianni Chiodi, che ha vinto con il 48% dei voti portando il Pdl alla guida della regione, non è stato l’unico vincitore. Molti altri gruppi che lo sostenevano hanno infatti potuto ricevere il loro pezzo di torta grazie ai risultati dei singoli gruppi. Tra questi, anche una piccola lista civica dal nome altisonante – “Rialzati Abruzzo” – che, nata solamente da poco più di un mese, può vantare però una grande esperienza di impegno politico sul territorio. Un lavoro premiato dagli elettori con un sostegno del 7,5% e che aspira a diventare il simbolo di una nuova forma di fare politica a livello locale.

“E’ stata una scommessa, un’avventura meravigliosa della quale dobbiamo ringraziare tutti coloro che hanno creduto in noi”. Lo racconta all’Occidentale Carlo Masci, capolista della lista regionale, commentando i risultati all’indomani delle elezioni regionali.

“Visto l’incredibile risultato che avete ottenuto, qual è il segreto del successo della vostra lista civica?”

“La carta vincente è, in primo luogo, il legame con il territorio. Possiamo contare su un forte connubio con le realtà locali grazie alle precedenti esperienze comunali e provinciali. Per la prima volta abbiamo scommesso a livello regionale, e abbiamo vinto grazie al legame che i nostri rappresentanti hanno con i cittadini. Per esempio, abbiamo puntato su persone riconoscibili, amministratori con esperienza che sono stati premiati per il lavoro già fatto a livello locale. E infatti, siamo riusciti a portare tre dei nostri candidati in consiglio regionale.

Ma un altro elemento essenziale è stata la disillusione nei confronti dei partiti in seguito alle vicende giudiziarie legate al precedente governo regionale. Le persone ora si sentono più identificate nei singoli individui, piuttosto che nei partiti. Specialmente danno fiducia a chi ha agito bene in precedenza ed è quello che, senza alcun dubbio, ha dimostrato questo consenso inaspettato”.

 “A proposito del passato, da dove parte questo progetto e di che tipo di esperienza stiamo parlando?”

 “La lista civica ‘Rialzati Abruzzo’è nata circa un mese e mezzo fa, ma abbiamo una esperienza consolidata a livello comunale e provinciale. Nel 1998 ho fondato per le elezioni comunali la lista ‘Pescara Futura’, ottenendo mille voti. Cinque anni più tardi, nelle elezioni provinciali, i voti erano diventati 11mila: un risultato importante e un caso unico in Italia per una lista che aveva scelto – a causa del clima politico negativo – di stare fuori dalle coalizioni. Durante il precedente governo Berlusconi, Casini offrì una candidatura alle liste civiche abruzzesi per dare una opportunità nell’UDC alle realtà civiche che si sono contraddistinte per serietà, competenza e capacità amministrativa.

Quando però c’è stata la rottura tra Casini e Berlusconi e l’UDC si stava lasciando corteggiare dal Pd durante le elezioni regionali, la lista ha deciso di rendersi autonoma e mantenere la collocazione naturale a destra, aprendo i rapporti con il Pdl e creando, su mandato di Berlusconi, la prima lista civica regionale. Per fortuna, poi, abbiamo trovato degli esponenti che hanno creduto in noi, specialmente persone come Gaetano Quagliariello che hanno avuto fiducia nel nostro progetto”.

“Avete fatto una scelta politica di cambiamento che vi ha portato a confluire nel Pdl. Che cosa vi unisce?”

“Sicuramente c’è una comunanza di valori: c’è la voglia di lavorare per un governo serio, onesto, capace, che guardi ai cittadini direttamente con un vero rinnovamento negli uomini, nelle idee, negli obiettivi e nel modo di fare politica. In questo senso non abbiamo problemi a definirci parte del Pdl.

Poi c’è da dire che il Pdl ha abbracciato in pieno il nostro obiettivo. Data l’esperienza territoriale che ha precedentemente vissuto con la Lega e con il Movimento per le Autonomie, non gli è stato difficile interpretare la nostra idea di fare politica”.

“Le elezioni in Abruzzo sono state caratterizzate dall’elevato astensionismo degli elettori. Come interpretate questo dato visti i vostri risultati?”

“I dati parlano da soli. Le vicende abruzzesi hanno allontanato gli elettori dalla politica. Credo che il nostro elettorato abbia capito che abbiamo la volontà di ricostruire un rapporto con la cittadinanza. Abbiamo il compito e la responsabilità di governare tenendo conto della necessità di ricucire il legame con loro e, vi assicuro, lo faremo con serietà e impegno”.